mercoledì 20 gennaio 2010

Jingle Bells di Paolo Agaraff

frittology paolo agaraffRapida segnalazione per il nuovo ebook di un gruppo di autori con i quali sono in contatto da tempo. Paolo Agaraff (unione mistica di Gabriele Falcioni, Roberto Fogliardi e Alessandro Papini) è stato già ospite del blog con le recensioni di alcuni suoi romanzi lovecraftiani, Il sangue non è acqua e Le rane di Ko Samui. Per non parlare della collaborazione con The Greyhill Gazette, dove Agaraff si è dilettato nella scrittura di news terrificanti, aiutato da altri autori collegati alla sua cerchia di carbonari.

Da un po' questi loschi figuri si muovono su e giù per la penisola con la loro ultima creatura, l'antologia Frittology. Ma, accanto alla loro produzione cartacea, gli agaraffiani distribuiscono da sempre degli ebook molto ben realizzati, l'ultimo dei quali riprende le vicende dell'ex esorcista Matteo Ponzoni. Si tratta di Jingle Bells, del quale vi propongo la presentazione e il link per recuperarlo e leggerlo.

Quando la mattina si svegliò, Ponzoni si sentiva insolitamente bene. Gli uccellini cantavano e da qualche parte giungeva il suono delle campanelle di una slitta. Jingle Bells, "suonate, campanelle", questo diceva la canzone. E lui si rese conto che mai, come in quel momento, quel suono gli era parso così magico e soprannaturale.

Per scarica il racconto completo dovete solo cliccare qui.

martedì 19 gennaio 2010

Una penna per Poe

edgar allan poe latelanera concorsoOgni tanto segnalare concorsi fa bene alla salute.
Soprattutto quando sono gratuiti, dal nome interessante (ripetete dentro di voi penna per poe e inizierete ad avere strane visioni) e organizzate da persone serie come Alessio Valsecchi, gran capo del sito La Tela Nera, esperto di ebook, e tante altre cose che è meglio non menzionare...
Se l'horror è il vostro pane quotidiano non potete mancare!

Il 19 gennaio 1809 nasceva a Baltimora una delle figure più importanti della letteratura americana (e non solo): Edgar Allan Poe.

A duecento anni dalla sua nascita il sito EdgarAllanPoe.it e LaTelaNera.com, hanno unito le forze per organizzare la prima edizione di Una penna per Poe, un concorso letterario gratuito per racconti.

Nei racconti iscritti al concorso, a tema "l'horror narrato da Poe", dovranno essere presenti espliciti richiami alle opere di Poe: si può scrivere un racconto che funga da seguito (o da antefatto) a un'opera scritta da Poe o che comunque abbia tra i suoi protagonisti un suo personaggio (o anche Edgar Allan Poe in persona) e che contenga tipici elementi legati a Poe (cadaveri di donne murate, gatti, corvi, botti di Amontillado, maschere rosse...). Il racconto potrà avere anche elementi presenti nelle poesie di Poe.

Le iscrizioni aprono oggi 19 gennaio 2010 e si chiuderanno il 19 aprile 2010.

In premio, oltre alla soddisfazione di cimentarsi con temi e materiali del Maestro, la partecipazione dei migliori racconti a un ebook (in formato PDF e ePub) che sarà distribuito gratuitamente sul web.

Ma nel caso la qualità degli elaborati migliori dovesse essere decisamente buona non si esclude la possibilità di "andare in stampa" e produrre una raccolta cartacea (con tanto di codice ISBN) da distribuire attraverso il portale Lulu.com.

Cosa aspetti a partecipare?

Trovi il bando e tutte le informazioni sulla pagina ufficiale del concorso Una penna per Poe.

lunedì 18 gennaio 2010

Avatar

La scrivo non la scrivo la scrivo non la scrivo... mah... tanto la scriveranno tutti e la maggior parte delle persone che conosco diranno la stessa cosa: non è un capolavoro, l'ultimo prodotto di James Cameron non è il grande film che si dice in giro.

Intendiamoci non sto parlando di CGI, sto parlando di storia, di emozioni e magari (magari) qualche guizzo di originalità nello script.
Insomma, il pianeta vivente, i nativi che affascinano e inducono al tradimento, la natura come fonte e risposta dell'esistenza e via dicendo, li abbiamo già visti.
Così come marines dal volto sfregiato (quello SICURO finisce a fare anche il film di Warhammer 40.000) ed esoscheletri potenziati che imbracciano pistole e cannoni (cosa che trovo sempre un po' ridicola; hai due spalle d'acciaio, fissaci le mitragliatrici e fagli usare le mani con altro, no?).

L'immaginario di chi conosca film e/o giochi che si chiamino Matrix, Aliens, Final Fantasy (penso al lungometraggio ma anche a capitoli della saga videoludica come il decimo) e magari ha visto Pochaontas o L'ultimo dei Mohicani (o anche Balla coi lupi) non troverà niente di nuovo.

Tolto questo sorvolo sul 3D, tecnica a mio avviso (starò invecchiando) inutile. Non aggiunge nulla alla visione, gli occhialini pesano (soprattutto se come me avete già quelli da vista perché non potete mettere le lenti a contatto) e due ore e quaranta in tre dimensioni son lunghe da reggere.

Il resto è puro spettacolo.
Il popolo dei Nav'i è derivato dalle culture dei nativi americani ovviamente, e ne incarna una grande gamma di aspetti positivi (il rispetto per la natura, la venerazione per i propri avi, il rapporto con la terra,...) e alcuni li riutilizza in maniera affascinante.
Pandora è piccolo rispetto a Giove, ma è enorme da esplorare, pullula di vita e di pericoli ed è difficile non rimanere impressionati da alcuni squarci (anche se in alcuni tratti dell'addestramento del protagonista mi è scattato l'effetto Discovery Channel e pensavo di assistere a un documentario sulla foresta più che a un film d'avventura).

A me, nella visione, è mancata però quasi completamente l'empatia con i personaggi. Nessuna vera emozione. A tratti speravo che i marines sterminassero tutto, almeno per introdurre qualche variante inaspettata.
Mi sono meravigliato di certe morti, questo sì, e mi ha fatto felice veder abbattere certi alberi, se non altro perché davo per scontato che non sarebbero riusciti a farlo.

Un pensiero interessante indotto dalla visione è nato dal legare alcuni media ultimamente presenti in tv e al cinema.
Avatar, Surrogates, Dollhouse (ma anche Evangelion, Matrix, gli Yithiani di Lovecraft e altre storie che ora non ricordo o non conosco) propongono una risposta simile alla domanda 'se ciò che siamo non basta, cosa si può fare?': trovare qualcosa di più forte/più bello/migliore di noi e trasferci in esso. Rinnegando la nostra vera natura. Che poi la destinazione di questo transfert sia un organismo vivente o cibernetico, non sembra fare differenza.
Come parassiti decisi a non scomparire e incapaci di evolvere oltre un certo stadio scambiamo la mutazione con l'appropriazione di corpi ad hoc.

Ah, dimenticavo, tanto per finire.
Battuta spregevole tra noi uomini appena usciti dal cinema che capirete dopo averlo visto: che sia sulla Terra o su Pandora, alla fine tutto si risolve nello stesso modo: se ti vuoi fare la più figa del gruppo devi avere l'uccello più grande di tutti.

domenica 17 gennaio 2010

Il mio Tibet, iniziano i lavori

tibet matteo poropat
Una bozza della copertina
Post domenicale, da chiacchiere al bar, a far colazione la mattina tra di noi. Per me un macchiato (un capo, qua a Trieste) e una brioche con la marmellata.

Ecco, ora va meglio.

Tibet quindi. Già, perché l'idea ce l'ho da ormai cinque anni e l'ho sempre lasciata da parte. Ma lei, per nulla infastidita, ha continuato a farsi sentire. Così ho deciso che nei momenti in cui mi prendo una pausa dai racconti le darò bado, e realizzerò questo piccolo progetto.

Di cosa si tratta?
Di un ebook fotografico, dedicato al mio viaggio in Tibet del 2004. Ne ho scritto qualcosa in giro e ho realizzato un paio di video piuttosto tristi, ma i mezzi di cui disponevo durante l'avventura erano limitati a una compatta (un'ottima Minolta, ma pur sempre con pochi mega pixel e poca memoria).
Questo fatto ovviamente ha influito anche sulla qualità delle foto, cosa che mi ha sempre fermato dal realizzare il libro, perché stampandolo come pensavo non sarebbero venute come volevo.

Poi sono arrivati gli ebook e la decisione di realizzare qualcosa che ricordasse quei luoghi, che per me rimangono magici oltre ogni possibile descrizione a parole.

In questi giorni mi sono preso una pausa dall'editing de Il mondo per voi, il racconto lungo sul 2012, e ci ho dato dentro di Quark Xpress e Photoshop, assemblando la bozza con le foto. Ne avevo 250 circa, dalle quali ne ho scelte 70, più la copertina. Ne è uscito un pdf di 75 pagine in formato 20 cm x 20 cm. Immagini su sfondo nero. (Quasi) ogni scatto accompagnato da una breve descrizione del luogo e da un mio ricordo legato ad esso. Il mio Tibet, appunto.

La fase più semplice è finita.
Ora, luogo per luogo, andrò alla ricerca di informazioni e rinfrescherò i miei ricordi con il diario che allora tenni per tutto il viaggio di tre settimane (tra Nepal e Tibet).
Poi aggiungerò qualche mappa, che descriva il percorso fatto, e qualche immagine-simbolo del popolo tibetano, per completare il tutto.

Non sarà un lavoro breve, ma durerà quanto è giusto che duri, come solo i viaggi migliori.

venerdì 15 gennaio 2010

Skiff, l'eReader pieghevole

ebook reader SkiffIn questi giorni di lavoro e notizie sparse mi ero perso la presentazione al CES 2010 dello Skiff, l'eReader pieghevole.

A vederlo, e leggendone le specifiche tecniche, sembra di aver fatto un ulteriore passo nel futuro di questi congegni: touchscreen, e-ink, da 11.5" con 1600x1200 pixel, 4GB espandibile con SDHC, WiFi, BT, 3G e spessore 6.8 millimetri.

FLESSIBILE.
Un foglio di alluminio con un corpo di magnesio.
Cioè si piega. Si flette.
Non si arrotola ancora come il vostro quotidiano preferito, ma direi che poco manca.


Per ora è solo (solo!) in bianco e nero ma entro l'anno la Marvell conta di sviluppare e rendere disponibile la versione a colori. Prezzi e disponibilità al momento sono sconosciuti.

Sito ufficiale di Skiff.

Fonte: WIRED.

giovedì 14 gennaio 2010

HorrorNews24, aggregazione dell'orrore

Horror News 24 Elvezio SciallisInutile tornare a presentarvi il cervello dietro l'idea. Se non sapete chi è Elvezio Sciallis non vi interessa la parte viva (e per fortuna ancora sanguinante) dell'horror attuale e probabilmente di questo nuovo sito non ve ne farete molto. Ma potete decidere di darci comunque un'occhiata. Sviluppare qualche anomalo desiderio di carne morta e storie agghiaccianti. Non riuscire più a starne senza...

Per quelli che non sono ancora saltati a leggere le news di tuttotette.com vi presento rapidamente HorrorNews24.
Il titolo dice tutto, notizie dal mondo dell'horror, ventiquattr'ore al giorno, festivi non esclusi; il lavoro non ci spaventa, il conto non vi spaventa!
Tutto gratuito, nei vostri browser, feeder, iQualchecosa, gratis.
E di questi tempi mica ce n'è tanta, di roba buona, smerciata a costo zero eh...

HorrorNews24 è un aggregatore. Assimila notizie da altri siti - consenzienti, of course - e le ripropone, lavorando sullo stesso principio di Splattergramma, il precedente pargolo della covata malefica generata dallo Sciallis (al quale collaborano altre menti, braccia e organi non del tutto sanissimi che se siete di queste parti ben conoscete), informazione dura e pura, senza opinioni o fronzoli vari.

Perché è interessante?

Perché prima non c'era potrebbe essere già una buona risposta.
Niente di simile, a quanto ne so.
E nel mondo dell'informazione la novità, il movimento, sono vitali.
Anche se tratta di parlare di demoni o morti. (Ma sono morti viventi. Vitali pure loro.)
E poi perché vi basta leggere HN24 per sapere molte più cose di quante ne scoprireste in alcuni enormi portali della rete.
Un sito solo, qualcosa tipo Un Sito per trovarli, Un Sito per ghermirli e nel buio incatenarli, se avete presente.

Ma non dovete limitarvi a subirne l'oscuro fascino, potete anche partecipare!
Basta usare il modulo per i commenti sul sito o inviare una mail a: horrornews24@gmail.com.

HorrorNews24 è qua, ma anche qua e pure qua.
È ovunque.
Mancate solo voi.

eDGe e QUE al CES 2010

Una segnalazione che riguarda il fiorente mercato dei lettori di ebook (di uno dei quali sto per diventare felice proprietario, ma questo lo vedremo la prossima settimana...).

Dal CES 2010, la grande fiera di Los Angeles conclusa il 10 gennaio, arriva questo filmato dove vengono esposti due dei prodotti presentati, nel settore degli ebook reader. Del primo, l'eDGe, avevamo già visto qualcosa in passato, mentre poco o nulla sapevo del QUE di Plastic Logic.

Se il primo è affascinante per la sua dualità netbook - ebook reader, il secondo offre le dimensioni di un A4, un'interfaccia migliore (basata su Windows), tempi di risposta più rapidi (ma sempre limitati dalla tecnologia dell'eInk, non ancora al suo apice) ma a un costo superiore (l'eDGe costa 490$): 649$ per il modello base con 4 GB di ram e nessuna connessione mobile (ma WiFi e BT) e 799$ per la versione 3G con 8GB di memoria.
Per il suo QUE PlasticLogic si è dichiarata decisa a non aprirsi al mercato consumer (come per l'Alex, il lettore di Spring Design basato su Android). Quindi ci vorrà del tempo prima di vederlo sulle mensole nei negozi (all'estero, non parliamo di se/quando arriveranno questi prodotti in Italia).

Dalle feature dei prodotti presentati al CES si nota come le aziende si "stiano ancora cercando", guardandosi attorno per capire quale può essere quel particolare che differenzierà in senso positivo il loro reader dagli altri, tra miglioramenti tecnologici (fondamentali, soprattutto per integrare contenuti più dinamici) e convergenza di informazioni (connettività ma soprattutto accordi stretti con testate giornalistiche e fornitori di rilievo, come ha fatto proprio PlasticLogic con la Barnes&Noble).

Decisamente dalle immagini si capisce come gli attuali modelli in circolazione siano dei meri prototipi, che implementano poche delle funzionalità di un dispositivo futuro del quale ancora nessuno sa bene il vero scopo finale, nel quale però è chiaro che Lettore di testi sarà una delle tante applicazioni, da avviare con un click sullo schermo.
L'accesso all'informazione, tra semplice fruizione da una parte e manipolazione, aggregazione, creazione di contenuti è il punto nodale di questi sviluppi in atto.



Fonte: Punto Informatico

mercoledì 13 gennaio 2010

Obscura Genesi e Boopen, la pazienza non è mai abbastanza

Obscura Genesi libro game
Il libro game... si ritorna
alla copertina semplice...
La pazienza è la virtù dei forti degli scrittori.
Tanto va lo scrittore al PoD che ci lascia la copertina.
Editrice severa, bel libro si spera?

Insomma, è arrivata la prima copia di Obscura Genesi.

Urla di giubilo

Ordine fatto a Boopen il 25 novembre 2009. Pacco giunto al destinatario il 12 gennaio 2010. Cause dei tempi, festività a parte, un misterioso "problema di stampa", che ha costretto a "rifare tutto".

Esito: non buono.

Il libro è 5mm più corto del previsto, rispetto lo standard A5 che a casa mia sono 210mm x 148mm. Quindi un rettangolo di 205mm x 143mm. Dalla copertina è stata segata metà della scritta inferiore (2.5mm sono un'enormità, cazzo) e il testo interno risulta più appiccicato ai bordi di quanto volessi, numeri di pagina compresi, che sfiorano il bordo.

Inoltre sulla prima è stato appiccicato il loro logo (praticamente sul pianeta). Un rettangolo bianco sulla mia copertina nera e rossa. Avevo capito non serviva, errore mio.

Inoltre sulla quarta è stato appiccicato il rettangolo per il codice a barre, anche lì spostato rispetto il jpg che loro forniscono come template, andando a toccare il testo.

Inoltre il taglio del libro non è che sia stato fatto proprio al laser, e le sbavature, essendo la copertina stampata nera su carta bianca, risaltano all'occhio spiacevolmente.

Opzioni: mandare tutto a f....o o riprovare, dopo aver ricevuto spiegazioni su quanto stanno facendo dai signori (sempre gentilissimi) di Boopen. Eliminare la striscia sotto, spostare il pianeta (cosa non da tutti), spostare il testo della quarta, rivedere gli interni.

Rimane il fatto che se certe caratteristiche permangono, di vendere 'sta cosa a 10€ comincio un po' a vergognarmi...

martedì 12 gennaio 2010

Diario Pulp di Strumm

diario pulp strumm edizioni xii
Diario Pulp
Strumm
Edizioni XII, collana Mezzanotte
pag. 340, 16.00€
ISBN: 9788895733142
Secondo volume del pacco di Edizioni XII e seconda recensione dell'anno.
Per i commenti positivi sul lavoro di editing e sulla qualità estetica del libro vi rimando a quanto detto qualche giorno fa per l'antologia Archetipi. A Diario Pulp si applicano tutti i complimenti già fatti per gli altri lavori del team di Edizioni XII, compresa la bella copertina, meno criptica che in Archetipi, che ha dato fastidio a un paio di persone, quando, durante le feste, ho lasciato il libro sulla tavola da pranzo. Disturbante, lo hanno definito. Poverini, ho pensato, e dire che non l'hanno nemmeno letto!

Sfoglio il libro pensando a che citazione riportarvi. L'inizio o la frase sul destino di chi parla male di Duffy Duck (personaggio che personalmente amo...) sono troppo facili. Alla fine mi sa che riporterei l'intero Diario Pulp.
Allora niente citazione, passo a dirvi di cosa parla. Ma senza fare troppi nomi o raccontarvi dei luoghi. Perché se c'è una cosa che ho imparato leggendolo è l'importanza di stare zitti e farsi gli affari propri. Soprattutto se in giro ci sono killer come il Sellero, o silenziosi uomini d'affari con la grana in una mano e la pistola nell'altra.
Per non parlare del fatto che non userò mai più l'idraulico liquido.
Ma questa è un'altra storia.

O forse no.

Ancora non ve l'ho detto comunque. Diario Pulp racconta di killer e puttane, di sgobbi e vendette. Traccia una nuova geografia di Roma. È una mappa, sotto la mappa che comprate in edicola per i vostri giri da turisti, sulla quale altrimenti non sapreste trovare il bar dello Sciabecco o la villa di Aironsaid, o i posti migliori per scaricare certi pesi morti, o ancora dove si tengono le riunioni dei satanisti.

Scusate. Torniamo all'idraulico liquido.

Sapete quei libri che li chiudete e poi leggete altro e dopo giorni fate una cosa e BLAM, una delle scene vi torna in mente, vivida come dieci centimetri di ferro nelle budella?
Ecco.
Diario Pulp non si dimentica. Questo è forse il peggior difetto del libro. Perché l'ironia inconsapevole del Sellero, la fredda arguzia del Zecchinetta, il disperato amore del commissario per la puttana, quelli a ricordarli vi andrà anche bene.
Ma gli effetti cerebrospinali dell'idraulico liquido e l'atroce fine del Ricottaro sono cose che non vorrete portare con voi.
Ma in entrambi i casi non vi verrà lasciata scelta.

È l'onestà, che ci fotte.
E Strumm è pericolosamente onesto.
Niente giri di parole, niente aggettivi che abbelliscano la scena. Qua la merda è merda, direbbe il Sellero. E questo approccio si apre in un'intera cassetta degli attrezzi per segare e limare, esponendo le ossa e la polpa della storia.

Cinque racconti lunghi, intrecciati in un'unico grande affresco. Una vita ai margini di qualsiasi regola che conosciamo, sostituita da nuove leggi, nuove regole, nuove gerarchie.
Chi sta sotto e chi sta sopra.
Chi ha la pistola e chi scava.
Chi legge Diario Pulp e chi non lo fa.
E si pentirà di questo...


Il book trailer di Diario Pulp:

lunedì 11 gennaio 2010

Sextus Litterarum Hibernus Agon

Sextus Litterarum Hibernus AgonSegnalo molto volentieri questo concorso letterario per la narrativa breve di genere fantastico, iniziativa del sito La Settima Torre.
Un anno fa, dopo praticamente dieci anni di inattività, ricominciavo a scrivere proprio per partecipare alla quinta edizione, con un racconto che potete leggere in formato ebook.

La particolarità del concorso è costituita dai vincoli imposti ai partecipanti, che cambiano di anno in anno e per questo 2010 sono:

Il primo dei tre elementi, è il consueto riferimento all'inverno, uno sfondo che non può mancare.

Il secondo dei tre elementi, è il tema dell'Alleanza, che dovrà rivestire un ruolo portante nel racconto.

Il terzo dei tre elementi, è la presenza di una nuova frase vincolante che come in passato potrà essere modificata a piacere per essere adattata al proprio elaborato, ma senza compromettere l'impianto originale proposto.
Insieme, per necessità e non per volontà

I premiati di quest'anno si andranno ad aggiungere a quelli delle due edizioni precedenti e i loro lavori saranno raccolti in un unico volume, disponibile su Lulu.

Tutti i dettagli li trovate sul sito ufficiale, La Settima Torre.

venerdì 8 gennaio 2010

Quarta edizione del Fun Cool!


È arrivata, come molti temevano.

Ho visto barboni nelle strade brandire cartelli scritti col sangue "lui tornerà quindi vegliate, che non sapete il giorno né l'ora".

Ora voi sapete.

Avete pochi giorni. Il Fun Cool è come la bora, arriva, spazza i racconti dagli animi degli scrittori e svanisce col suo carico di piccole storie di ogni tipo, raggranellate come monete tra le dita del diavolo da Raffaele Serafini, scrittore, poeta e furlano.

Avete ancora nove giorni.

E non avete abbastanza scuse per non partecipare.

Il regolamento? Lasciamo la parola al gelo stellato che, nel caso abbiate dubbi, vi spiega anche perché dovreste partecipare.

Il concorso letterario più figoso, figante e figherrimo del web!
REGOLAMENTO, tanto per cominciare.
Si partecipa con un solo racconto, che stia in una frase.
Lunga quanto volete, fatta come volete, ma che sia un'unica frase, senza punti in mezzo, e che racconti una storia.
La potete inviare come vi pare: alla mia mail, come commento a questo post, come sms, come messaggio sul faccialibro, brevi manu... Fate un po' voi. Man mano che i racconti arrivano finiranno in un post appost che aprirò dopo di questo.
Ricordatevi di mandarmi anche il nome/nick con cui pubblicare il racconto e un link a sito/blog se volete farvi la reclame (altrimenti metterò il link alla vostra pagina personale porno).


Qui i racconti già arrivati.

Buon Fun Cool!

domenica 3 gennaio 2010

Archetipi di AA.VV.

archetipi edizioni xii
Archetipi
Danilo Arona, Daniele Bonfanti,
Ian Delacroix, David Riva,
Giuseppe Pastore, strumm,
Samuel Marolla, Biancamaria Massaro,
Alberto Priora, Elvezio Sciallis,
J. Romano, Luigi Acerbi
Edizioni XII
338 pag., 2009
ISBN: 9788895733135
Intanto buon anno e ben tornati. Avevo pensato di accogliervi con un post di riflessioni e propositi, ma tanto rifletto già troppo di mio e i buoni propositi tipicamente vanno a fun cool (battuta tipica dell'underground) appena girato l'angolo.
Quindi meglio cominciare subito e cominciare bene, senza perder tempo a pettinare i cercopitechi australi.
Quindi primo post e prima recensione del 2010.
Quindi Archetipi, di Edizioni XII.
Di questa antologia mi sa che avrete già letto qualcosa in giro. Ne ha parlato lo zio Alex e nonno Silente ne è rimasto invischiato, esibendosi addirittura come speaker, per la presentazione del volume a Padova. Ma dal momento che l'ho appena finita e rispetto altre antologie lette l'anno passato mi è piaciuta assai, vi dico cosa ne penso. E voi zitti e ascoltate.

Una premessa va fatta - la mia prima premessa del 2010 - per questo volume archetipico e per altri che seguiranno, acquistati in blocco usufruendo del super sconto di Edizioni XII, i tipi che hanno architettato questi archetipi. Ora ve lo cerco...
...rieccomi, questo è il link per il super bundle, una sorta di paccone regalo che farà la gioia dei lettori, con Archetipi, La corsa selvatica, Diario Pulp e Ritorno a Bassavilla.
Torniamo alla premessa... cosa accomuna questi quattro libri e spicca in Archetipi?
La loro bellezza in quanto "oggetti".
Eh, lo so...
E stanno arrivando gli ebook.
E quello che conta è la storia.
E don't judge a book by its cover.
Tutte cose verissime.
Eppure non so voi, ma io di sensi ne ho almeno tre o quattro, forse cinque, e tutta questa multimedialità, alla fin fine, non lavora sempre sugli stessi, la vista talvolta l'udito. E del resto che ne vogliamo fare? S'atrofizza tutto? Probabile, ma è un discorso diverso che lasceremo fare a chi ne è capace.
A noi, amanti del libro anche in quanto oggetto quadri-dimensionale dotato di una sua fisicità in questo spazio tempo e dell'apertura per un altroquando più o meno pericoloso, una copertina dipinta, che si sente a occhi chiusi, sotto le dita, delle illustrazioni che anticipano le storie, simboli mistici tratteggiati quasi casualmente accanto ai titoli, una carta quel poco ingiallita che lo fa quasi già "vecchio libro trovato in soffitta", un editing curato e un'impaginazione precisa e un uso dei caratteri di stampa coerente, non possono che far venire l'acquolina in bocca.
Ecco allora la sorpresa nel ricevere il pacco di cui parlavo, con quattro volumi, ognuno bello in sé e affascinante come frammento di un evidente lavoro di ricerca della forma editoriale, oltre che nei contenuti.
Le illustrazioni, realizzate dagli artisti del gruppo Diramazioni, richiedono non poco tempo per essere comprese appieno, e dopo aver letto il racconto connesso capita di ritornarci per rivedere nel disegno gli elementi della storia che hanno deciso di evidenziare.
Utile e inaspettata (in questo tempo di libri che spesso non parlano nemmeno degli autori) la prima appendice, dove il rapporto tra parola e immagine viene spiegato nei particolari dagli stessi illustratori.

Dalla confezione passiamo al contenuto, dalla copertina alla storia.
E di storie questa volta ne abbiamo ben dodici, scritte da personaggi conosciuti, chi più affermato, chi meno (per il momento), che rispondono ai nomi di Danilo Arona, Daniele Bonfanti, Ian Delacroix, David Riva, Giuseppe Pastore, strumm, Samuel Marolla, Biancamaria Massaro, Alberto Priora, Elvezio Sciallis, J. Romano, Luigi Acerbi.

In Archetipi è innegabile il lavoro dei vari autori, che spesso richiudono le storie in precise cornici spazio-temporali. I dettagli storici del diluvio di Daniele Bonfanti, l'ambientazione siciliana delle sirene di Samuel Marolla, la coerenza del mondo alternativo di Alberto Priora, ne sono alcuni esempi.
Devo ammettere che non tutte le storie mi hanno coinvolto in egual misura, vuoi forse proprio per i troppi dettagli del contorno, vuoi per una certa freddezza stilistica di alcuni degli autori.
La qualità dei momenti di meraviglia e orrore però, la qualità delle storie, la qualità dello scritto, delle parole, che varia notevolmente, come è ovvio, da autore ad autore, è sempre alta.
La cruda atmosfera che è causa scatenante (e catartica per il lettore che attendeva da pagine un fuoco punitore e purificatore) per La fenice di David Riva.
La violenza carnale, sessuale e psicologica della Facile preda di Elvezio Sciallis.
L'incedere impietoso della guerra religiosa nel racconto che forse mi è piaciuto di più e chiude in bellezza il volume, Una cosa sola, di Luigi Acerbi.
Il devastante progredire del buio sotto la pelle di J. Romano, che nel descrivere le vicende di un clown, e del circo al quale appartiene, mi ha fatto ripensare a un certo Lansdale (e questa è sempre una cosa buona).
Tutti momenti che rimangono dentro, conficcati in punti diversi dell'organismo, una volta chiuso il volume.

Archetipi è, in conclusione, un libro da leggere. Anzi, da avere, da possedere. Perché è fatto bene, è scritto bene, e mostra come si possono realizzare antologie di scrittori italiani di genere.