mercoledì 30 dicembre 2009

Un ebook invernale

Non ci avevo fatto caso fino al momento di scrivere il titolo del post.
Effettivamente il racconto che ho deciso di rendere disponibile in formato ebook è invernale, adeguato alla stagione.

Comunque... prendetelo come un regalo per questa fine d'anno, con la promessa che il prossimo anno ne scriverò altri (e di migliori!).

Il padre delle ombre risale a un anno fa circa, nato per il concorso Quintus Litterarum Hibernus Agon del sito La Settima Torre, dove ha conquistato il premio della giuria, segno che qualcosa di buono ce l'aveva, già nella sua prima versione.

Nel tempo l'ho modificato, soprattutto nella forma, e spero anche migliorato nello stile, che rimane comunque un esempio della mia passione per gli aggettivi e le descrizioni ridondanti.
Rileggendolo mi sono reso conto che c'era molto altro dietro da poter raccontare, e che sembra più uno sguardo su un altro mondo, dove sono accadute e accadranno altre cose interessanti. Magari prima o poi racconterò pure quelle.

La forma dell'ebook è nata dall'intenzione di dividere il racconto secondo alcuni aspetti, che trovavo evidenti nelle sue varie parti, attribuendo a queste un simbolo. Ho scelto di usare gli esagrammi del libro dei mutamenti cinesi, l'I Ching, parte di alcuni dei miei interessi collaterali e sufficientemente oggettivi da essere adatti allo scopo.

Un ringraziamento intanto a chi l'ha già letto e commentato altrove e soprattutto a Val, nostra Regina dei corti (appellativo con il quale ormai viene acclamata nell'intera blogsfera e oltre) che l'ha spulciato da d eufoniche e rimpolpato di accenti mancanti.

A voi, fedeli lettori.

«Cade la neve» osservò l’uomo, e la piccola platea di volti incantati in attesa annuì. «Cade la neve», ripeté, facendo scorrere lo sguardo sugli occhi attenti dei bambini «scende oggi dal cielo come faceva secoli fa, quando questo villaggio ancora non esisteva, le montagne parlavano agli uomini e nelle valli bagnate dal fiume rosso si abbeveravano i cavalli dei samurai».
Quell’ultima parola provocò un brivido di gioia nei piccoli astanti. Quella che veniva loro svolta davanti, come una stola di seta purpurea, non era solo una storia, era una storia di samurai! Avrebbero ammirato e ascoltato con eguale attenzione le gesta del poeta di Go-Rhu e nulla li avrebbe distolti dall’udire la conclusione di una delle mille avventure dei cacciatori che abitavano quella valle in passato. Ma tutto questo veniva messo in ombra dalla possibilità di ascoltare una nuova storia dei guerrieri armati di spada. Il vecchio, ormai lo sapevano, ne raccontava poche. Come i dolci più buoni venivano servite solo in occasioni speciali e ora loro si recavano come commensali affamati a quel lauto banchetto. L’uomo era il più anziano del loro villaggio, probabilmente di tutti i dei villaggi vicini, e si accoccolava sulla sua sedia a raccontare ogni prima domenica del mese, così come aveva fatto il vecchio che era venuto prima di lui e che ora riposava nel piccolo cimitero, prima del bosco a nord.
«Cadeva la neve» ricominciò, catturando gli occhi con gli occhi «e il samurai si avviava con passo greve verso il limitare della foresta...»
...continua

lunedì 28 dicembre 2009

L'ebook de "La gazzetta delle Terre Perdute" è disponibile!

sine requie la gazzetta delle terre perdute numero 1
La gazzetta delle Terre Perdute
Numero 1
4 pag. A3 b/n
Per chi non fosse riuscito ad accaparrarsela a Lucca Comics and Games di quest'anno, nella sua lussuosa edizione cartacea e limitata, ecco quella elettronica!

Torna per i fan del gioco di ruolo Sine Requie il giornale scritto dai sopravvissuti al giorno del giudizio!

La gazzetta, un magazine in quattro pagine formato grande (A3), contiene articoli provenienti da varie parti del mondo di Sine Requie.

In questo primo numero della gazzetta si parla di una nuova setta vampirica che assedia il nord est d'Italia; gli Strange Eons, i cacciatori di morti ripuliscono Rocca Bernarda infestata dai Morti e, forse, da qualcosa di ancora peggiore; e infine a Glastonbury un cavaliere risorge dalla tomba, sarà davvero Re Artù?

Inoltre un racconto horror, un nuovo personaggio diabolico illustrato da Christian Fermo e una striscia del famoso Alvaro il Templaro di Davide L. Marescotti.

Il file in formato PDF lo potete scaricare da questo link.

domenica 27 dicembre 2009

The Button ("Button, button" parody)

È Natale, così ecco che vi regalo qualcosa di divertente, trovato cercando materiale su The Box e il racconto Button, button...

The Box


The Box
Regia: Richard Kelly
Cast: Cameron Diaz, James Marsden,
Frank Langella
Anno: 2009
Non dev'essere bello abitare nella testa di Richard Kelly. È uno di quei luoghi dove il modo più breve per arrivare da un punto A a un punto B è passare per tutte le lettere di almeno un paio di alfabeti conosciuti. Ed è un peccato, principalmente per noi spettatori che ancora ci crediamo, ma sicuramente per lui che, insistendo a metter mano alla sceneggiatura, riesce a distruggere soggetti di ogni tipo. Così ha fatto in Southland Tales e così ha ri-fatto in The Box.

Però voi vorrete sapere di cosa parla il film. Giusto. Prima vi dico che è tratto da un racconto di Richard Matheson, adattato negli anni '80 per la serie Ai confini della realtà, nell'episodio Button, button (che embeddo in fondo al post, in due spezzoni da YouTube).
Racconto e puntata della twilight zone condividono trama e personaggi. Marito e moglie ricevono una misteriosa scatola con un pulsante e la visita di un inquietante figuro. Questi gli propone un curioso accordo: se nelle ventiquattr'ore successive il pulsante verrà premuto una persona che non conoscono morirà e loro riceveranno una ingente somma di denaro (se non vado errato 200.000$ nel racconto e 1.000.000$ nel film, l'inflazione, si sa, galoppa).
Dopo concitate discussioni la moglie (che dei due è evidentemente quella che in famiglia porta i pantaloni) premerà il pulsante. Riceveranno la visita dell'uomo, a conoscenza di quanto accaduto, che consegnerà loro il denaro. Andandosene dirà che ora il congegno verrà riprogrammato e consegnato ad altre persone. Persone che, sicuramente, loro non conoscono. Primo piano dell'occhio della donna che ha capito in cosa si sono veramente ficcati, musica inquietante, fine dell'episodio e del racconto.
Venti minuti. Una storia semplice e che fa pensare, quando la tv è spenta o il libro chiuso.

Una donna bellissima scende da un'astronave e vi propone una notte di sesso senza che vostra moglie lo sappia, poi ripartirà per Antares. [1]
Accettereste?
Qualcuno che non conoscete morirà e vi danno abbastanza soldi da cambiare vita.
Accettereste?
Il punto interessante della storia originale è il confronto tra le motivazioni di marito e moglie: il primo non intende farlo, uccidere è sempre uccidere. Lei invece inizia a tirar su un muro di giustificazioni (se muore qualcuno malato terminale ad esempio, che differenza fa?). E la natura umana, davanti alla possibilità di un guadagno così facile, lasciando le mani (e la coscienza?) pulite, segue il suo corso più naturale. Uccidere per possedere.
Tralasciando ogni analisi della situazione di partenza (quanti aprirebbero e farebbero entrare oggi in casa uno sconosciuto vestito come uno dell'FBI e gli crederebbe davanti a uno scambio del genere?) la storia lascia ogni quesito aperto, chiudendo con un accenno finale e ormai tardivo di punizione. Occhio per occhio. Chi la fa, l'aspetti. Voi l'avete fatto e qualcuno lo farà a voi.

E cosa fa Richard Kelly, a questo punto? Aggiunge ai venti minuti un'altra ora e mezza di film, infarcendo la storia come un tacchino a Natale, senza riuscire a usare qualche ingrediente davvero saporito.
Cospirazioni tra militari e alieni.
Visioni e vaneggiamenti mistici.
Personaggi quest che danno ai protagonisti dei suggerimenti, per il solo motivo che... qualcuno doveva farlo!
E, immancabile, arriva il liquido tremolante, che morpheggiava in Donnie Darko, nella forma di un serpente di energia quantica mentre qui si solidifica in porte dimensionali. Delle quali due portano alla dannazione e una... alla dannazione comunque, visto come finisce il tutto per moglie e marito.

La cosa peggiore è che il racconto viene preso e inscatolato pure lui, in qualcosa di più grande, un inutile pacco regalo, fatto di cospirazioni e manovre di uno sfigurato Frank Langella (l'uomo della scatola), resuscitato dalle entità che governano il fulmine, per porre alla razza umana una serie di test, dall'esito dei quali può dipendere la nostra esistenza. E tutte queste aggiunte sono dilatate su tempi davvero troppo lunghi; lo sbadiglio sarà il vostro miglior amico per la maggior parte del film, assieme a dubbi che nessuno saprà dipanare.

Ah dimenticavo, Cameron Diaz ha un piede mutilato da un incidente e la stessa espressione della locandina, per tutti i 115 minuti.

Link per approfondire il tema del racconto originale (Button, button) di Richard Matheson.

"Button, button" nella versione della serie Ai confini della realtà.





[1] la citazione è da una celebre commedia con Billy Crystal! Chi la indovina?

giovedì 24 dicembre 2009

2010, uno sguardo al futuro

In genere la fine dell'anno è considerata un buon momento per riassumere ciò che si è fatto, e guardare avanti, a ciò che si farà.
Sinceramente non sono mai stato un fan del "capodanno", non sentendo quello "stacco" tra il prima e il dopo (e nemmeno della festività, ma questo ricade in un'altra categoria di discorso).
Però adoro le statistiche, soprattutto quando indicano che le cose vanno bene! Quindi un post in chiusura del 2009 l'ho voluto fare, che guardi a ciò che è stato e vi racconti in poche parole ciò che potrebbe essere nei mesi che verranno.
Avrei dovuto scrivere e pubblicare tutto questo attorno al 31 dicembre, ma da domani sono in ferie e con me il blog, al quale ricomincerò a dare le attenzioni che merita nella seconda settimana di gennaio.

Sedetevi comodi, entro in modalità logorroica sentimentale...

Com'è andata nell'anno che va a finire?
Nel 2009 Shamanic Journey ha ospitato 38 recensioni, per la metà di libri e il resto film, serie tv, fumetti e un paio di giochi. 38 recensioni non sono molte eppure, paragonate al lavoro degli anni precedenti, s'intravede l'abisso. Infatti il numero totale dei post è più che raddoppiato portandosi dietro una media di 2.000 visitatori al mese.
Che vuol dire questo?
Di per sé tutto e niente, potrebbero essere le foto di donne nude o i riferimenti al sesso con i non morti.
Ma guardando cosa cercano le persone che arrivano sul sito (e non mi riferisco alle statistiche dello sciamano! ma alle recensioni dei libri principalmente), leggendo i commenti dei visitatori e di alcuni "addetti del settore", e con il supporto di altri riscontri ricevuti, tutto sembra indicare che il materiale sul blog c'è e piace, offre argomenti diversi e interessanti e i lettori ci sono e tornano volentieri su queste pagine.

E oltre a tutto ciò (ed e questo è l'aspetto che preferisco di quest'anno) il legame tra scrittura, blog, concorsi, recensioni e contatti vari mi ha portato a conoscere tutta una serie di persone notevoli, che si danno da fare giorno dopo giorno per creare qualcosa di nuovo ed emozionante, che si sbattono tra lavori e vita quotidiana sacrificando tempo e sonno per le proprie passioni.
Non farò un elenco, basta guardare nella colonna di destra per sapere di chi parlo (e probabilmente nemmeno lì ci sono davvero tutti). Sono scrittori, editori, pittori, scultori, programmatori, web designer, illustratori e tante altre cose ancora. E vorrei ringraziarli tutti, per le visite, i commenti e la disponibilità.
Perché dietro al commentino sul post o al linka tu che linko io ho scoperto la possibilità di aiutarsi (che per me vuol dire anche e soprattutto criticarsi sinceramente) a crescere nelle proprie passioni.
Magari a voi, che leggete e vivete in questo ambiente da più tempo di me, sembra una cosa normale; a me che sono niubbo della zona ha fatto molto piacere, sia che mi venisse offerta una mano con le storie e i post sia (e di più) che mi venisse chiesto un consiglio o un parere. Questo è un aspetto che mi mette in difficoltà, visto che mi ritengo parecchio indietro su vari aspetti della scrittura. Però, proprio per tale motivo, mi stimola a (signorilmente parlando) tirare fuori le palle, poggiarle vicino la tastiera, e dare il meglio che posso.

Ecco, in versione logorroica, i miei ringraziamenti a tutti, con l'augurio di ritrovarsi tra qualche settimana pronti per un nuovo anno pieno di soddisfazioni!


Obscura Genesi, il libro game!
E cosa c'è da aspettarsi per il 2010?
Partiamo da tanti tanti libri da leggere. Intendo continuare sulla strada intrapresa nel 2009, alla riscoperta di classici, alla scoperta di esordienti, nella rivalutazione degli scrittori italiani. Un altro anno che prevedo lontano dal fantasy (a parte quello che scrivo io!) e con altri viaggi nel mondo dei manuali di scrittura (non aggiungo creativa che ad alcuni lettori verrebbe un embolo fatale! ma se mi seguite sapete comunque di che testi parlo).
Segue l'intenzione di continuare a scrivere, tanto e meglio (guerra agli orpelli! griderebbe qualcuno che conosco). Molte cose bollono e ribollono nel calderone e si concretizzeranno l'anno a venire. Tra queste un'intervista a un bravissimo scrittore italiano, una certa raccolta sull'incombere del 2012, per la quale sto completando un racconto apocalittico, e (forse) la partecipazione a un ebook del buon Alessandro Girola mediante piccolo contributo fatto di insetti giganti o zombie.

Da queste parti inoltre uscirà:

- un mio piccolo saggio sui giochi lovecraftiani, su una pubblicazione targata Dagon Press;

- un racconto nella ormai famigerata antologia erotica 365 racconti per un anno della Delos;

- un racconto horror in una antologia pubblicata dalla Bel Ami;

- il libro game fanta/horror Obscura Genesi, pubblicato on-demand su Boopen (dai quali sto ancora aspettando la copia di prova sigh);

- una (forse la nuova?) versione de Il padre delle ombre, racconto fantasy per l'antologia triennale de La Settima Torre;


Prima immagine di LGC 2.0!
- la nuova versione del mio software gratuito Libro Game Creator (la 2.0 o la 2010) completamente rinnovata graficamente e con nuove feature;

- IL romanzo, che metto per ultimo in quanto sono a un terzo dello sviluppo e non posso giurare sul suo completamento, anche se spesso ho la sensazione che i personaggi vengano a lamentarsi, tirandosi la mia fantasia come una coperta troppo corta, esigendo di sapere che fine faranno;

Bene, il 2010 non è ancora iniziato e ho già l'agenda che scoppia. Ed è un bene che sia così, perché come per il buon Elvezio, quando non ho da fare, rendo meno, quando sono alle strette mi spremo come un limone e rendo al meglio.

lunedì 21 dicembre 2009

Brittany Murphy


Che è morta già lo sapete probabilmente, ne han parlato tanti siti del "giro". A me piaceva, anche se non era particolarmente brava, o particolarmente bella, piccoletta e con quel sorriso storto e gli occhi enormi. Epperò forse proprio per quello, meritava di essere vista.

sabato 19 dicembre 2009

Libro Game Creator - patch "Thank God it's Christmas"

Natale arriva e babbo natalizio porta tanta giuoia e felicità a tutti, compresi i pochi eroi che ancora intessono storie interattive, a bivi, libri game e cosucce del genere.

Nel nostro caso ha lasciato sotto l'albero la nuova versione del software per scrivere libri gioco, sponsorizzato come sempre da quei mattacchioni di Librogame's Land, trasferitisi da poco nel nuovo sito, http://www.librogame.net.

Questa patch, la 1.3.1, dall'innovativo nome "Thank God it's Christhmas" (che indica il mio desiderio che arrivino le feste così vado due settimane in ferie!) corregge alcuni bug terrificanti che si annidavano all'interno del codice e introduce qualche piccola modifica. Tutto questo troverà sfogo naturale nella prossima versione che sto sviluppando, con una nuova interfaccia e nuove funzioni.

Al solito il programma lo potete scaricare dal sito: http://lgc.altervista.org

Versione 1.3.1 build 10 - 15/12/2009
Patch name - Thank God It's Christmas
- [BUG] impossibile fare copia/incolla
- [BUG] quando si crea un libro nuovo il font usato è arial 10 e non quello scelto per default
- [BUG] il libro, nel caso di shuffle in presenza di buchi tra i paragrafi, non veniva ripristinato correttamente
- [BUG] solo se selezionato qualcosa allora copia attivo
- [BUG] solo se c'è in clipboard allora incolla attivo
- aggiunta l'opzione nello shuffle per spostare blocchi di paragrafi
- aggiunta opzione elimina selezionati dal menu contestuale delle liste paragrafi
- aggiunta opzione seleziona tutti dal menu contestuale delle liste paragrafi
- eliminati artifici grafici nelle form e nel menù
- eliminata splash form sostituita con un unica progress bar
- sostituito nel menù principale "Chiudi" con "Nuovo"
- varie modifiche alla gestione interna del movimento tra paragrafi

venerdì 11 dicembre 2009

Scrittori emergenti a confronto

Perdonatelo, è un post semplice, che era in attesa da tempo.
Un "confronto" tra le immagini di alcuni esordienti, emergenti, scrittori in erba, o come li volete definire, dei quali ho visto le opere esposte a Lucca Comics and Games di quest'anno.

Uno non lo conosco, ma aveva un sistema di marketing tutto suo che potrebbe aver fatto faville.
Proponeva il suo "romanzo primitivo", "il più allegro il più trasgressivo il più sexy del mondo", un romanzo che "dinamizza la tua personalità!" e concludeva dicendo "se non ci credi, peggio per te!". Insomma, seduzione e minaccia. Irresistibile.


L'altro è un nome ormai noto a noi dell'andergraund, noi che si cerca di emergere, e ce lo ritroviamo perfino sulle riviste di scrittura! Il buon Simone era presente a Lucca nello stand della Delos, presentato suo malgrado senza un marketing efficace come il precedente, ma sicuramente più sobrio e classico.


Non so come siano andate le cose a questi emergenti, ma era un ricordo di Lucca Comics che mi piaceva condividere con chi passa per di qua.

E ammetto che, camminando sotto l'arcata di una delle passeggiate, sulle mura di Lucca, e vedendo il primo di questi due "emergenti", ho sorriso pensando che in un certo senso, distribuendo ebook a destra e manca, su pagine web fatte da ad hoc, un po', magari tecnologicamente evoluto, ma al tipo col carretto ci assomiglio un sacco.

mercoledì 9 dicembre 2009

Baltimore il tenace soldatino di stagno e il vampiro di Christopher Golden e Mike Mignola


Baltimore il tenace soldatino
di stagno e il vampiro
Christopher Golden e Mike Mignola
Mondadori, 2009
293 pag.
ISBN: 9788804589235
Prima guerra mondiale. Henry Baltimore è l’ultimo sopravvissuto del suo plotone, sterminato da una forza misteriosa, ancestrale e demoniaca: vampiri. Mutilato di una gamba e nell’orgoglio, inizia così a covare vendetta e a dare la caccia ai succhiasangue. Ma per poter aver successo e uccidere quel maledetto vampiro che l'ha ferito a morte, chiama a sé tre amici: un marinaio, un soldato e un chirurgo, tutti e tre esperti involontari del sovrannaturale.

Sono in astinenza da Mike Mignola. Quest'anno a Lucca Comics non ho trovato nessun nuovo Hellboy (o relative appendici come il BRPD) e nemmeno il tanto atteso secondo viaggio nell'America pulp con il vigilante Lobster "la chela" Johnson.
Resistere a un libro dove alla narrazione a quattro mani con Christopher Golden si affiancano i riquadri densi dei suoi tipici disegni, era impossibile.

Così ho passato alcuni giorni davvero intensi con Lord Baltimore e la sua guerra, quella sul fronte e quella personale contro il vampiro. Lunghi giorni e (s)piacevoli notti con i suoi tre amici, ognuno destinato a raccontare due storie, una su come ha visto entrare il Male nella propria vita e una sul proprio rapporto con Baltimore.
Una storia fatta di storie, quindi, costruite alternando con perizia narrazione in prima e terza persona, con tre protagonisti che parlando di sé tracciano le linee di un mondo perfettamente aderente al tratto caratteristico di Mignola. Quello dove si svolgono l'assedio della pestilenza e la lotta tra il "soldatino di stagno" e il suo avversario non morto, è infatti un mondo fatto di sprazzi luminosi che nascondono tenebre profonde e insondabili, dove creature sghembe ciondolano pericolose sulle strade di città abbandonate e mostri nati da leggende antiche risorgono per nutrirsi della vita degli uomini.
La storia di questo conflitto ci viene raccontata attraverso l'incastro di memorie, in guisa di scatole cinesi, trasformando un romanzo in una specie di antologia, che sfrutta immagini classiche del gotico (il vampiro in primis, ma anche il burattino, i demoni, il mostro lacustre) per rafforzare il filo conduttore del romanzo, la lotta dell'uomo contro il Male.

Vivisezionando il libro, ora che è ancora vivo e caldo nella mia mente, ho giudizi diversi per i tre tranci che ne rimangono. Una buona parte del romanzo è costituita dalle storie del marinaio, del soldato e del chirurgo, ed è il pezzo migliore, gustoso e affascinante, con i suoi paesi abbandonati e maledetti, le sue creature mostruose e l'intreccio con il misterioso eroe/giustiziere nel quale si va trasformando Lord Baltimore.
Poi viene il tempo del diario di quest'ultimo, e ancora le vicende soddisfano il palato, pur iniziando a spargere un afrore di stantio, che rallenta la lettura.
Purtroppo il trancio finale non rende giustizia a quanto scritto fino a quel punto, con un "duello" che vede da una parte il vampiro e un pittore suo seguace e dall'altro Baltimore e i suoi compagni, in una scena molto stokeriana.
Ma tutto si risolve tra inutili lungaggini action, che non regalano nessun brivido a quel punto della storia, e un pugno di righe finali, il cui senso può essere condiviso o meno (ma non raccontato che si finirebbe nello spoiler) ma davvero risulta troppo compresso.
E se questo non fosse sufficiente ad annoiare prima e sbalordire negativamente, ci pensano i disegni di Mignola, che sembra essersi stancato di inventare, durante la stesura del libro, e risolve il tutto con una sequela di teschi da diverse angolature e altre amenità tutte troppo simili.

Un brutto libro quindi?
No, di certo. Baltimore - il tenace soldatino di stagno e il vampiro è un romanzo non originale nei temi e nelle figure di eroi e antagonisti ma comunque appassionante e visivo, con due ottimi autori dei quali speriamo di leggere altri lavori, magari curati davvero fino all'ultima pagina.

domenica 6 dicembre 2009

Manuale per sopravvivere agli zombi di Max Brooks

manuale per sopravvivere agli zombi max brooks
Manuale per sopravvivere agli zombi
Max Brooks
Einaudi, 2006
328 pag.
ISBN: 8806175181
Parlare oggi di questo manuale, che tutti definiscono un lavoro preparatorio al più esteso e fantasioso World War Z (che ho recensito un anno fa, qui), potrebbe sembrare superfluo e probabilmente lo è. Ma visto che questo libro me lo son letto tutto, parti noiose e parti eccitanti, liste di armi e diari di assalti degli zombi, e ci ho fatto pure qualche pensierino, la recensione ve la beccate comunque.

Intanto, per togliere ogni dubbio a chi vorrebbe comprarlo, questo è un manuale. Cioè sì, lo so che c'è scritto bene in grande sulla copertina ma magari potreste pensare che è un pretesto curioso per spacciare un romanzo horror.
No.
C'è scritto manuale, sarà un manuale, okay?
Bene.
Quindi non ci si può aspettare narrazione da un manuale, personaggi, ambientazioni, non parliamo di dialoghi o approfondimento psicologico.
Parliamo di spunti.
A prescindere dall'ovvia necessita che spinge una persona a leggere un certo manuale, quanti spunti possono nascere da un bel libro, mettiamo, di falegnameria? Così come dall'osservare un maestro che lavora un pezzo di abete trasformandolo nella bella copia della vostra libreria IKEA, direi che si impara molto.
Questo è il primo. Il primo pensiero, la prima parola che assocerei a questo manuale, del quale effettivamente non ho ancora iniziato a parlare. Spunti.

Torniamo indietro.
Max Brooks, in questo volume, analizza in maniera scientifica e precisa non il fenomeno zombi in sé, quanto l'atto di sopravvivere ai diversi livelli di invasione che potremmo avere (o che già abbiamo avuto in passato, a suo dire). Quindi armi, protezioni, rifugi, ma anche mezzi di trasporto, sopravvivenza e tecniche di massacro dei noiosi non morti che cingono d'assedio la vostra casa iper attrezzata.
A questa parte tecnica, che occupa la buona parte del libro, l'autore fa seguire un elenco a dir poco nutrito di casi reali, documentati con date e nomi, spesso così ben scritti da spingere il lettore, anche chi ha un livello inesistente di sospensione dell'incredulità, a chiedersi se davvero qualcosa di simile non sia già accaduto.

Torniamo avanti.
Cosa spinge a leggere un libro del genere? Principalmente la curiosità, che però scema ben presto stemperata dal ripetersi di argomenti quali "la katana è meglio del fioretto" o "qual'è la durezza della scatola cranica umana". A questo primo rapporto con il manuale segue però un fattore di comprensione più profonda di quanto si sta leggendo. E allora ci si può trovare la critica non celata alla società umana, in generale, e a quella americana. Può essere una prima avvisaglia che nel libro c'è dell'altro, ben oltre gli elenchi di approvvigionamenti e di tipi di terreno.
Il complotto, la paranoia, i governi che tengono segreto tutto fino all'ultimo, la natura umana che condanna sé stessa, anche all'interno del recinto fortificato che avete esteso ed eletto a insormontabile barriera per il Male che contamina il mondo.
Senza nulla togliere all'utilità di sapere quale fucile sia più leggero o efficace nel penetrare un cranio, o che mezzo sia meglio scegliere per superare una zona popolata da infetti bavosi.

Si diceva, infatti, degli spunti. Brooks pesca a piene mani nell'immaginario collettivo che la figura dello zombi si trascina dietro da sempre, amplificata da libri e saghe cinematografiche, e come lo stesso personaggio sembra destinata talvolta a scomparire per poi risorgere inarrestabile. E se la contaminazione non bastasse l'autore tenta ogni variante, lasciandosi andare nel settimo capitolo, dove molti dei casi "veri", raccontati da testimonianze, diari e leggende, potrebbero essere delle buone trame per nuove storie a sfondo zombesco.
I vichinghi divorati nei fiordi antichi, il forte nel deserto della legione straniera, gli attacchi agli esploratori di ogni parte del mondo,... gli zombi sono ovunque, gli avvertimenti sono chiari, non resta che attrezzarsi a dovere e attendere, perché la guerra inizierà, forse è già alle porte.

E solo se avete letto il manuale, come dice in conclusione Brooks, questa sarà una guerra per la quale adesso siete pronti.

venerdì 4 dicembre 2009

Le statistiche dello sciamano!

the shamanE siamo quasi alla fine. Poche intense settimane e anche questo passo verso l'apocalittico 2012 sarà concluso, proiettandoci in un nuovo anno pieno di giuoia, denari e serial televisivi con T'Pol (per la gioia di El), insetti giganti mutanti assassini zombie (per la gioia di Alex) e vampiri flaccidi per la gioia del restante 99% della popolazione.

Il qui presente blog, nell'anno quasi passato, ha fatto con gioia del sottoscritto un piccolo balzo di popolarità, salendo dalle 8/9 visite giornaliere a quasi un centinaio, e raccogliendosi attorno un piccolo gruppetto di aficionados (soprattutto da quando ho messo Lamù nuda, parlato di armi e parlato male del nuovo libro della Strazzulla, lo so).

Ma la domanda, da buon padrone di casa, rimane sempre la stessa: da dove arrivano e cosa cercano, gli altri visitatori? Tolti gli affezionati di cui sopra, che leggono Shamanic Journey ormai ogni giorno, gli altri, quelli che digitano sequenze pseudo casuali in google piuttosto che lavorare, come mai arrivano proprio qui, cliccando su "mi sento fortunato"?

Andiamo a scoprirlo...

Dopo sei mesi di attività monitorata da Google Analytics, che devo dire è davvero un ottimo strumento, semplice e con tanti dati per l'ossessivo compulsivo che c'è in ogni blogger, ho redatto un reportino (da buon ingegnere) analizzandolo con il mio SKA (che con qualche calcio funziona a dovere... quasi sempre...).
Divido quindi il risultato tra la parte "seria" e quella diciamo di "ironica analisi sociale"...

Gli argomenti più interessanti per il grande pubblico sono risultati essere, in ordine di hitssss:
1° - Il libro della Strazzulla, La strada che scende nell'ombra (del quale criticavo la quarta di copertina senza averlo letto, qui)

2° - La serie TV Damages (recensita qui e qua)

3° - La grammatica della fantasia (recensito qui)

4° - Bad Prisma, antologia horror italiana (recensita in questo post)

Le domande o gli argomenti che interessano a pochi ma incuriosiscono parecchio, alle quali dare una risposta potrebbe far schizzare gli accessi al blog sono:
- c'è un mutante sotto forma di donna e deve riprodursi con qualcuno per ritornare alla sua forma normale che film, iniziamo subito con una chicca che rigiro alla combriccola di sfegatati del fanta horror. Alex, Elgraeco, Silente... che caspita di film è?

- 5 giugno 2010 come sara la luna, una domanda semplice, basta rivolgersi alle fonti giuste...

- lasciami entrare figa, ovviamente è un complimento di rara capacità tecnica al film horror Lasciami entrare... oppure il titolo di un manuale su come rimorchiare con gentilezza...

- death note delle emmoroidi, spettacolare, qualcuno è d'accordo con me sugli effetti di questo celebre e disastrosamente noioso fumetto giapponese

- simone corà morosa, già pervenuto sul suo blog, anche qua arrivano cercando informazioni del perché e del per come una gentil donzella dovrebbe accoppiarsi con lui. Contattiamo Giacobbo per una puntata speciale di Voyager?

- cosa e acer game zone ma sopratutto e gratis? ... ci stava pure una supercazzola a 'sto punto e proprio non so rispondere... e comunque sopratutto si scrive con due t!

- cortexiphlan, non esiste, non lo chiedete in farmacia, non ne ho più... e non cercate di accendere quegli interruttori con la forza della mente! (cfr. Fringe)

- cast perseguitata spirito parapsicologia, sicuramente cercava un film... Halloween II? Evil Dead? Mah... una che viene perseguitata dallo spirito di una parapsicologa morta che dall'aldilà torna per dimostrare che aveva ragione?

- chi legge caravan bonelli, ora come ora direi nessuno, viste le recensioni dei primi terrificanti numeri...

- ci sono immagini con persone che rappresentano l autunno, non è di facile interpretazione... immagini autunnali o addirittura persone che rappresentano l'autunno? Qualcuno lo può aiutare (in ogni senso...)?

- 666 bokscreem porno, non ho l'isbn ma potrebbe essere un libro interessante...


E per finire alcune domande molto precise sulla mia città!

- come diventare ricchi a trieste, cazzo ma se lo sapevo stavo a perdere il tempo scrivendo su un blog? Sicuramente non facendo il programmatore, ecco, un consiglio te l'ho dato...

- cosa sono osmize, be' indubbiamente ne ho parlato in giro ed è giusto rispondere al mio lettore. Riportando quanto spiegato qua: Termine carsolino derivante da osem, "otto" in sloveno. Otto infatti sono originariamente i giorni di apertura dell'Osmiza, luogo in cui si possono gustare vini locali (come il refosco/terrano e la malvasia) e affettati di produzione casalinga. L'Osmiza tipicamente si trova situata sul carso triestino e sloveno, almeno così si credeva finchè non sono state trovate nel cuore della città vecchia tracce di un'Osmiza risalenti all'ottobre 2005.

- com'è il caffè gocciato, eheh... tipico qua dei muloni del borgo cos te vol ciò, el gocciato se lo bevi solo in 'sta moniga de città in tel cul dell'Italia... comunque no xè difficile eh, un nero e poca schiuma, meno de un capo ecco...

- ci sono negozi di action figure a trieste? ma certo che sì! Fantasylandia, l'altro negozio della catena Games Academy, ma non girate mai per il centro?

- consigli a un giovane scrittore, leggere un altro blog? Passare meno tempo a cercare consigli su internet e più a scrivere? Smettere e diventare idraulico che fa fare tanti più soldi e gloria?



E a risentirci nel 2010 con la prossima puntata delle statistiche dello sciamano!

giovedì 3 dicembre 2009

Nightmare Armor Studios

Chi di voi non ha mai desiderato poter indossare una power suite, una tuta potenziata, un esoscheletro in lega kevlar-adamantio luccicante e resistente grazie al classico e sempre cool bagno in titanio, per andare in giro la sera?

Bene, i vostri desideri possono ora diventare realtà, grazie all'infaticabile lavoro di un team di artisti che crea questo tipo di hot stuffs, ovviamente (purtroppo) solo riproduzioni della tecnologia che tutti vorremmo, ma fanno sicuramente il loro effetto!

I ragazzi del Nightmare Armor Studios hanno già un portfolio piuttosto esteso, diviso tra armature, armi e anche una moto!

Se volete ordinare qualcosa questo è il loro sito ufficiale!

mercoledì 2 dicembre 2009

La morte ci sfida di Joe R. Lansdale

la morte ci sfida di joe r. lansdale
La morte ci sfida
Joe R. Lansdale
2008, Fanucci, Tif extra
192 pag, brossura
ISBN: 9788834714188
Era tanto che non leggevo qualcosa di Joe R. Lansdale. Così, dopo tanto peregrinare per pagine altrui, sono tornato a un suo libro, come si torna da un vecchio amico, per sentirsi raccontare le ultime del paese, in questo caso della cittadina di Mud Creek.
Perché è proprio lì che si reca il reverendo Jebidiah Mercer, armato di whiskey, una pistola calibro .36 e i resti sbrindellati della sua fede, chiamato in quel buco polveroso del vecchio west da incubi orribili su una misteriosa cosa-ragno.

Purtroppo le cose che vanno male a Mud Creek sono tante e per noi lettori gli zombie sono davvero l'ultimo dei problemi.
Innanzitutto c'è il confronto (durissimo) tra questo romanzo e il resto del lavoro di Lansdale, che ultimamente viene pubblicato e ripubblicato, tanto da riempire interi scaffali delle librerie. La morte ci sfida è, secondo lo stesso autore, un libro che non contiene grandi riflessioni, ma un passatempo simile ai vecchi film dell'orrore, trasmessi a sera tardi alla televisione. E questa mancanza di riflessioni, soprattutto se si è abituati all'ironia tagliente, alle ambientazioni ricche e dense e alle storie folgoranti di Hap e Leonard o del Drive In, per citare le più conosciute, si avverte dalla prima all'ultima pagina.

La prima parte del romanzo è costituita da un susseguirsi di stralci, tratti da eventi che accadono attorno alla città. Tanto fulminei quanto inconsistenti, sono accenni a quello che il lettore dovrebbe vedere, o almeno intuire, cosa che ovviamente non riesce a fare, derubato da qualsiasi accenno sensoriale che lo aiuti nel compito.
Poi viene spiegato l'evento alla base di tutto l'orrore che si cela a Mud Creek e in poche pagine ci si trova nel bel mezzo di una invasione zombesca.
In tutto il libro, è giusto dirlo, ci sono sicuramente scene a effetto (e che conquistano sopratutto se si è appassionati di un certo tipo di storie e film). La "resurrezione" dello scheletro/zombie nel laboratorio medico, ad esempio, riesce a farci sentire il ticchettare delle ossa che si cercano per riattaccarsi e porta subito alla mente creature come gli scheletri ambulanti de L'armata delle tenebre.
Ma episodi come questo sono davvero pochi, in una storia spalmata su 200 pagine solo grazie a un uso forsennato di spaziature, paragrafi microscopici e font giganteschi, che amplificano visivamente il poco scritto che c'è.
E in un racconto di queste dimensioni quelli che soffrono di più (persino prima di venir, a volte, mangiati vivi) sono i personaggi, che Lansdale abbozza, promettendo più di quanto mantenga.
Il reverendo ha dubbi e incubi, dovuti a un certo rapporto incestuoso, beve e spara come un bounty killer, ma non tentenna, né se si tratta di uccidere, né di ritrovare improvvisamente tutta la sua fede.
La donna che lo tenta è bellissima, ironica e nella scena del pic-nic dimostra di avere le potenzialità per giocare con Jeb e rendergli difficile il mantenere la castità cattolica, ma tutto questo rimane solo una speranza nell'aria della prateria.

Spesso poi sembra che Lansdale ci abbia messo di tutto, in questo minestrone western horror, dalle storie di zombie alla sua passione per i dilemmi a sfondo razziale, dalla società del suo Texas ai pseudobiblia lovecraftiani (che butta lì in blocco, facendo fare al medico, che possiede "per caso" Necronomicon, Culti proibiti, I misteri del verme e altro ancora, la figura del cultista), senza dare lo spazio a nulla di tutto questo per emergere e possedere davvero il lettore.

E dopo tutte queste note negative, cosa rimane?
C'è poco da fare, tra le mani ci rimane sempre un libro di Lansdale, con i tratti caratteristici di quelli che saranno i suoi lavori migliori, che presenta una storia leggera (deturpata purtroppo anche da una traduzione pressappochista, con ripetizioni noiosissime) che si può consumare tutta d'un fiato, come un sorso rovente di bruciabudella.