venerdì 31 dicembre 2010

L'ultimo dell'anno

Ci avevo pensato, poi ho cambiato idea.
Poi ci ho ripensato, ho chiuso il browser e ho dormito 5 minuti sulla tastiera. Che fa simpatico però ti rimangono sempre le lettere sulla fronte. E nessuna parola in testa.
Soprattutto se non hai quelle (odiose) nuove tastiere tipo eipol a sfioramento.
Quindi mi sono deciso e l'ultimo post l'ho scritto.

Oggi è l'ultimo giorno dell'anno e l'ultimo giorno di lavoro, poi me ne vado in ferie fino al 6.
Ferie totali, da non vedere il PC se non quando la mattina mi alzo. Magari gli butto distrattamente sopra una maglia così sembra non ci sia.
Quindi volevo salutarvi, bastardi.

Mi sono guardato le statistiche dei siti, oggi. Qualche numero mi verrebbe voglia di dirvelo, perché è grazie a voi che qua ci passate del tempo se c'è soddisfazione a scrivere. Post, racconti, ibuk e altro ancora. I download della mia roba sono più che raddoppiati, le visite al blog salite di un buon 60%.
Molti di questi grazie vanno a quel circolo di blogghers con i quali si è creata una bella intesa che, in maniera del tutto sincera, chiamo volentieri amicizia. Personaggi sanguigni, romantici, un circolo come piace intenderlo a me. Un posto dove si sta bene, si va e si viene, e c'è sempre posto per chi vuole sedersi e raccontare la sua. Basta vedere quell'ultimo progetto, nato da una "semplice" idea di Alex, che ha raccolto personaggi che già c'erano e nuovi arrivi.

Ringraziare si deve, secondo me.
Si ringrazia quando va male, perché c'era qualcosa da imparare, per migliorare. E si ringrazia quando va bene, perché qualcosa si è imparato.
Allora ecco, grazie.

Un po' in generale, a chi mi ha regalato soddisfazioni in questi dodici mesi, a chi ho trovato vicino quando avevo bisogno e magari non ci avrei creduto mai, che dopo certi distacchi si possa continuare così.

E' stato un anno di cambiamenti. Anche pesanti, non ultimo il mio nono (e non ultimo, lo so) trasloco, che mi ha visto raggiungere la periferia tranquilla e verde di Trieste (sfocata, lassù, in una foto di anni fa) e ricominciare molte cose da capo. Che fa sempre bene.

E' stato un anno di scoperte, durante il quale ho imparato tanto. E anche per questo, grazie. A chi ha avuto la pazienza di spiegare e aspettare. E magari rispiegare.

E' stato un anno di soddisfazioni. Personali e professionali. Non qua, non alla scrivania dove passo 9 ore al giorno. Ma all'altra, quella dove mi siedo di notte per impaginare le storie, per scriverne di mie. Ho impaginato 4 libri, 1 rivista, una decina di eBook altrui, alcuni eBook miei. Il saggio su Lovecraft lo sta leggendo S.T. Joshi, una settimana fa ho ricevuto i complimenti di Sebastiano Fusco. Cioè ancora mi sto chiedendo se quella mail è veramente sua. Ho scritto di conigli assassini e mi sono trovato a centinaia di chilometri da qui con altri scrittori per festeggiare le loro vittorie o solo per gozzovigliare e parlare di quello che ci piace.
Ho conosciuto persone bellissime, vicine e lontane da qui. Mi sono ritrovato accolto come fossi uno di famiglia.
Dico, ma quanto spesso si vivono cose così?
E volete non sia il caso di ringraziare?

A chiunque passi di qua, auguro un bellissimo anno nuovo.
Intenso e pieno di cose per le quali, chiusa la porta di casa e fatto un passo verso domani, venga la voglia di dire, semplicemente, grazie.


Chiudo per una volta con un video musicale.
Niente di trascendentale, per quelli sapete che ci sono altri blogghers più preparati.
Questa però è la mia canzone del 2010, e la voglio lasciare qua, come ricordo. Ricordo di quelle cose che ci sono e non te ne accorgi. Finché il caso, Dio, Buddha o chi per loro non ti mette davanti un cartello al neon su una tortuosa strada di montagna.
E imbocchi la strada, che non è giusta o sbagliata. Semplicemente, la tua.

giovedì 30 dicembre 2010

Uno alla fine, i libri

Domani è la fine.
Bisogna prepararsi in tempo.
Magari ripensare a come è andata, guardare anche ai post di un anno fa e vedere di cosa si parlava e di cosa si parla oggi.
Chi è arrivato e chi invece non c'è più.
Un attimo di pausa, fa sempre bene.

La prima pausa la dedico ai libri che ho letto durante il 2010.
So che di classifiche ne avete le tasche piene, quindi non ne faccio.
Semplicemente due parole al bar, in mattinata, al tavolino metallico e traballante con caffè caldi e i berretti poggiati che tanto esce il sole e un po' di aria frizzante ci piace, quel brivido, che ci sentiamo vivi così.
Non ci sono gli autori, nella lista. Copiaincollando da Anobii era un casino e non avevo voglia di inserirli. Fate voi.

Mi ero ripromesso di dedicarmi di più alla saggistica, che insomma poi ti ci puoi dare le arie giuste e magari qualcosa poi la impari davvero. Ho rispettato poco questo proposito. Due testi sulla scrittura e uno sulla fotografia.
Almeno ora so che Cartier Bresson non è uno che lavora in gioielleria.
Il libro di Eco avrei sempre voluto recensirlo, ma l'ho trovato troppo oltre le mie capacità (o l'interesse) e mi sono promesso di rileggerlo e capirlo meglio.

Fotografia del XX secolo: Museum Ludwig Colonia
Writing Fantasy & Science Fiction
Garth Ennis: Nessuna pietà agli eroi
Sei passeggiate nei boschi narrativi


Una volta leggevo tanti fumetti. Ero un acquirente seriale, uno che conosceva le date d'uscita e faceva la fila in edicola con la mano tesa. Poi vennero le graphic novel e l'affetto per certi sceneggiatori o illustratori, la ricerca di titoli sempre più difficili da trovare in Italia. Poi, a guardare la lista 2010, quasi il nulla.
Rimane la saga dedicata alla Torre Nera, in linea con i romanzi e graficamente valida, e Mignola, che seguirò fin nella tomba, almeno se continuerà ad affascinarmi con leggende e quegli intarsi di luce sull'oscurità che i suoi personaggi si trascinano di pagina in pagina. Di Hellboy sentivo sinceramente la mancanza, e anche il BPRD non ha deluso. Spero torni al più presto anche Johnson "la chela" Lobster con le sue atmosfere pulp.
Fate finta di non vedere che ho comunque tentato le strade della Bonelli. Sono come quell'ultima insipida sigaretta. Smetterò del tutto.
Un plauso per il fumetto 3D dell'anno, l'Avarat di Leo Ortolani. Non facile da leggere con gli occhialini anni '80, ma divertente anche in tre dimensioni.
Ho messo in 'sta lista anche Dead Moon di Royo, pessima incursione del pittore spagnolo nei reami della scrittura.



Avarat n. 1: Special Events n. 72
B.P.R.D. - vol. 9: 1946
Hellboy - vol. 9: La caccia selvaggia
Lilith n. 4: Cavalcando con il diavolo
La Torre Nera: Il mago
La Torre Nera: La caduta di Gilead
Cassidy n. 1: L'ultimo blues
Dead moon


I manuali di gioco sono scomparsi. Rimane un unico titolo che seguo, il Sine Requie di Leonardo & Matteo, che nel 2010 mi hanno regalato Soviet, ancora da finire. Bella e intensa la lettura del IV Reich.

Sine Requie: IV Reich

E siamo ai libri libri.
Niente classifiche,
li divido solo in tre blocchi, auto esplicativi penso.
Il gruppo degli inutili è dominato dal Belgariad, ma ne abbiamo già parlato.

Quelli che se non li leggevo era proprio peccato




Nostra signora delle tenebre
Il peso della farfalla
Il sentiero di legno e sangue
Bad Visions: Epix 11
Le tre bocche del drago
Actarus: La vera storia di un pilota di robot
Il contrario di uno
Come il lupo
La corsa selvatica
Diario Pulp


Quelli belli




Zeferina
Archetipi
Ritorno a Bassavilla
Corti - Seconda stagione:L'invasione degli UltraCorti
Il quinto cilindro
Corti: Racconti piccoli, piccolissimi, minuscoli e cattivi


Quelli che se non li leggevo avevo più tempo per fare cose utili come dormire


La fine del gioco
Il castello incantato
La valle di Aldur
La regina della magia
Il segno della profezia
Buona Apocalisse a tutti!
The Book With No Name
Dexter l'oscuro
Finché non cala il buio
L'esercito dei demoni: La genesi di Shannara vol.3


E' tutto.
A breve ci saranno altri post.
Prima che finisca l'anno.

mercoledì 29 dicembre 2010

Due alla fine, un ebook in regalo, sondaggi, amenità

ebook gratuito matteo poropat
Era Natale. Poi è passato.

Con Gelo e altri scrittori sono finito nel Ripostiglio, ma ne sono uscito in tempo.
E anche se in ritardo, il regalo ve lo faccio lo stesso.
Oggi, 29 dicembre, giorno nel quale, 150 anni fa, veniva varata la HMS Warrior, prima corazzata britannica in grado di prendere il mare. Mica le so ste cose, l'ho letto su wikipedia cercando il santo del giorno. Ma so che a diversi dei miei Lettori notizie così fanno aumentare la salivazione.

Dicevo, il regalo ve lo faccio oggi, così.
Vi mando a casa i miei conigli mutanti (sperando non passi il Duca, che oggi non è manco venerdì, giorno di conigli).

Il sondaggio inutile.

L'ho fatto. I risultati sono stati, senza controllare che qualcuno abbia votato 8 volte (come certi bloggher diffidenti!):

Una storia apocalittica con tentacoli luminosi, incubi e affilati falli metallici 15 (46%)
Un racconto sui conigli giganti mutanti assassini 8 (25%)
Un tris di racconti così almeno uno decente ce ne potrebbe essere 6 (18%)
Niente, a Natale mi riempio di panettone guardando l'edizione speciale di Amici 3 (9%)
Un bel racconto, magari di qualche tuo amico bravo 0 (0%)

32 voti totali, non male considerando le visite al blog.
Dai risultati si deduce che:

32 persone dubitano io abbia amici bravi a scrivere
3 di queste guarderanno TV e non leggeranno cose scritte da me
6 sono fiduciose nella probabilità
8 odiano la Pasqua
15 hanno letto troppo Lovecraft

Cosa posso dirvi... il racconto lovecraftiano coi tentacoli e il fallo metallico era pronto. Però il barbuto Silente me l'ha editato fino all'osso.
E mica potevo darvelo così, ora che lui ha messo il dito nelle varie piaghe della storia.
Devo correggerlo, se no che l'ho fatto lavorare a fare?
Quindi quella storia arriverà, abbiate fede.

Lagomorpha, i coniglietti uccidono

Intanto però vi beccate una storia di vendetta e conigli mutanti, nata durante la Royal Rumble de La Tela Nera. Che poi non ci sono i conigli, sappiatelo.
Era nato così, ma mi sembrava davvero scarno come regalo quindi ho rimpolpato la cosa con due storie uscite dalla Fossa di Scheletri. Una casa maledetta e una bimba dal cuore spezzato.
Come sempre mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

I conigli mutanti assassini sono nati solo per passare il turno della RR, li ho scritti col netbook sulle ginocchia, sul treno di ritorno da Vicenza, dopo aver saputo che due degli sfidanti si erano ritirati. Col Gigi ci siamo fatti qualche risata, commentando a vicenda i racconti (pure davanti a una cena indimenticabile a Lucca!). Non è decisamente uno dei miei lavori migliori, ma il coniglione assassino Tippete mi fa sorridere. Chissà a voi.

Alle altre due storie sono affezionato.

Diciamo che ci ho messo qualcosa di più, qualcosa che ho cercato e ho usato.

La casa esiste, così come le camminate alla ricerca di posti abbandonati. Non so bene chi ci abbia abitato e non ci torno da anni ormai, dopo averla scoperta meno disabitata del previsto.

La bimba non l'ho mai conosciuta. Ma mi sembra ogni tanto di vederla, nelle zone meno affollate della città, magari col disegno stretto in mano e il passo allegro di un'età che si fa presto a dimenticare.

Impaginato da me medesimo e con una fantastica copertina di Giorgia Sacco Taz (già collaboratrice del buon Alessio Valsecchi), amante dei conigli (quanto avrà sofferto per disegnarla?) e delle mangiate in osmiza (da rifare, appena il Valsecchi torna in zona!).
Il tutto gentilmente editato dalla brava Aurora Alicino.

L'eBook ve l'ho cucito in tutte le forme: nel consueto ed elegante PDF, nel moderno e stiloso ePub e nell'amazoniano MobiPocket.

Scarica l'eBook gratuito.

lunedì 27 dicembre 2010

Sono finito nel Ripostiglio

ebook nero premio
Sapete quando non avete un cavolo da scrivere per giorni. E poi in due ore programmate sei post e vi avanza ancora roba?
Ecco.
Oggi è uno di quei giorni bastardi.
Quindi questa segnalazione ve la beccate copiaincollata. Si parla di eBook, storie fantastique, e compagni di blogghe.
Che volete di più?

--> scarica l'ebook Il Ripostiglio.

Ah, magari vi interessa cosa ho fatto per meritarmi il posto nel Ripostiglio.
Be', ho scritto una storia che a molta gente ha fatto schifo.
Eh eh... mica facile!
E dire che è stata pure la prima storia scritta, ormai quasi quattro anni fa, dopo una pausa immensa. Avevo smesso, al solito, università, poi lavoro, i soliti altricazzi. Ricordo che arrivò il concorso Visioni di morte, per racconti ambientati nel mondo horror del gioco di ruolo Sine Requie. E mentre stavo lavorando sul libro game Obscura Genesi, scrissi questo racconto.
Ambientato in Italia.
Gente con nomi italiani (okay che poi la Regina dei Corti mi bacchetta che uso comunque sempre nomi strani(eri), migliorerò).
C'era del dialogo. In vent'anni di raccontini non avevo mai usato il dialogo.
E venendo dall'esperienza del libro gioco usai la persona grammaticale che più mi trovavo tra le dita. La seconda.

Quindi, magari, esageravo. Diciamo che la storia ha infastidito la gente, che non l'ha finita, diceva, non tanto per gli zombie. Ma per quella seconda persona.
Sì sì seconda.
No, quella è la prima.
No, nemmeno. Quella è la terza.
Dai, la seconda!
Come dite? Non avete mai letto un racconto in seconda persona, dove il narratore vi dice quello che fate, cosa vedete e sentite parlando direttamente con voi?
Ecco, questa è la vostra buona occasione per farlo.

LaTelaNera.com ha reso disponibile on line da oggi per il download l'ebook gratuito Il Ripostiglio, una raccolta di 5 racconti originali scritti da Luigi Brasili, Antonia Dettori, Marco Greganti, Matteo Poropat e Raffaele Serafini.

Si tratta dei cinque racconti meglio classificati nella 36ma edizione del concorso di narrativa gratuito NeroPremio, la gara letteraria che dal 2003 vede protagoniste le più promettenti e giovani penne di scrittori horror, thriller e fantastici.

L'ebook può essere scaricato da eBookGratis.net, uno dei principali siti dedicati agli ebook in Italia, cliccando oltre:

Le illustrazioni di copertina è di Giorgia Sacco Taz.

--> scarica l'ebook Il Ripostiglio.

venerdì 24 dicembre 2010

Gli auguri e un po' di ucronia natalizia


Periodo intenso.
Spese pazze e regali? Macché.
Ebook come piovesse, racconti, fotografie... di tutto insomma. Di quelli belli, di periodi intendo, anche perché s'innesta in un'era di geologico sterco dalla quale sto cercando di uscire.

Così ero lì seduto sulla mia sedia IKEA stile Enterprise, che pensavo a come augurarvi un buon Natale.
Lo so, tra atei, gnostici, cultisti, il Natale dite tutti che non lo festeggiate e poi invece, almeno nella cerchia qua, quelli che vedo attorno al fuoco, di romantici siete proprio in tanti. E magari di Babbo e le renne ve ne frega poco, ma di una certa atmosfera, odori, sapori, musiche, non vi spiace farne incetta.
E vi piace raccontarvi le storie e magari darvi una sana stretta di mano, perché di amici mica ce ne son tanti nella vita. Anche un'occasione come questa è buona per stringersi un po'.

Insomma, attorno vedo che vi state già scambiando regalini e auguri a base di musiche, pensieri, pandemie gialle, e molti ci mettono del loro, che mica è cosa da tutti. Come dice Alex a proposito di questo periodo, se stimola la creatività, ben venga. Che siano contagi mortali o festività pagane, se vi fanno fare qualcosa di più, di diverso, se vi danno qualcosa per cui cambiare un po' dagli altri giorni della vita, allora vengono a proposito.

E io? Eh, bella domanda. Il sondaggione è concluso, ma per motivi di cui vi dirò il racconto vincitore per ora non lo divulgo. Vi toccherà leggere di conigli mutanti assassini, natalizi, ovviamente. Sto giusto preparando l'eBook, abbiate solo ancora un po' di pazienza.
Nel frattempo però mi sono reso conto che non vi avevo detto di questo regalo. Che insomma, Alex l'ha pure scritto, e pure bene, ma io che ve l'ho preparato se non sono proprio Babbo Natale almeno uno degli elfi...
Così, mentre il mio regalino è in preparazione, posso spacciare questo come regalo ai lettori.
Comoda 'sta cosa...

Siamo di nuovo in quello strano, metallico, scuro reame che è l'incrocio tra la storia che non è andata come i libri insegnano (o ucronia se vi piace di più) e la passione per macchine e androidi nati in un periodo dove la tecnologia per farli non esisteva (dieselpunk, scarsa definizione mia).
Siamo ancora in una storia del buon Alessandro Girola, con il quale continua il sodalizio artistico iniziato qualche romanzo fa, che ha portato alla creazione del terzo e ultimo capitolo nella saga Prometeo e la guerra.

Questa volta oltre al romanzo di ben 372 pagine con le illustrazioni interne, trovate in appendice le schede dei mezzi utilizzati durante il conflitto.
E tutto, bisogna dirlo, gratuitamente.

Anno 1937: la guerra divampa in Europa e nei dominii coloniali appartenenti alle superpotenze in gioco. Casa Asburgo, oramai confinata nel solo Regno d'Ungheria, rischia la capitolazione finale contro gli ex alleati tedeschi. Ma l'imperatore Otto ha ancora un'arma segreta da giocare, e può contare su un insospettabile alleato.
Nel mentre gli inglesi si apprestano a tentare una spallata contro le armate del Kaiser Guglielmo. I nuovi Prometei robotici saranno in grado di contrastare la straordinaria tecnologia bellica teutonica? Nella scacchiera della Francia Occupata si giocherà l'ultima partita di un conflitto destinato a cambiare per sempre l'umanità.
Comunque esso vada a finire.


Per ora l'eBook è disponibile nel solo formato PDF. Sulle versioni per eReader, ePub e MobiPocket, ci sto lavorando, non dovrete attendere molto.

Come per il precedente capitolo, all'eBook di Prometeo e la guerra - 1937 è stata dedicata una pagina sul sito di eBookAndBook.

Direi che è tutto.

Buon Natale e buona lettura!

mercoledì 22 dicembre 2010

L'eBook di Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona

ritorno a bassavilla danilo arona
Ritorno a Bassavilla
Danilo Arona
Edizioni XII
eBook ePub/MobiPocket
3,90€
ISBN: 9788895733272
Ce l'abbiamo fatta. In tempo per Natale.
Perché se non regali storie a Natale... e okay che non sono proprio quelle tipiche, alla Frank Capra con gente che viene salvata da angeli e happy end vecchio stile.
Ma sempre di belle storie si tratta.

Sapete che lavoro per una casa editrice, vero? Cioè io non l'ho mai detto chiaramente forse, non ho una pagina dedicata, e nemmeno un post sul mio servizio di eBook. Lascio che siano i libri a parlare, che conoscono più parole di me.
Però è così, e anche se (per ora almeno) non ci metto direttamente le svanziche, ci lavoro, collaboro, come preferite.
Cosa faccio?
Di solito faccio libri.
Sì, quel compito che nessuno sa bene cos'è e chi lo fa e quando qualcuno mi vede alle prese con i programmi per impaginare a sistemare orfani e vedove mi chiedono come mai non sia ancora impazzito (del tutto).
Che vi posso dire, a me piace.
Insomma, prendete in mano Carnevale e ditemi se non è un libro, un oggetto, figo. Oltre, prima e durante le storie, tra cornici e sigilli mistici. Ditelo, che è figo. Ecco, ditelo a me, che ve l'ho impaginato, ai Diramati che l'hanno illustrato. Sì okay, anche agli autori delle storie. Ma di quelli si parla sempre... 'na noia!

Quindi okay, lavoro con/per Edizioni XII, che di libri ne sta sfornando tanti, ne ha in cantiere di speciali e tanto per non farsi mancare nulla organizza eventi, ritrovi enogastroletterari, selezioni e concorsi.
E la maggior parte di noi fa questo nel suo "tempo libero".
Interessante no?
E ora pure gli eBook.
C'erano già le demo, prima in PDF, da qualche mese anche nei formati più moderni, come ePub e MobiPocket.
Per quanto l'Italia per ora mastichi poco di narrativa digitale è un mercato nel quale non si può mancare.
Un passo alla volta, controllando correnti e coste, tra store digitali e la miriade di lettori, software, formati. Siamo partiti.

E sta volta sono orgoglioso di dirlo insomma. L'ho fatto io. E l'ho pure rifatto, che sembrava facile, ma se cerchi di far bene, devi metterlo in cantiere. Che alla prima non verrà.
E quella che voi leggerete non è decisamente la prima. Ma sono convinto sia davvero buona, come versione.
Io l'ho provata su tutti i software che conosco, sui lettori, a video.

Se volete trovarci dei difetti vi toccherà comprarlo, l'eBook, e leggervelo tutto.

Vi chiedete dove trovarlo?
L'eBook di Ritorno a Bassavilla lo potete acquistare a 3.90€ sul sito di Simplicissimus Book Farm.
In ePub o convertito in MobiPocket per il vostro Kindle.
Totalmente DRM-free.
Okay, c'è il watermark che dice di chi è l'eBook. Avete presente? Come gli Ex Libris di un tempo.
Così se lo passate a qualcun altro noi veniamo a saperlo e mandiamo il Sellero a cercarvi.
O forse no.
Nel dubbio spendete quanto due cappuccini con brioche per questo libro, che il Sellero ci ha già tanto da fare, okay?

Da buon copiaincollaro ri-uso la chiosa della recensione.
Che mi piaceva. Spero anche a voi.

Arona non dà risposte ma, come un anatomo patologo consumato, indica i segni sul cadavere, ipotizzando le cause di quella strana, inspiegabile morte.
La sua abilità sta nello stuzzicare le nostre voglie, quelle di cui non ci vantiamo.
Lo seguiamo incuriositi nel suo percorso operatorio, quando apre chirurgicamente il quadro con paesaggio di primavera da troppo tempo esposto in soggiorno, rivelando la tela scurita e marcia che si cela più sotto.
Ci rivela i dettagli più scabrosi, ci invita a collegare da soli i segnali che il mondo sottile lascia attorno a noi.
Come fossimo ancora e solo uomini attorno a un fuoco. Intenti a farci paura a vicenda.

lunedì 20 dicembre 2010

Give the Necronomicon a try


In questo periodo di segnalazioni rapide eccone una che fa veramente rabbrividire. La musichetta di sottofondo poi... e il tipo è sicuramente Nyarlathotep.

Le mie frasi preferite:

It's like the Bibble. But different. Way different.

It's... it's heavy.
Yeah, with forbidden knowledge!


It teaches you do good things?
Not exactly.


venerdì 17 dicembre 2010

Domani si parla di eLibri, libri e Tibet

Lo so, ultimamente qua i post "sensati" scarseggiano.
È un certo periodo... non facile per certi motivi coi quali vi tedierò solo dopo che avrò cambiato certe cose, certo che capirete e mi capirete. Di certo.
In the meantime scrivere è un lusso, richiede tempo ed energia, accoppiata che ultimamente scarseggia.
Idem si dica per le letture. Dopo aver arrancato per motivi sentimentali lungo i sentieri del Belgariad sto cercando di finire quel Cuore d'acciaio di cui avevo tanto sentito parlare. Al ritmo di 5 pagine scarse al giorno dubito di finirlo per Natale...

Intanto qua nevica pure, ma non si cazzeggia mica. Concluso il lavoro sull'eBook per Alex (che ve lo regalerà prossimamente) mi appresto dopo una decina d'anni a tornare a "far lezione". Che un po' fa ridere detto così però però... voi mica lo sapete che insegnavo da giovine.
Eh lo so, ma mica posso sempre raccontarvi tutto.
E lo sapete com'è, insegnare, che non è molto diverso dal raccontare storie.
Mica tutti quelli che ti ascoltano raccontare seguono davvero. Alcuni sonnecchiano, altri pensano a cosa faranno appena tu la smetterai di parlare, altri ispezionano le proprie cavità respiratorie. Però rimane sempre qualcuno che si porta via un po' delle cose che hai raccontato.
E immagini che poi questa cosa gli cresca dentro. Che a dirla a voi che siete tutti horror è un modo di dire da evitare, lo so, ma strappatevi di dosso le spore aliene e so che comprenderete. Basta l'idea che la persona sviluppi poi un mondo suo, un'idea, un'immagine, un eBook che sia, partendo da uno spunto che per grazia gli è stato trasmesso, per dare un senso.



Dalla copertina mi sa che è facile capire di cosa posso parlare... eBook, indovinato!

Un'oretta e mezza per cercare di spiegare cosa sono, a cosa servono, come si creano gli eBook.
Tempo sufficiente per infilarci dentro un giretto in Tibet, sulle orme che ho lasciato nel mio viaggio di qualche tempo fa. La sede è quella di una associazione fotografica, Luc&ricordi, quindi ci sta che qualche foto devono vederla. Speriamo che la maestra di fotografia lì presente non sia troppo severa...

Per passare dalle parole alle immagini userò un "ponte di eBook" costituito tra altri da la demo de La corsa selvatica, 1936 di Alessandro Girola, Carnevale di Edizioni XII e per finire appunto il Tibet.
Scelta pilotata dalle mie esperienze, adeguata a mostrare come si trasforma l'oggetto libro.
Carnevale sarà disponibile anche in cartaceo per toccare con mano la bellezza di un prodotto del genere, così come ci sarà l'iPod e il Kindle, per rendere più possibile fisico, sensoriale, il rapporto con la sola idea di eBook, che per quanto spiegata rischia sempre di rimanere troppo vaga.

Il weekend sarà bello pieno e da stasera partono le solite "cene di natale", che non mi abbandoneranno per un bel po'. Vuoi mai che metta su qualche chilo.

Vi farò sapere com'è andata.

Buon weekend!

mercoledì 15 dicembre 2010

Laggiù nessuno può sentirti urlare, perciò zitto e muori, necromorfo


Dead Space è stato il mio gioco preferito su Xbox.

L'unico dai tempi di Silent Hill 2 che abbia giudicato capace di farmi venire una sana strizza ogni tanto.
Al di là di infezioni e necromorfi, dal design così simile a quello che ho usato in Obscura Genesi dal pensare che mi abbiano copiato :) sono le atmosfere del primo capitolo della saga a farne emergere tutto l'oscuro potere. L'armatura da saldatore spaziale non è comoda, non è una cyber suite aderente. E' pesante e rumorosa.
Muoversi nei corridoi grondanti sangue e melma aliena mette addosso una continua ansia da agguato. Per non parlare delle sezioni a gravità zero e senza ossigeno.

Per il prossimo anno sto seriamente pensando alla versione Limited Edition con la Plasma Cutter a dimensioni quasi reali.

Esce il 28 gennaio.



giovedì 9 dicembre 2010

Discronia.

Capita che di certe cose io riesca a capirne meno che di altre. Mettete la musica, ad esempio. O la fantascienza. O di cucinare il pesce. Che tra l'altro non mi piace mangiarlo e quindi non c'è verso di farmi fare una trota al sale o un branzino al cartoccio. Tanto perché lo sappiate.
La fantascienza, invece, la leggevo, e mi piaceva. Fondazioni, sprawl, crucimorfi... poi mi son perso dietro ad altro e l'ho lasciata sul ciglio di qualche strada deserta.

Vi capita di leggere certe storie e ripassarvi tra le labbra una frase, un aggettivo, un nome? Se siete tra quelli che scrivono magari cercate di mandarlo a mente, perché volete trovare prima o poi un posto per quella parola in una vostra storia. Perché da sola è evocativa, gustosa o incisiva, disturbante. Avreste voluto usarla prima voi, in quel modo, ma così non è stato.

Perché tutto il preambolo per poi segnalarvi il bando per la selezione di racconti discronici di Edizioni XII?
Ci stava bene, e questo sarebbe già un buon motivo. Poi perché, oltre a Edizioni XII, nel progetto è coinvolta anche NeXT, l'entità di cui vi ho raccontato in precedenza, parlando dell'ultimo numero della rivista di fantascienza connettivista. Ecco il legame con la scienza fantastica.

Rimangono le parole. La fame di parole, il gusto, la voglia di piegarle e rimescolarle, magari sfruttando il potere di quel simbolo, il logo, l'hyperglifo alchemico multidimensionale o quel che è, lassù, in cima alla montagnola di mie frasi. Non vi sembra diabolicamente seducente? Un disegno che viene da tempi diversi, una moderna lapis philosophorum capace di fondere i miti del tempo umano (le due facce dello sguardo oltre il velo, utopia e distopia, con la riscrittura del passato, l'ucronia).

Discronia.

Non vi dico altro.
Se siete curiosi avete i link:
Bando ufficiale di selezione >>
Scheda del progetto >>
Guida di riferimento alla Discronia >>

venerdì 3 dicembre 2010

Ho riletto il ciclo del Belgariad di David Eddings

Il tag recensione me lo potrei risparmiare. Ma magari attira qualche click, e il blog ne ha sempre bisogno, puttanella affamata che non è altro.
Chissà se ha senso attaccare così un articolo su dei libri fantasy.
Va beh, chissene, continuiamo.

Lo avete letto il Belgariad?
Il ciclo dove gli eroi magici sono persone normali finché non ci attacchi quella preposizione in Bel- e diventano potenti semidei che alterano la realtà?
Ecco, quello lì.
Lo conoscete?
Io sì, è stato tra i primi libri fantasy che ho letto. L'intera pentalogia. Avevo credo 15 anni, e da allora niente è stato come prima. Mi avessero dato qualcosa di R. E. Howard, magari ora sarei diverso. Chi lo sa.
Non ho mai posseduto i libri del Belgariad. Mi erano stati dati in prestito da un'amica e affamato di fantasy (e che vi credevate!) li avevo divorati.
Dopo 20 anni circa ho pensato, avendo trovato per caso i PDF dei suddetti romanzi, di provare a rileggerli (convertiti e kindlizzati), per capire quanto, di ciò che mi era piaciuto, avrei ritrovato.

Avevo vaghi ricordi della magia, i battibecchi tra Garion e C'Nedra, qualche momento epico e coinvolgente.
Dopo 20 anni e un mese circa ho capito che... avrei fatto meglio a non rileggerli.

Cinque libri cinque per questa avventura lineare, costruita con l'accavallarsi di missioni da compiere per soddisfare i requisiti della quest principale, sono stati quasi un'agonia. Perché l'ho fatto? Masochismo? Con tutta la roba buona, nuova e vecchia, che ho da leggere.
Lo so, ma questo era uno di quei bisogni, come il prurito al centro della schiena che ti ritrovi a grattarti sullo stipite spigoloso perché non lo raggiungi con le mani.
Ma almeno quel momento in stile orso Yoghi lascia una certa soddisfazione...

Cinque libri, centinaia di pagine. Decine di personaggi. Una mitica gemma senziente, un dio da uccidere.
Qualcosa di interessante, nonostante lo sviluppo lineare in modo nauseabondo, c'è. L'idea delle due profezie, due possibili linee temporali il cui compimento ridisegnerebbe l'universo, che tentano di influenzare come forze senzienti uomini e cose, per divenire l'unico futuro possibile. Dai, non è malaccio. Così come alcuni dialoghi, soprattutto dove un po' d'ironia stempera il continuo e incessante battibecco tra Belgarath e sua figlia Polgara, fanno sorridere e leniscono il dolore dovuto a pagine e pagine di descrizioni inutili. Nel primo libro, quello più statico, credo di aver contato qualcosa come tre diverse locande. Diverse solo nel nome. Luoghi ridotti a elenchi, tratti dal famoso libro La perfetta locanda fantasy.
Il resto scorre allo stesso modo, continuo e ripetitivo, ogni personaggio è diverso dagli altri, ha un proprio registro, così marcato che è impossibile non notare come non cambia, per tutti e cinque i libri, senza svolte, senza dubbi.
Ah vero, c'è Garion, che ha dubbi.
Ma lui ha sempre dubbi.
Quindi sì, vale la regola d'oro anche per Garion: uguale dall'inizio alla fine.
I libri di Shannara, a confronto, sono densi esempi di fantasy esistenzialista.

Vogliamo davvero parlare della fine? Del confronto tra (Bel)Garion e un dio?
Cioè Torak è un dio.
E viene liquidato così, in poche righe.
Dopo tutta quell'avventura, la ricerca della gemma, tutta la strada fatta. Dopo aver sentito per decine e decine di volte i dialoghi tra Garion e PersonaggioQualsiasiCheNeSaPiùDiLui, in puro stile Lost:
"Vedo cose che gli altri non vedono, faccio cose che gli altri non fanno; non avendo bevuto un filtro, sono un mago, è vero?"
"Chi può dirlo"
"Tu"
"No io non posso"
"No?"
"Non ora"
"E quando?"
"Non prima della fine del secondo libro, altrimenti cosa scrivo nel resto della pentalogia?"
"Ha senso. Non mi pongo più dubbi sulla voce nella mia testa, sui miei poteri magici e sulla ricerca della quale non mi dite nulla da giorni, ciao!"

Di quello che avevo provato vent'anni fa, com'era prevedibile, non è rimasto nulla.

Ora mi aspettano, tra gli altri, il già iniziato Cuore d'acciaio e i libri di una certa Edizioni XII, di cui tutti parlano bene.
Decisamente si va a migliorare...

giovedì 2 dicembre 2010

NeXT 15 - Trascendenza e Tecnologia

C'è voluto un bel lavoro, tempo e la pazienza del buon Sandro Battisti, ma alla fine ce l'ho fatta.
E ve lo dico sinceramente, è stata una grande soddisfazione.

Io di fantascienza so poco, di connettivismo quasi nulla. Se non che quando ne leggo torno sempre con la testa alle sensazioni che mi regalò Neuromante vent'anni fa. Il cyberpunk poetico, la dissonante poesia del silicio, con i suoi personaggi reali e virtuali impossibili da dimenticare.

Aver contribuito a creare il nuovo numero della rivista italiana dedicata a questo movimento è stata quindi una di quelle avventure che regalano moltissimo. Dall'aspetto meramente tecnico (immaginerete che è molto diverso impaginare una rivista da lavorare su un romanzo) alla possibilità di leggere in anteprima i testi tra narrativa e filosofia, poesia e saggistica.

Di più non vi dirò, non ce n'è bisogno.
Se siete appassionati la conoscerete già. Se non lo siete magari vorrete investire questi 5€ per vedere cosa sono capaci di fare gli artisti italiani della fantascienza.

Anzi, una cosa la aggiungo.

Collegandomi con quanto detto ieri a proposito di pandemie narrative, a quelli come noi, cultori di materie ormai considerate (nel nostro paese) alla stregua di eresie culturali (horror, fantascienza, weird, il fantastico), rimangono questi segnali, provenienti dalla Resistenza.
Ci sono ancora isole libere, radio che trasmettono, fortezze dove si stampano storie che parlano di macchine e carne, poesia e scienza, dove le ucronie sono i sogni migliori.

NeXT, il connettivismo, è uno di quei luoghi.



Per informazioni e contatti c'è il sito web ufficiale di NeXT.