mercoledì 28 luglio 2010

Studi Lovecraftiani 12

studi lovecraftiani 12 dagon press pietro guarriello
Studi Lovecraftiani 12
AA.VV.
Dagon Press
2010
Segnalazione obbligata per questo numero di Studi Lovecraftiani della Dagon Press, rivista curata da Pietro Guarriello e giunta a un numero fatidico.

A prescindere dai possibili riferimenti numerologici (1+2=3, 12=6+6,... ce n'è di energia magica in questo volume!) il numero dodici è:

- il primo a uscire in formato ebook, dal prossimo, come spiegato da Pietro in un recente articolo sul suo blog, si presenteranno al pubblico due formati acquistabili, cartaceo ed ebook

- un numero speciale, completamente gratuito

- composto da TANTISSIMO materiale interessante tra il quale si nasconde il mio saggio sui giochi lovecraftiani del quale vi ho parlato fino alla nausea! Ma non ci sperate, tornerò su questo argomento tra non molto!

Mi permetto di "allegare" a questa segnalazione una personale nota di speranza, sulla quale ho chiesto un parere proprio a Pietro Guarriello, in un'intervista di prossima uscita: che questa diffusione dei nuovi formati, a costi ridotti, estranei ai problemi (e spese) postali, porti a un ritorno sulle nostre librerie (digitali, ma pur sempre librerie) di autori che in Italia sono completamente sconosciuti o impossibili da trovare (provate a cercare, una volta che Studi Lovecraftiani vi ha fatto venire l'acquolina in bocca, qualche raccolta di Clark Ashton Smith come Zotique, o quella Nostra Signora delle Tenebre di Leiber che ho poco fa recensito, poi mi dite...).

Vi lascio con il sito dal quale scaricare l'ebook (ripeto, gratuitamente! questa volta non avete proprio scuse!):

Studi Lovecraftiani 12 (Dagon Press) su eBookGratis.net

l'articolo sul blog Studi Lovecraftiani

e alle note di questo dodicesimo numero.

Studi Lovecraftiani è l’aperiodico della Dagon Press che da cinque anni dedica le sue pagine alla critica e allo studio del Gentiluomo di Providence, Howard Phillips Lovecraft.

Introdotto da una bella copertina dell’illustratore Matteo Bocci, il contenuto di questo numero 12 (per la prima volta in edizione digitale) si presenta ricco di contenuti: ben 200 pagine di articoli, saggi e recensioni su ogni aspetto che ruota intorno a Lovecraft e al suo universo fantastico. Più che una rivista, quindi, un vero e-libro a tutti gli effetti.

Si parte con un vero pezzo al fulmicotone: un’analisi approfondita e a tutto tondo sugli aspetti sessuali presenti nella narrativa di H.P. Lovecraft. Scritto da un esperto e veterano della rivista qual è Luca Foffano, in Nell’Ombra del Mostro si affronta l’argomento scottante con scrupolosa competenza e, potremmo dire, con "levità", senza mai sfiorare il triviale che un simile tema a "pupe e tentacoli" potrebbe sottendere. Anche se sono note diverse affermazioni dello scrittore circa il suo disprezzo e noncuranza per l’aspetto "inferiore" dell’esistenza che egli ravvisava nella sessualità, in modo piuttosto sorprendente la sua narrativa esprime esattamente l’opposto.

A seguire c’è forse uno dei saggi più lunghi (e più interessanti) tra quelli presentati sulle pagine di Studi Lovecraftiani, rielaborazione di una tesi di Laurea di Giulio Dello Buono dove si evidenziano quattro temi ricorrenti nell’opera di Lovecraft, che si rivelano significativi per una maggiore comprensione dell’Autore.

E ancora, passando per una "dissezione anatomica" e letteraria degli Antichi lovecraftiani, operata con precisione quasi chirurgica dal valido Umberto Sisia, si arriva a un altro dei pezzi più originali di questo numero: in La Musica di Erik S. scoprirete, infatti, chi fu il vero ispiratore di Lovecraft, colui che – personaggio reale ma dalla vita altrettanto misteriosa e affascinante della sua controparte fittizia – si cela dietro l’enigmatico musicista dell’Altrove del racconto The Music of Erich Zann. Una primizia e una rivelazione assoluta, anche per i più smaliziati tra i fan lovecraftiani.

E’ la volta poi del massimo esperto di HPL a livello mondiale, colui che più di tutti ha contribuito per portarne la figura ai vertici della letteratura di genere. In prima traduzione italiana, ecco quindi il pezzo di S.T. Joshi di comparazione tra Lovecraft e Fritz Leiber, apparso in origine sulle pagine di Studies in Weird Fiction. La traduzione è stata affidata a uno dei più attenti esperti dell’opera leiberiana che abbiamo in Italia, Davide Mana, che ha reso inoltre disponibile ai lettori una vera rarità: un dimenticato poema di Leiber mai ristampato dalla sua prima pubblicazione, avvenuta nel 1945 in una antica fanzine americana.

E infine trova posto in questo appuntamento anche un interessante dossier sull’influenza di Lovecraft nel campo dei giochi popolari, un excursus brillante ed esaustivo a cui ci fa da guida Matteo Poropat, alla sua prima apparizione sulle pagine di Studi Lovecraftiani.

martedì 27 luglio 2010

Nostra Signora delle Tenebre - Fritz Leiber

In ogni periodo storico ci sono sempre state una o due città appartenenti al genere mostruoso, come Babele ovvero Babilonia, Ur-Lhassa, Ninive, Siracusa, Roma, Samarcanda, Tenochtitlan, Pechino; ma noi viviamo nell’epoca delle metropoli (o delle necropoli), in cui queste maledizioni gravide di disastri sono numerose e minacciano di congiungersi e di avviluppare il mondo nella sostanza funebre ma multi potente delle città. Abbiamo bisogno di un Pitagora Nero perché spii la maligna disposizione delle nostre mostruose città e i loro immondi canti urlati, così come il Pitagora Bianco spiava la disposizione delle sfere celesti e le loro sinfonie cristalline, venticinque secoli fa.

Thibaut de Castries

Nostra Signora delle Tenebre Fritz Leiber
Nostra Signora delle Tenebre
Fritz Leiber
Editrice Nord, 1980
210 pag.
ISBN: 9788842904755

Una delle parole più difficili da usare nello scrivere una recensione è capolavoro. Non l’ho mai detta, raramente la penso, faccio difficoltà a comprenderne il significato, tanto è assoluta. Sta quasi alla pari di cult, una di quelle parole che più la usi più perde di significato.

Dopo anni di letture e autori diversi e storie di ogni genere, è stato proprio il signor Fritz Reuter Leiber (Chicago, 24 dicembre 1910 – San Francisco, 5 settembre 1992), col suo romanzo Nostra Signora delle Tenebre (Our Lady of Darkness), a costringermi a usarla.

Storia.
La prima versione del romanzo, più corta, venne pubblicata nel 1977 col titolo The Pale Brown Thing su The Magazine of Fantasy and Science Fiction e definita dall’autore una storia nata come Jamesiana (in riferimento allo scrittore Montague Rhodes James) e poi cresciuta, ancora e ancora [1]. Il romanzo, revisionato e integrato da Leiber, uscì nelle librerie l’anno seguente, col titolo Our Lady of Darkness.

Trama.
Franz Western, scrittore di storie del sovrannaturale per la televisione, tornato alla vita normale dopo anni di dipendenza dall’alcol per la perdita della moglie, entra in contatto con gli scritti di un esoterista che potrebbe aver compreso la vera realtà delle città in cui viviamo e delle terrificanti creature che le infestano. Ma la conoscenza della Megalopolimanzia trascinerà Franz in un vortice d’incubo, dominato dal terrificanti entità paramentali.

Idea.
Non sto parlando solo di megalopolimanzia, lo studio degli influssi delle megalopoli sull’umanità, di questa parleremo dopo. Intendo i discorsi sul legame tra musica, matematica e religione; la visione crudele della realtà nella quale tutti ci sentiamo (erroneamente) al sicuro; la presenza degli altri scrittori (Clark Ashton Smith, Lovecraft) le cui vite sono state adattate alla storia, le cui opere ne fanno drammaticamente parte; l’inesorabile sconfitta a scacchi (Leiber era un giocatore professionista) contro un avversario invisibile (oltre che contro lo spagnolo mezzo sordo).

Il bisogno palpitante dell’autore di interrogarsi su un futuro dato per scontato: la tendenza umana alla costruzione di tane immense, per tener lontani i vecchi fantasmi, che contribuisce a crearne di nuovi.

Rileggendolo a distanza di qualche giorno per scrivere questa recensione alcune immagini sulle quali ero passato tranquillo hanno acquistato un nuovo significato. Come lo stratagemma della “moglie olandese” che assorbe il sudore, nelle notti delle zone tropicali, anche la “moglie dello studioso” assemblata da Franz, ha assorbito qualcosa di più sottile, per poi diventarne una sovrannaturale marionetta?

Sesso.
Il senso del sesso. Non il sesso emo-oriented, il non-sesso dei non-morti, il sesso dark delle tenebre, il sesso mostrato finché diviene finto e inutile, tutte visioni proprie di molta merce con la quale veniamo nutriti. Parlo del sesso, come dell’orrore, suggerito, sottinteso, che permea rapporti e persone senza dominare la storia, ma riuscendo a farne parte.

Il rapporto tra il protagonista, Franz, e Cal, legame con la realtà e unica salvezza (forse). Il legame tra l’amico Jaime Donaldus Byers e le sue "bambine", in un momento in cui il terrore sta raggiungendo l’apice, risulta più che fastidioso, stride e spinge lo stesso Franz a rifiutarlo, considerandolo un inutile (come l’argento e certi simboli magici) palliativo, nel confronto continuo con le minacce paramentali.

Orrore.
O dell’abilità di uno scrittore di descrivere la normalità e provocare angoscia. Corridoi, finestre dipinte di nero che nascondono lo sporco accumulato nelle colonne di areazione, vecchie porte di sgabuzzini, ormai senza le inutili maniglie. Case e palazzi che occludono la visuale, immense antenne televisive, vicoli stretti colmi di tenebra.

Il confronto con qualcosa di più grande di noi, che ci circonda, che è nel dettaglio percepito con la coda dell’occhio, ovunque.

L’orrore è talmente vasto che non lo vediamo più. Leiber non lo nasconde, lo suggerisce attraverso la descrizione del nido dove l’orrore prospera, portandoci alla comprensione che ormai ne dividiamo lo spazio.

L’orrore non solo c’è, ma noi lo abitiamo.

Le mega città, le megalopoli di cui parla il fittizio occultista Thibaut de Castries nel suo trattato Megalopolismanzia, volume fondamentale sul ripiano dei pseudobiblia.

Leiber, attraverso de Castries, pone un inquietante interrogativo: “Gli antichi egizi si limitavano a seppellire i morti nelle loro piramidi. Noi ci abitiamo” dice l’occultista. Ma se noi abitiamo le necropoli, lo facciamo in veste di morti e spettri? Siamo noi che le infestiamo? I veri abitanti sono ora le misteriose entità paramentali, sorta di tulpa megalopolimantici [2] prodotti dalla decadente meditazione del metallo, del vetro e dei suoi depressi abitanti?

La visione della creatura brunopallida [3] (the pale brown thing del titolo originale), capace di frantumare il vetro del binocolo, è solo il sintomo di qualcosa di più potente. Qualcosa che, come ne Il Caso di Charles Dexter Ward di Lovecraft, si estende per un lasso temporale superiore a quanto il protagonista suppone. Il Male in attesa.

E come in Lovecraft, che fu mentore di Leiber, oltre al tempo anche lo spazio gioca un ruolo fondamentale. Qui non abbiamo geometrie non euclidee, capaci di aprire passaggi da e per regioni remote dell’universo, ma la scienza di un Pitagora Nero, che sfrutta il peso elementale delle masse da cui è costituita la metropoli, per predire il futuro e modificarlo.

Ironia.
Ecco una parola che forse dovremmo leggere tutti a voce alta, materia che andrebbe insegnata a scuola nella speranza di crescere esseri umani, prima, e magari artisti, poi, dotati di una capacità che sta scomparendo, mentre evolviamo. Al pari del sesso, l’ironia in Leiber è sottile, è parte dei suoi personaggi, aggiunge spessore alle loro vite, non stempera l’angoscia di Franz, ma anzi è capace di sottolinearne la presenza.

Conclusione.
Quella del romanzo non ve la racconto, anche se, da sola, richiederebbe una notevole quantità di discussioni. Il senso dell’evento finale, il modo in cui viene affrontato, contengono materiale col quale altri autori si sono dilungati per romanzi interi.

La conclusione della recensione invece non può che essere un invito alla lettura di quest’opera e un confronto sui contenuti e lo stile di Leiber.

Nostra Signora delle Tenebre è un romanzo che non si dimentica, è una storia che non invecchia. È certamente destinato a divenire più attuale, lettura dopo lettura. Giorno dopo giorno. Palazzo dopo palazzo.


Riferimenti

Biografia di Fritz Leiber di Giuseppe Lippi,
http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2008/10/06/fritz-leiber-biografia/

Demoni dell’Aere Superiore: Vita, Opere e Miracoli di Fritz Leiber, Jr. di Davide Mana, su LibriNuovi:
http://librinuovi.arturin.it/modules/xf001section/article.php?page=1&articleid=24

Our Lady of Darkness. A Jamesian Classic di Rosemary Pardoe, su Ghosts & Scholars n. 20:
http://www.users.globalnet.co.uk/~pardos/ArchiveOurlady.html

Note

[1] “It started as a short Jamesian horror story and just grew” (lettera a Foundation magazine, n. 16, maggio 1979).

[2] I tulpa sono entità o oggetti privi di corpo e generati attraverso particolari tipi di meditazione, secondo alcune credenze del buddhismo.

[3] Scritto attaccato, in riferimento alla traduzione usata nell’edizione della Editrice Nord (FANTACOLLANA 33, maggio 1980), con parole composte come brunopallida, verdechiaro,…


lunedì 26 luglio 2010

Le statistiche dello sciamano (II)

Questo post l'ho scritto al ritorno da una settimana di vacanza tra laghi, cascate, montagne e bivacchi nel nulla. Poi me ne sono scordato ed è rimasto a far muffa, ma ho deciso di rispolverarlo, per vedere un po' come procedono le cose...


Che fate, scaricate?

Già che di statistiche si parla e ormai considerando MdB e SJ due facce dello stesso losco individuo, infilo qualche dato sul download degli ebook, che nel mio caso giacciono come cadaveri in una tomba, sul sito Memorie dal Buio.

Ecco la classifica dei più scaricati tra giochi (tanti), narrativa (pochissima) e buon primo l'unico software, il solito Libro Game Creator.

- LGC (software)
- I Sigilli dell'Incubo (modulo per Call of Cthulhu)
- Il quadro della follia (modulo per Call of Cthulhu)
- Memorie dal Buio 1 (ebook della fanzine)
- Obscura Genesi - demo
- Il Tibet (ebook fotografico)
- Il Padre delle Ombre (racconto)
- Infection II (gioco di carte)
- Welcome to Silent Hill (modulo per Call of Cthulhu)
- Fuga dall'Altrove (libro game)
- Infection Zombie Plague Unleashed (gioco di carte)
- Infection (gioco di carte)
- Cronache del sottosuolo 1 (capitolo di romanzo trash fantasy)
- Cronache del sottosuolo 2 (capitolo di romanzo trash fantasy)
- Cronache del sottosuolo 3 (capitolo di romanzo trash fantasy)

Che dire... ve piace giocà, e ve ne frega 'na mazza del Tibet o dei miei racconti infarciti di simboli mistici.
Non ho messo i numeri perché fanno ridere, se li volete sapere partiamo dai 60 dl mensili di LGC e arriviamo ai 2 delle Cronache fantasy.


Il picco dello sciamano

In questi sei mesi di vita Shamanic Journey ha avuto un unico momento di puro tripudio, nel quale si sono moltiplicati gli accessi che manco a Cana. Tutto per un evento purtroppo spiacevole.
Ecco il grafico:



È stato il caos attorno al famigerato concorso Fantastique con il suo carico di minacce, querele e antologie di incipit che io sto ancora aspettando (l'antologia, non le minacce!).
Per il resto dopo i "fasti" dell'autunno passato il blog ha perso lettori giorno dopo giorno, dimezzando gli ingressi, causa anche del poco tempo che ci dedico, passando da quasi 30 post alla decina degli ultimi mesi.


Di quel che c'è, cosa interessa?

I) Su tutto, compresa la mitica (e inesistente) foto di Lamù nuda, vince ancora la recensione de La grammatica della fantasia, di Rodari (Gelo, te lo sei comprato come dicevi quasi un anno fa?).

II) Segue tutto ciò che è legato a quel 365 racconti erotici per un anno della Delos, segno che, poco da fare, tira, tira sempre...

Altri argomenti che attirano visitatori sono i libri game e il bravo Samuel Marolla, recensito con la sua antologia personale Malarazza, apparsa nella defunta collana Epix di Mondadori.


Il Trofeo Semestrale Miglior Referente va a...

I) prontoallaresa, il blog di Roberto Recchioni che avendomi linkato per il "caso Fantastique" di cui sopra ha fatto sì che centinaia di persone venissero a leggere il mio blog. Per non tornare mai più!

II) Anche il secondo (a circa metà degli accessi rispetto il primo) ha dirottato qua tanti visitors a causa del concorso dai mille finalisti per il quale mi ha citato in post sparsi. Si tratta di Casa Sciallis, un must per gli amanti dell'orrido.

III) Terzo giunge a pochi click dall'elvetico, il buon Elgraeco col suo Book and Negative (ottimo blog ricco di recensioni interessanti e molto sentite).

IV) Caso strano, dopo B&N e poco prima di un altro blogger che sforna giornalmente articoli interessanti c'è il mio Memorie dal Buio, dove la gente arriva cercando "buio". Sarà legato alla paura delle tenebre?

V) Sopra anche al faccia libro, Alex "McNab" Girola col suo blog sull'orlo, lettura giornaliera piena di spunti, di storie, di passione per il mondo della parola scritta e della (fu) celluloide, e come Elgraeco malinconico estimatore della bellezza del mondo che fu.

Seguono altri amici del giro dei blogghersss, nell'ordine, gelo, aurora, ferru, gigi, simone, silente, lala,...

sabato 24 luglio 2010

Obscura Genesi su IBS

obscura genesi libro gameBrevissima, quasi fulminea segnalazione, per annunciarvi che su IBS non c'è ancora la copertina, il titolo è sbagliato (la g di genesi va maiuscola!), si vede insomma che lo schifano, però almeno il cognome è corretto e hanno copiato il testo della scheda del libro game! Come i veri!

Obscura Genesi è ora acquistabile su Boopen oppure su IBS dove era scontato del 10%, ma oggi non lo è più... mah...

Vi ricordo che potete leggerne la demo gratuita disponibile a questo link oppure seguire la storia della sua creazione, il making of, direttamente sul blog.

venerdì 23 luglio 2010

StarCraft II, i fantasmi del passato

È tanto che qua non parlo di giochi.
Ok non è vero parlavo di Dragon Age: Origin pochi post fa. E pensavo sarebbe passato un bel po' prima di parlare di qualcos'altro.

Però oggi ho visto, a cinque giorni dall'uscita nei negozi di tutto il mondo, dopo dieci anni di attesa da parte dei fan, il trailer di StarCraft II, intitolato Ghost of The Past e volevo segnalarvelo. Almeno a quelli che non si annoiano davanti a un certo tipo di fantascienza, che magari hanno amato il primo capitolo di questo RTS spaziale.

So poco di come sarà il gioco, ho solo sbirciato qualche filmato di gameplay, ma ho fiducia che la Blizzard riuscirà nell'intento di creare ancora una volta qualcosa di formidabile. È stato così per Diablo, per Warcraft (potete amarlo o odiarlo ma World of Warcraft ha davvero cambiato il mondo dei giochi online) e per il primo StarCraft, tutt'ora giocato in ogni regione del globo.
O quasi.

Tornano Zerg e Protoss, tornano i marines terrestri, sempre incazzati e sempre in guerra. E i nuovi personaggi, e le fazioni umane in lotta e la "regina" e le sue creature mostruose.

Qualche partita, mi sa, ci scappa sicura...

martedì 20 luglio 2010

The Book with No Name - Anonymous

the book with no name by anonymous
The Book With no Name
Anonymous
2007, 380 pag.
Michael O'Mara Books Limited
ISBN: 9781843172833
Fermatemi se la sapete già. Ci sono un pistolero, due monaci, un bounty hunter, un poliziotto fanatico, un agente del sovrannaturale, due ladruncoli, un gangster con due picciotti, alcuni vampiri, seduti in un bar.
L'avete già sentita?
Nel caso non la conosceste, e voleste a tutti i costi sapere come va a finire, leggetevi The Book with No Name di "Anonymous" (se questo è il nome, chissà il cognome!).

Spinto da una segnalazione sul blog di Davide Mana e dal fatto che chi legge il libro senza nome viene ucciso e l’unico modo di scoprirne il motivo è leggerlo, io l’ho letto.
Quindi devo affrettarmi a scriverne la recensione. Se s’interrompe di colpo, sapete perché.

Di cosa parla The Book with No Name? Si farebbe forse prima a dire di cosa non parla, dal momento che dentro c’è di tutto, o quasi, come ironicamente suggerivo in apertura.

Santa Mondega non è una cittadina come le altre, è stata teatro di un terrificante massacro, a opera di uno sconosciuto noto solo come Bourbon Kid. Ma è proprio lì che riappare la L’Occhio della Luna, una gemma dagli oscuri poteri. Il gioiello fa gola a molti, e nella contesa che ne seguirà il destino stesso della Terra sarà in bilico, mentre un eclisse di sole potrebbe chiudere per sempre la città nell’abbraccio delle tenebre.

Quanti personaggi riuscite a sopportare in un unico romanzo? Io, limite mio eh, non troppi. Un paio, dai. Tre? E quanto spazio a ciascuno? Nemmeno alla Compagnia dell’Anello è stato concesso un capitolo per personaggio! Nemmeno Terry Brooks, che quando scrive ormai si sbrodola come un bimbo col biberon, l'ha fatto.
Anonymous invece non ha pietà, ne mette insieme tanti, troppi, ognuno con la propria storia, ognuno legato agli altri, in un susseguirsi di scazzottate, omicidi, dialoghi da duello al saloon, scazzottate kung fu style, scazzottate da ring. E pure alcuni non morti. E omicidi.

Sfogliando il libro, per darvi un’idea, compaiono ognuno comodo comodo nel suo bel capitoletto: Bourbon Kid, i monaci Kyle e Peto, Jefe il bounty killer, Weasel, Sanchez il barista, il detective Jensen, il detective Somers, Jessica, Elvis il killer, Dante e Kacy,…
E nello stile di queste storie “tarantiniane” (la quarta del libro recita Tarantino meets The Da Vinci Code) sembra che lo spessore dei personaggi si limiti a quello della pagina a cui appartengono. Anche perché, visto l’elevato numero, non c’è nemmeno il tempo di portare avanti la storia e costruire delle psicologie più che elementari.

L’impressione inoltre è che l’autore, Mr. Anonymous, abbia scritto il libro seguendo una mitopoiesi incrementale. Arrivato a un punto morto ha tirato fuori un coniglio dal cappello, inventandosi qualcosa di nuovo per poter proseguire. Lo stesso Libro senza nome compare e diventa fondamentale nella storia praticamente dal nulla. La stessa conclusione aperta mi ha fatto supporre che si fosse stufato di scrivere, piuttosto che volesse dargli un seguito (cosa che credo abbia fatto).

Non che il libro sia esente da pregi. Ci si diverte a tratti, una volta tenuti a mente i rapporti tra le decine di personaggi principali. E si sorride a certe citazioni, che sembrano studiate proprio per il lettore appassionato di cinema, che conosce a memoria le battute di Star Wars… ah, sono tornato ai difetti? Sto di nuovo pensando che il libro sia stato costruito ad hoc da un autore furbetto? Cavoli.

BANG!

lunedì 19 luglio 2010

Eureka! (quarta stagione)

Un post telefilmico, tanto per spezzare la monotonia di questa estate che vede tutte le serie maggiori riposarsi all'ombra.
PPSS: Possibili piccoli spoiler sparsi.

È tornato Jack Carter, e con lui i personaggi della città ideata da Albert Einstein per far progredire la scienza oltre i normali confini.

Ed è un bel ritorno, in grande stile. Intanto si sta poco nel presente, quel che basta per riannodare i fili con la fine della terza serie. Poi con un bel tuffo ci si getta in un time travel, diritti nel 1947, data della fondazione della città.
E in quell'anno, nel quale Eureka non è niente più che una tendopoli militare, troviamo tutto quello che regala a questa serie il suo fascino.
Carter con cappello e giacca, tornato all'anno dal quale il suo personaggio sembra da sempre provenire, che viene menato, chiamato con nomignoli ironici, scappa, scala una torre e poi con una scusa quasi plausibile (un augurio di buona fortuna) bacia Allison.
Fargo nudo in cella con Jo.
Henry di nuovo nelle vesti di meccanico, alle prese con un motore "normale".
Uno scienziato collega di Einstein pronto a tutto per dare una mano ai nostri eroi, anche ad alterare il tempo e ritrovarsi nel 2010.

Eureka sembra, anche per questa quarta stagione, mantenere quanto ha sempre promesso. Niente di più e niente di meno, il che è forse l'unico vero difetto della serie, quel non uscire dai binari sui quali è stata messa quattro anni fa.
Si sorride alle battute di tontolone Carter, ai ripetuti fallimenti geniali di Fargo, alle soluzioni stile MacGyver a problemi innescati da impossibili esperimenti di fringe science. E magari si aspetta curiosi di vedere cosa succederà, ora che Allison sembra aver ritrovato la passione per Carter, e con un figlio, ex genio autistico nonché connesso all'artefatto mistico nascosto nel cuore della città, diventato (sembra) un teenager qualsiasi.

domenica 18 luglio 2010

Mutanti in mutandis

Serve che ve lo dica?

Direi di no. Lo vedete coi vostri teneri occhi di affezionati lettori.

Sono compulsivo, quando mi vien voglia di cambiare qualcosa devo farlo, e rubo tempo a tutto il resto finché non l'ho fatto.

Ero stufo da tempo del titolo del blog e pure le due colonne che tanto avevo voluto mi annoiavano nella loro mancanza di coesione visuale.

Quindi ho deciso di tornare al one column template, aggiungere i tasti sopra e le shortcuts per le ultime recensioni e i miei ultimi lavori. Ho tolto le copertine di tutti gli ebook per vari motivi. Principalmente di qua passano sempre le stesse 50 persone delle quali 10 avranno scaricato i file e quelle 2 che li hanno letti ormai li conosco quasi intimamente.

Quasi.

Se ora qualcuno vuole leggersi cosa scrivo fa lo sforzo di cliccare su ebook e si trova la fantastica pagina con le copertine e le schede di libri, giochi e il resto della merce in bella mostra.

Il nuovo titolo è in Hyborian.
Tutta colpa di Elgraeco (e del suo post su Conan) e dell'influsso fantasy di Dragon Age.

I bottoni ebook e pubblicazioni dovrebbero puntare a pagine del blog, per ora da buon pigro le ho linkate alle relative pagine di Memorie dal Buio.

Come le serpi muto pelle quando devo, ma a differenza dei rettili non lascio roba schifida in giro!

Spero gradiate la nuova pelle!

venerdì 16 luglio 2010

Circo Massimo - Lo Scontro Finale


Nell'afosa notte appena passata si è consumata una tragedia non da poco. Un feroce esemplare di smilodon, liberato da una prigionia e da un digiuno troppo lunghi, si è avventato sui due ultimi gladiatori, sopravvissuti al macello dell'Arena Massima.

I due, Alberto Priora e Luigi Musolino, ignari di tutto, passeggiavano a bordo campo sorseggiando del vino speziato, parlando della scomodità delle armature moderne. All'improvviso, rivelatosi con un ruggito spaventoso, Leo lo smilodon si è messo a rincorrerli sguainando le sciabole appuntite che lo contraddistinguono.

Musolino, conscio dell'impossibilità di sfuggire al felino affamato, ha sgambettato con consumata perizia il fino a poco prima compagno di bevute. E mentre la fiera pasteggiava con le carni del Priora è passato alla cassa dell'Arena, ha ritirato il Premio Massimo (un dipinto di rara bellezza), e salutando con la mano guantata di metallo sporco di sangue si è dileguato tra le vie della città.

Si è concluso quindi, con questo incontro, il Circo Massimo 2010, che ha visto confrontarsi in questa gara di "fuga dal felino assassino", i vincitori della sezione fantastico (Musolino) e fantascienza (Priora).

I miei complimenti ai vincitori ma, come sempre, all'organizzazione di Edizioni XII. Non so se ora che faccio parte dell'organismo produttivo (ma da poco, magari me lo si perdona più facile) io possa impunemente continuare a fare i complimenti a chi gestisce certi eventi dedicati alla narrativa. Ma che me frega, lo faccio lo stesso.

Eccovi la classifica finale di questo divertente, originale, ben gestito concorso, che spero riusciranno/riusciremo a proporre ogni anno!

Premio Massimo

Luigi Musolino - Sa reina

Sezione Fantastico

Luigi Musolino - Sa reina
Matteo Carriero - Nel sangue e nei muscoli
Matteo Poropat - Polvere siete
Giuseppe Agnoletti - Fiamme nere
Alberto Priora - Spine

Sezione Fantascienza

Alberto Priora - Non posso piangere perché non ho i condotti lacrimali
Dario Moroni - Bio/Mec
Silvano Boschin - L'ultimo discorso
Massimo Muntoni - Il giorno della cavalletta
Marco Caudullo - L'Olimpo degli dèi

mercoledì 14 luglio 2010

Lovecraft su carta o in byte?

Oggi, cari amici del blogg'ho, vi sottopongo un piccolo quesito. Roba che in questi tempi di editoria elettronica va molto di moda.
Vi anticipo in tutta sincerità che io la scelta l'ho già fatta, ma volevo sentire qualche parere. Spero che il fatto di non dovermi convincere di nulla (ma potreste riuscirci, chi può dirlo) non mini la voglia di darmi almeno un parere.

Il dilemma è questo: ho completato il saggio sui giochi ispirati alla narrativa di Howard Phillips Lovecraft, del quale ho lasciato cenni in giro già da tempo. Il saggio uscirà (in formato elettronico) sul numero gratuito di Studi Lovecraftiani (notizie le trovate sul sito ufficiale della Dagon Press).

La nuova versione "tutta a colori" è corredata da immagini dei giochi (da tavolo, di carte, di ruolo), screenshot dei videogiochi, e una copertina realizzata per l'occasione.

L'interrogativo alla base del post (che si basa anche su contrastanti consigli ricevuti a proposito di questo lavoro) vi sarà ormai chiaro: cosa me ne faccio di questi 2.179.072 byte?
Provo a pubblicare sulla vecchia buona carta?
Pubblico un eBook a pagamento sul web?
Rilascio il tutto free in PDF/ePub?

La mia scelta sarà chiara tra qualche settimana, e ve la comunicherò ovviamente qua. Poi parleremo anche della versione inglese del saggio, ormai completata e pronta a salpare.

Ora però siamo qua.
E voi che leggete, appassionati di Lovecraft, del weird, amanti dei giochi da tavolo o dei videogame, che abbiate cercato di massacrare Shub-Niggurath nel primo Quake o conserviate gelosamente una copia di Alone in the Dark originale, che veneriate le mille facce di Nyarlathotep o il futuro distopico di CthulhuPunk, cultisti o meno di qualche tentacolare e innominabile divinità esterna... voi, cosa ne pensate?

venerdì 9 luglio 2010

Weirdletter: "stranezze" che ci circondano (e noi magari non ce ne accorgiamo)

weirdletterÈ venerdì, e cari amici del blogg'ho vi lascio con una bella, tentacolosa e paurosa segnalazione.

A vedere i nomi coinvolti, sapendo di cosa sono capaci, avendo ammirato altre loro realizzazioni (cartacee e, nel caso di Andrea Bonazzi, pure scultoree) e spesso sfruttati come riferimento per gli argomenti di cui sono esperti, c'è da sperare davvero che questa nuova "newsletter Weird" (che mi ha ricordato nel nome il vecchio caro gruppo su Yahoo! weirdtales-it) abbia vita lunga e proficua.
Andrea Bonazzi, Pietro Guarriello, Tatiana Martino sono alla guida di questa Weirdletter, che lascerò presentare più avanti alle parole di Andrea.

Vi proporrei di leggere subito l'interessante post Wyrd & Weird di Tatiana. Spiega cosa c'è dietro alla parola usata per definire (anche impropriamente) un genere. Una parola che nasconde molti più significati (e potere, mai dimenticare che le parole hanno potere, a saperle usare) di quanti si possa pensare.

L’intero intreccio della realtà è sacro. Al di sopra, gli Dèi. Al di sopra di tutto, di Natura e Dèi, la Wyrd. Una enorme, spiraliforme, ragnatela che tutto comprende comprendendo se stessa, il Grande Mistero che guida l’intreccio dell’Arazzo, Causa e Fine estremo di tutto.

E alla prima lettura scopro che quel che associavo a Lovecraft e compagni si collega addirittura a riti e credenze di matrice sciamanica.
Ecco quindi che anche questo piccolo blogg'ho è un po' weird.

Vi lascio col post di presentazione del sito:

Forse non proprio una "newsletter Weird" come potrebbe suggerire il titolo, ma ancora non è chiaro quale assetto troverà questo contenitore. Una scatola per il momento vuota che andrà riempiendosi di contenuti un po' alla volta.

Punto fermo l'etichetta di Weird, Horror & Fantastico incollata sul barattolo, al suo interno andranno a confluire più voci, alcune ricorrenti e altre ospiti saltuarie oppure occasionali. Nelle intenzioni, inizialmente almeno, un blog corale con diversi apporti indipendenti, dalla recensione alla semplice segnalazione, l'articolo e il saggio breve passando per le news, le curiosità o le proposte in tema.

Nessuna regolarità, né probabile unifomità di espressione: in comune solo il minimo della presentazione grafica di base. Il tempo dirà se o quanto possa funzionare.

Andrea Bonazzi

giovedì 8 luglio 2010

Notizie dalla rete (II) (IBS, i draghi e il porno che tira)

Rapidi aggiornamenti in questi giorni di intenso lavoro.

Che lavoro?

Suvpvise suvpvise (citazione dotta)... ma chi pensate le faccia ora le demo di Edizioni XII, andate a leggerle, su! per non parlare di un certo saggio sul lovecraft ludico, in lavoro da troppo tempo che prima uscirà su Studi Lovecraftiani e poi in formato ebook con tanto di immagini e foto dei giochi; e la traduzione inglese del saggio (per mano del buon Davide Mana), che sta ancora cercando un titolo; e certe succose novità, al ritorno dalle ferie, un certo invito in un gruppo letterario segreto, un contratto per una pubblicazione di roba horror (ma senza soldi eh! e voi vi chiedete e allora che serve il contratto? bravi, boh!) e altro ancora che però è segreto e non posso vorrei ma non posso dirvelo...

Andiamo avanti, sotto con le segnalazioni.

obscura genesi libro gameObscura Genesi, il mio piccolo libro game, è in vendita su IBS, scontato di 1€. Nel caso non vi ricordaste cosa sia ecco qua il sito ufficiale del libro con la demo giocabile.
Peccato però che su IBS la pagina relativa riporti sbagliato il mio cognome (che lo so, non è semplice, ma già ho poche vocali, ancora me le tolgono!), nessuna copertina e nessuna descrizione del volume.
E perché minchia uno dovrebbe comprarselo?
Ah, è marketing, forse han pensato che lasciandolo misterioso venderà di più.
Intanto da Boopen nessuna notizia, e dalla pagina personale non è possibile sapere nulla del libro (la stessa messa in vendita su IBS l'ho scoperta per caso, non viene comunicato nulla). Attenderò i famosi "rendiconti finali".


racconti erotici delosOrmai lo sanno anche i sassi (ma dopo aver letto un certo raccontino tempo fa questo modo di dire mi inquieta), l'antologia della Delos, 365 racconti erotici per un anno, col suo carico di autori dell'underground horrorizio italiano si è diffusa come un morbo in tutto il paese.
La cosa simpatica è che mi ha ricordato quando, a un amico (ottimo) disegnatore che cercava lavoro (da illustratore, fumettista,...) suggerivano in tanti di darsi al porno, che si facevano più soldi e si imparava a disegnare meglio i corpi. Tralasciando la veridicità di tali affermazioni (se c'è qualche utente assiduo di fumetti porno in giro magari ci può dare qualche cifra, così ci facciamo un'idea su quanto tira il prodotto in questo mondo web-centered), il mio amico, che non le ha ascoltate, ora è pittore e ha pure un discreto successo. Io invece ho come prima unica pubblicazione cartacea un raccontino in una raccolta di storie porno erotiche. Vorrà pur dire qualcosa...


dragon age originMi si è attaccata di brutto la scimmia di un RPG fantasy, come non succedeva da anni.
È stata colpa di Elvezio, che se ci gioca lui e ne parla bene sul suo blog horror (anzi no, è no-gender ormai), insomma io ci credo.
Così ora ho Dragon Age: Origins nell'XBOX e dormo molto meno.
Ma ne vale la pena, dannazione se ne vale la pena.
Una bella storia, densa di eventi e personaggi non originali ma definiti a fondo. Bel sistema di combattimenti (peccato per il gruppo da quattro e non da sei, alla Baldur's Gate!) con un livello di difficoltà che richiede via via più strategia (applicabile sia programmando la IA dei propri seguaci sia mettendo in pausa il combat per impartire ordini).
Magari prossimamente ne parlo con voi.

mercoledì 7 luglio 2010

Giringiro Creek

crocodile dundee giringiro creekSegnalazione pubblicitaria per un altro dei blog del mio (corto)circuito, Giringiro Creek. Si tratta di sito già segnalatovi in passato quando però non lo aggiornavo praticamente mai.
Ora che ho trovato una simpatica combriccola con la quale condividere la mia passione per la montagna ci ho rimesso mano sbrodolandoci di tutto: camminate, mappe (digitali e non) e buon cibo (che non guasta mai).

Inoltre il giorno in cui la civiltà troverà la sua giusta fine sarò pronto e addestrato e me ne andrò a stare in qualche eremo di questo tipo ad ammazzare quanto mi resta del tempo con una pila di libri, tanti cevapcici e birra, per morire ubriaco, sazio e contento.

Per quelli ai quali suona in testa una campanella a sentire il nome del sito ma ormai sono troppo arteriosclerotizzati per ricordarsi di cosa si tratta ho messo la foto in alto a destra. Giringiro Creek era il paesello australiano di Mick Dundee in uno dei mitici film degli anni '80 (sempre questi ottanta ormai eh Alex, Hell che fai, lo recensisci?)

Tornando al triveneto, oltre alle singole "schede" (termine troppo tecnico per le mie brevi e scazzate recensioni) dei bivacchi, c'è anche una mappa che si riempirà mano a mano che noi ce ne andiamo in giro a visitarli, la trovate a questo indirizzo e che riporto anche sotto tanto per riempire il post.
Cliccando sulle casette verdi con la bandierina potete accedere direttamente al post su quel bivacco/rifugio/giringiro.


Visualizza Rifugi e bivacchi in una mappa di dimensioni maggiori

lunedì 5 luglio 2010

LGC 2.0 - il nuovo Libro Game Creator

E alla fine è arrivato. Purtroppo la motivazione che mi spinge a rilasciarlo non è la sua perfezione stilistica o le feature incredibili ma il fatto che, onestamente, non riesco praticamente a trovare il tempo per scrivere codice. Quindi ho sistemato quello che c'era, la nuova GUI, alcune modifiche interne, un po' di bug corretti, per gli users di Libro Game Creator.

Tra le cose utili, le cosiddette features:

- la griglia dei paragrafi è ora completamente ordinabile;

- la ricerca ora si muove tra i paragrafi, quindi ripetendo il click si prosegue navigando tra i risultati;

- shortcut da tastiera, per aprire file, salvarli,... insomma, come i programmi veri;

- nuovi flag descrittivi dei paragrafi: fisso, finale, mortale, impostati dall'utente via semplice menù pop-up;

- hint sulla griglia con riassunto dei dati del paragrafo;

- quando si tenta di fare lo shuffle e un paragrafo manca questo viene segnalato;

- è ora impossibile eliminare paragrafi che siano a loro volta linkati da altre parti nel libro; questo per evitare casini allucinanti con lo shuffle, che come ben sanno gli utenti, già ne soffre di suo;

- la nuova interfaccia grafica:



Il programma, nella versione 2.0.1 (b39), è scaricabile dal sito ufficiale: http://lgc.altervista.org

Per qualsiasi informazione sul software e sui libri game niente di meglio che andare sul fornitissimo sito Librogame's Land.