Dall'anno scorso una cosa è sicuramente cambiata: il tempo che dedico ai serial è sceso di molto e di consegeuenza ho scartato un po' di roba "inutile". Tra le vittime, Chuck (simpatico ma non imperdibile), Warehouse 13 (lei, gnocca è gnocca, però basta con la roba alienofintomistico, dai...), Damages (buona la prima, carina la seconda, ma la terza...), Diario di una squillo (sì, okay la figa, ma l'ironia della prima serie? no eh...), Castle (parla di uno scrittore, un episodio DOVEVO guardarlo! e mi è bastato).
E dopo gli eliminati veniamo alle serie rimanenti, solamente nove! E in questa puntata della rubrica Serial di stagione andiamo a parlare delle prime tre: The Big Bang Theory, Lost e V.
Titolo: The Big Bang TheorySerie conclusa: terza
Giudizio: iniziamo dalla migliore.
Nonostante un leggero calo di qualità in questa terza serie, TBBT rimane imperdibile. Sicuramente la corda si sta stringendo attorno a un insieme di argomenti ormai (ab)usati nelle precedenti due serie, delle quali alcuni momenti sono al di sopra di qualsiasi sit-com che ho visto. Sheldon Cooper rimane il mattatore assoluto e surclassa gli altri per incisività del personaggio. Le sue sfaccettature non smettono mai di riflettere gli altrui difetti nei modi più diabolici e odiosi, ma con un intero set di debolezze (psico fisiche) a disposizione (e il rapporto con la volubile Penny) riesce perfino a essere simpatico. In questa terza serie viene un po' a mancare il suo atteggiamento molto spockiano di analizzatore del genere umano, che aveva dato luogo in precedenza a dialoghi esilaranti (chi non ricorda il cartello con scritto "sarcasm" usato da Leonard per fargli capire quel lato così strano della mente umana?).
La love story tra Leonard e Penny trova un altro (vago e sinceramente poco ispirato) motivo per venir meno ma tutto si perdona davanti alla visione de The Staircase Implementation dove assistiamo alla firma dell'ormai mitico contratto tra coinquilini, che regge le sorti della convivenza tra Leonard e Sheldon.
Insomma, nonostante un calo rispetto le precedenti TBBT rimane la sit-com da guardare e riguardare.
Titolo: LostSerie conclusa: sesta e ultima
Giudizio: è finito, amen.
Non so nemmeno cosa aggiungere al mare di opinioni lette ovunque. Un progetto interessante, partito bene e schiantatosi sull'impossibilità di spiegare cosa realmente si volesse fare. Arrivati troppo lontano dall'idea di partenza gli sceneggiatori devono aver deciso che tanto valeva fare il balzo verso un oltre che non ha accontentato nessuno. I Teologici dell'Unica Isola. I fan di Jacob o fan del Locke oscuro. Gli spettatori che speravano di veder rivelata almeno una delle tante verità, perse in un mare troppo vasto di incongruenze (orsi bianchi, donne che non partoriscono, i poteri di Walt, tutti che vedono gli spiriti, la discendenza dei custodi,...) per non parlare di tappi per luce mistica (un must!), bottigliette di Acqua Candidates e sequenze di numeri da giocare al lotto.
Troppo poco, quasi nulla, per chi ha seguito assetato di sapere per sei anni le gesta dei losties.
Ammetto che leggendo in giro mi sta un po' sulle palle tutto quel correre ora a dire "ma io lo sapevo", "ho mollato perché si capiva". Si capiva una ceppa. Le prime due serie erano fatte da
Rimane il ricordo (amaro) di certe scene (i dialoghi no, okay, quelli han fatto schifo più o meno sempre, ma le puntate desmondcentriche per esempio erano delle perle) e di una cortina di mistero che nessuno ha voluto sciogliere.
Titolo: VSerie conclusa: prima
Giudizio: delusione terrificante, che nemmeno il purgatorio lostiano è in grado di eguagliare.
Con l'originale che ai tempi mi diede i brividi, le uniformi pseudo naziste, i topi mangiati vivi, insomma, i lucertoloni invasori in tutto il loro splendore, non si poteva fare peggio di così.
Posticcia, finta, noiosa, lenta. Il tentativo di rendere melliflui e virali (in ogni senso) i Visitatori si scontra con la scelta di un cast decisamente poco azzeccato, nel quale spicca il capo-dei-ribelli ex terrorista palestrato e iper fico cool, e la figlia-del-capo-alieno direttamente da Krypton con una faccia spigolosa e inespressiva.
Morena Baccarin la preferivo come prostituta spaziale con astronave e qualche chilo in più su Firefly.
Elizabeth "Juliet" Mitchell stenta a reggere il peso della serie e ha una faccia troppo stanca e troppo triste per tutte le puntate. Si arriva al finale stremati sperando in qualche esplosione che faccia fuori umani, alieni o entrambi, ma la conferma della serie per l'anno prossimo ha permesso agli sceneggiatori di diluire le storyline per proiettarle verso il futuro. Astronavi realizzate con un rendering 3D degli anni '80, effetti "red sky" del finale davvero penosi, nessuno che si sia mangiato un topo in una decina di episodi. Non è Visitors.





