Non fa caldo, quindi non posso dire che è il caldo, che non fa, che mi fa fare questi post.
Forse è la vicinanza delle vacanze, quei dieci giorni che mi separano dall'isola greca di Cefalonia.
Essì perché 'sta estate me ne vado in Grecia, non ci sono mai stato ed è da più tempo di quanto possa ricordare che ne sento parlare. E siccome sono uno che viaggerebbe ovunque (tranne forse dove mi fanno fare l'antimalarica per forza che quella ecco mi fa un po' impressione) l'isola che dista qualche minuto da Itaca, va benissimo. Mi aspetto giorni di mare e buon cibo (anche se ultimamente mangio pure qualche cosa con le pinne sono di brutto un carnivoro, e mi stanno simpatici 'sti greci che sulla costa non ti tirano fuori branzini da due chili ma gyros, mussaca e altri piatti tipicamente estivi), con l'occasione di scattare foto come un ninja impazzito girando per l'isola, rilassarmi (ci provo eh, prometto che ci provo) e leggere.
Eh già, il libro, le vacanze, la lettura sotto l'ombrellone.
Cosa portare? Innanzitutto prima vacanza col Kindle, che dovesse andarmi a fuoco il bagaglio ho di che passare il tempo per anni. Considerando che tutti gli eBook che ho impaginato quest'anno non l'ho letto, solo di Survival Blog ho un bel po' di pagine (virtuali).
Conto di finire L'ombra del vento di Zafon prima di partire (bel libro anche se poteva essere lungo 1/3 in meno e non ci perdeva nulla) e poi dedicarmi a qualcosa di diverso (pensavo Progenie di Guillelmo Del Toro). Ho anche la mezza idea di smettere per un po' di leggere in italiano. L'inglese mi manca e vedo che ho delle lacune ctonie nel mio vocabolario (per non parlare della pronuncia, lasciamo stare) e ho in attesa un affascinante The Last Days: the apocryphon of Joe Panther di Andrew Masterson.
Dopo la Grecia ci saranno ancora sette giorni circa di ferie friulane, tra monti e giri in bici, hardware che ho recentemente riportato alla vita con un po' di olio e il nuovo computerino per misurare le mie performance da ciclista occasionale, libro nello zaino e via, che leggere all'ombra di qualche faggeto, al fresco, su una panchina in legno consunta dal tempo, è sempre esperienza appagante.
Tutto questo però io non lo volevo scrivere.
Cioè non che non voglia condividere eh, però ero partito da una foto scattata ieri sulle scale di casa mia, mentre all'aperto mi godevo il sacro momento vinello + sigaretta + libro.
Mi sono accorto dopo giorni di lettura all'aperto, trasferte e il classico "lo lascio sotto la brandina", delle condizioni del volume che sto leggendo.
Da ciò il titolo del post, che lascio completare al buon Ferruccio (vediamo se 'sto record lo riesci a scoprire!).
Ecco, mi chiedevo, voi che tipi da libro siete?
Come certi collezionisti di fumetti li tenete in buste ermetiche, leggete solo in ambienti asettici e non li prestate a nessuno che non abbia passato un accurato test comportamentale?
O apprezzate "i segni della lettura"? Li conoscete, le gocce di pioggia assorbite nella fuga dalla spiaggia quel giorno che tutti ve lo dicevano sarebbe cambiato il tempo ma voi no, proprio no (e magari mica è pioggia eh, siete sensibili, c'era quella scena drammatica...), le pagine piegate a mo' di segnalibro quando quest'ultimo manca, la copertina segnata, magari quelle due sottolineature perché certe frasi eh, non avevo dove scrivermele e non volevo dimenticarle...
A voi, il bicchiere sul libro e la sigaretta accesa lasciata lì mentre parlavo al telefono, hanno dato un brivido di repulsione? O vi siete riconosciuti in un rapporto diverso con l'oggetto libro?
Ditemelo, nel frattempo infilo i libri nella valigia...

26 commenti:
Mah... ho due tomi da oltre 800 pagine da affrontare, uno in inglese. Credo che sceglierò uno dei due, giusto per alleggerire la pila che sta attendendo di essere smaltita.
OTTOCENTO?!
Non ce la farei... non dico di essere talebano come un certo gelostellato che sopra le 200 gli viene l'orticaria, però però... già Zafon sulle 400 mi sta un po' in c...o perché ha parti assolutamente evitabili.
Penso che 4/500 sia ormai un limite che difficilmente posso superare.
Resta però la domanda, come li leggi e come li tratti, questi tomi immensi? :)
Di solito cerco di trattarli meglio che posso, che a me le pieghe da usura sul dorso danno noia (sì, lego quasi solo volumi in brossura, che i cartonati sono troppo ingombranti e poi costano troppo…).
Però…
Durante l'ultimo giro in montagna non ho esitato a infilare un volumazzo nello zaino. Risultato copertina irrimediabilmente spiegazzata e dorso scollato. Era da un pezzo che non mi capitava.
Leggo quotidianamente in pausa pranzo comodamente seduto sul sedile del mio macchinino. I volumi (uno/due al massimo) rimangono in macchina per qualche tempo, riempiendosi di briciole e/o macchie di unto e pomodoro (le volte con la pizza al taglio) e rimanendo esposti al sole. Ho ancora in libreria una copia dell'Ulisse con l'esterno sbiadito per la lunga (si parla di mesi e mesi, è Joyce, mica cazzi) permanenza nella Panda…
Insomma, cerco di starci attento, ma non ne faccio una malattia.
BTW Buone ferie! Anche a me la Grecia manca, ma prima o poi un giretto ce lo facciamo…
Io non poggerei mai un bicchiere o qualsiasi altro oggetto anche lontanamente a rischio su un lihro. Per me il volume è sacro, non va minimamente sciupato né scritto (a meno che non si tratti di testi scolastici).
Temistocle
(forse L'ombra del vento lo lascerei perdere, a meno che non sei quasi alla fine. Per me è stato un flop e un'inutile perdita di tempo)
Io i libri universitari (anche roba di 1500 pagine) li sottolineo a matita. Poi ri-sottolineo con l'evidenziatore. Poi ri-ri-sottolineo con la penna rossa.
Po ci faccio le orecchie, scrivo nei bordi eccetera eccetera. Più il libro di testo è rovinato e più mi sento di aver imparato bene le cose.
Ci tengo anche particolarmente a rimanere in possesso dei libri che ho studiato. Il libro ce l'ho, l'ho distrutto, ho fatto l'esame ed è mio.
I libri tipo narrativa, invece, non li sottolineo. Però faccio le orecchie per tenere le pagine, e se si rovinano non me ne importa nulla anche se in genere più di tanto è difficile che si sciupino.
Una volta che li ho finiti li metto da qualche parte e lì restano per sempre o finché non mi girano le scatole e regalo tutto.
L'unico romanzo a cui tengo e che conservo, non a casa mia però ma nella mia vecchia stanza a casa dei miei, è una vecchia copia della storia infinita che è uno dei primi libri che ho letto.
Simone
Diciamo che si profilano tre categorie:
- gli Integralisti del libro
- i Rilassati (quelli che "ci sto attento ma se capita capita")
- gli Altri (quelli "li piego e li giro come voglio)".
@Iguana: già visitata quindi la Grecia, anche Cefalonia? O sei stato su altre isole?
@TIM: integralista eh! ;)
A me il libro di Zafon piace, soprattutto dialoghi e personaggi, molto vividi (più i comprimari che il noiosetto protagonista). Descrizioni e aneddoti storici invece li lascio da parte perché in generale sono la parte che meno mi attira.
@Simone: insomma anche tu sei uno dei rilassati :)
La Grecia è bellissima, vai tranquilla che ti piacerà!
Riguardo alla tua domanda, io sono un tipo che tratta bene i libri, ma non li venera. Cioè, va a finire che poi li sistemo alla rinfusa, dove capita. Non sono un "feticista".
Sto più attento alle graphic novel che - i puristi mi perdonino - mi comunicano più quel senso di collezionismo.
ehm… no, mai stato in Grecia.
(in effetti non sono tipo da mare, però dicono tutti si stia benissimo, quindi sì, prima o poi…)
@Alex: sulle graphic novel il discorso è diverso, anch'io sto più attento ai fumetti in generale che ai libri.
@Iguana: nemmeno io sono un tipo da mare, non riesco a star fermo per 4h su una sdraio, inoltre sono pallido come uno zombie appena dissotterrato :) Però tra paesaggi, cibo e immersioni da fare ce n'è, quindi spero di riuscire a godermela comunque.
Non li tratto male con l'intento di trattarli male, è che succede.
Ho una repulsione per i segnalibri, ma non amo fare le orecchiette alle pagine (alle cime di rapa, tra l'altro) a meno che non si possa fare altro. Per me il must è tenere il libro aperto, spiaccicato a faccia in giù, appoggiato ovunque. E più la copertina si stropiccia, più mi dà soddisfazione.
Mi piace così.
Mi piace che odorino, ma odio che ci siano briciole all'interno (che però ci sono sempre). La pagina increspata dalla pioggia o dalle lacrime non è né un pregio né un difetto, però quella volta che mi è caduto David Sedaris nella vasca mi ha dato fastidio.
Ecco.
Non li tratto male con l'intento di trattarli male, è che succede.
Un po' come col CP?
Per me il must è tenere il libro aperto, spiaccicato a faccia in giù, appoggiato ovunque.
Ci ho provato ma finisco per metterlo tipo sulla tavola che magari è sporca e poi le pagine si sporcano di cose organiche e quando richiudo il libro non lo posso più riaprire perché si è formata una specie di colla parassita fungosa.
quella volta che mi è caduto David Sedaris nella vasca mi ha dato fastidio.
Anche perché hai una vasca grande però Sedaris mi sa che te la occupava tutta!
@Cyb: ma come si fa a odiare i segnalibri? E non sei nemmeno la prima che me lo dice... scatta un sondaggione mi sa :)
Indubbiamente sono un integralista sia per i libri che per le graphic novel. Insomma è più forte di me: conservo i libri in maniera religiosa; non faccio mai orecchiette, segni, bruciature. E così da quando sono bambino, ho cominciato con i Topolino e perfino adesso a quaranta anni rimango integralista talebano.
E tu togli subito quella sigaretta e quel bicchiere dalla copertina! ;)
Anche perché c'ero anch'io nella vasca!! :S
Vai col sondaggione!!
Diciamo che sono un po' a metà tra il Rilassato e l'Integralista. Nel senso che per i libri di narrativa tendenzialmente tendo a trattarli bene e con rispetto, ma se capita capita. Fanno eccezione i libri e fumetti della serie della Torre Nera, che spero di non vedere mai rovinati... :)
Per la saggistica il discorso si fa più rilassato: anche perché le frasi belle le sottolineo per future citazioni e cose simili. Tipo "Walden" è pieno di sottolineature e segni a bordo pagina.
ciao,
Gianluca
@Gianluca: addirittura le preferenze per autore? Tipo tutti sì, King no :) Esssai che mica son sicuro che non mi manchi qualche volume della graphic novel della torre nera. Devo vedere qual'è l'ultimo volume che ho preso.
Una volta ero molto più ossessionato, tipo copertine trasparenti per i fumetti e cose così, adesso li tratto semplicemente il meglio che riesco, nel senso che sto super attento quando leggo e poi magari me li dimentico sulla scrivania, sotto colonne di altri tomi, e si fanno quintali di polvere e si macchiano e cose del genere.
Per il resto, in valigia ho "Un buon posto per morire" di Avolevo/Boosta, "Apeshit" di Carlton Mellick, "Real Life" di Christopher Brookmyre e la saga di Ilium di Simmons.
Una volta ero integralista anch'io, ma negli ultimi anni m'è passata, ci sto attenta ma se succede qualcosa non mi dispero. Anzi, può anche essere che mi piacciano di più se capitano macchioline o pieghe, perché così si vede che sono vissuti. :)
Ho sempre maltrattato invece i libri di testo, sia a scuola sia all'università, anche perché se non li sottolineo 500 volte non ricordo nulla.
Io i segnalibri li adoro, e li colleziono pure! Sondaggione? :)
Per ora direi che vincono i rilassati, con una certa percentuale di EX Integralisti Pentiti :)
A parte Nick. L'Integralista. Lui verrà a casa vostra e vi punirà per i libri trattati male ;-)
@Matteo: No, no, non preferenze per autore. Il mio lato integralista è esclusivo per la serie della Torre Nera, gli altri libri di King che ho possono fare quello che vogliono! XD
Comunque l'ultimo fumetto della Torre uscito in Italia dovrebbe essere "La battaglia di Jericho Hill".
Jericho Hill? Ottimo, allora dovrei averli tutti. Un giorno mi butto nel magazzino e tiro fuori le novel che ho sepolto da qualche parte.
Me n'è giusta venuta in mente una molto bella, se riesco la rileggo e ci faccio un post ;-)
I libri li tratto bene, leggo e basta. non mangio e non bevo nella vicinanze. Poi non è che li metta in un altare. Ogni tanto devo passare a spolverarli. ma a casa mia non trovi il libro più rovinato del mondo:-)
io li tratto col massimo riguardo, ma in un certo senso apprezzo quelli che chiami "i segni della lettura". una macchia di caffè, l'alone di uno starnuto (è capitato anche a voi, ammettetelo), una pagina spiegazzata, la copertina consumata... insomma, cerco di evitarli, ma se poi me li ritrovo li considero come un livello di "personalizzazione" del libro. come lui ha dato qualcosa a me, anche io ho lasciato un segno: mi pare equo.
MAI li presterei né me li farei prestare, ho assoluto bisogno del "possesso fisico". Però non è che poi li tratto benissimo. Certo, non uso le orecchie come segnalibro (terribile bestemmia), però i segni di usura o di degrado non mi disturbano. Entro un centro limite. Dottò, so' malato? ;)
Mi sembra ci sia una grande maggioranza di gente rilassata col libro in mano, il che è bene :)
Anch'io ho bisogno del "possesso" del libro, anche perché associo la lettura al periodo e questo resta "attaccato" al libro e quando lo rivedo mi torna in mente quel certo periodo della mia vita, magari.
Per questo raramente mi son fatto prestare libri e spesso, se questi mi piacevano, li ho acquistati per possederli :)
Quindi se è una malattia, siamo in tanti :)
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