Non ci avevo fatto caso fino al momento di scrivere il titolo del post.Effettivamente il racconto che ho deciso di rendere disponibile in formato ebook è invernale, adeguato alla stagione.
Comunque... prendetelo come un regalo per questa fine d'anno, con la promessa che il prossimo anno ne scriverò altri (e di migliori!).
Il padre delle ombre risale a un anno fa circa, nato per il concorso Quintus Litterarum Hibernus Agon del sito La Settima Torre, dove ha conquistato il premio della giuria, segno che qualcosa di buono ce l'aveva, già nella sua prima versione.
Nel tempo l'ho modificato, soprattutto nella forma, e spero anche migliorato nello stile, che rimane comunque un esempio della mia passione per gli aggettivi e le descrizioni ridondanti.
Rileggendolo mi sono reso conto che c'era molto altro dietro da poter raccontare, e che sembra più uno sguardo su un altro mondo, dove sono accadute e accadranno altre cose interessanti. Magari prima o poi racconterò pure quelle.
La forma dell'ebook è nata dall'intenzione di dividere il racconto secondo alcuni aspetti, che trovavo evidenti nelle sue varie parti, attribuendo a queste un simbolo. Ho scelto di usare gli esagrammi del libro dei mutamenti cinesi, l'I Ching, parte di alcuni dei miei interessi collaterali e sufficientemente oggettivi da essere adatti allo scopo.
Un ringraziamento intanto a chi l'ha già letto e commentato altrove e soprattutto a Val, nostra Regina dei corti (appellativo con il quale ormai viene acclamata nell'intera blogsfera e oltre) che l'ha spulciato da d eufoniche e rimpolpato di accenti mancanti.
A voi, fedeli lettori.
«Cade la neve» osservò l’uomo, e la piccola platea di volti incantati in attesa annuì. «Cade la neve», ripeté, facendo scorrere lo sguardo sugli occhi attenti dei bambini «scende oggi dal cielo come faceva secoli fa, quando questo villaggio ancora non esisteva, le montagne parlavano agli uomini e nelle valli bagnate dal fiume rosso si abbeveravano i cavalli dei samurai».
Quell’ultima parola provocò un brivido di gioia nei piccoli astanti. Quella che veniva loro svolta davanti, come una stola di seta purpurea, non era solo una storia, era una storia di samurai! Avrebbero ammirato e ascoltato con eguale attenzione le gesta del poeta di Go-Rhu e nulla li avrebbe distolti dall’udire la conclusione di una delle mille avventure dei cacciatori che abitavano quella valle in passato. Ma tutto questo veniva messo in ombra dalla possibilità di ascoltare una nuova storia dei guerrieri armati di spada. Il vecchio, ormai lo sapevano, ne raccontava poche. Come i dolci più buoni venivano servite solo in occasioni speciali e ora loro si recavano come commensali affamati a quel lauto banchetto. L’uomo era il più anziano del loro villaggio, probabilmente di tutti i dei villaggi vicini, e si accoccolava sulla sua sedia a raccontare ogni prima domenica del mese, così come aveva fatto il vecchio che era venuto prima di lui e che ora riposava nel piccolo cimitero, prima del bosco a nord.
«Cadeva la neve» ricominciò, catturando gli occhi con gli occhi «e il samurai si avviava con passo greve verso il limitare della foresta...»
...continua
Quell’ultima parola provocò un brivido di gioia nei piccoli astanti. Quella che veniva loro svolta davanti, come una stola di seta purpurea, non era solo una storia, era una storia di samurai! Avrebbero ammirato e ascoltato con eguale attenzione le gesta del poeta di Go-Rhu e nulla li avrebbe distolti dall’udire la conclusione di una delle mille avventure dei cacciatori che abitavano quella valle in passato. Ma tutto questo veniva messo in ombra dalla possibilità di ascoltare una nuova storia dei guerrieri armati di spada. Il vecchio, ormai lo sapevano, ne raccontava poche. Come i dolci più buoni venivano servite solo in occasioni speciali e ora loro si recavano come commensali affamati a quel lauto banchetto. L’uomo era il più anziano del loro villaggio, probabilmente di tutti i dei villaggi vicini, e si accoccolava sulla sua sedia a raccontare ogni prima domenica del mese, così come aveva fatto il vecchio che era venuto prima di lui e che ora riposava nel piccolo cimitero, prima del bosco a nord.
«Cadeva la neve» ricominciò, catturando gli occhi con gli occhi «e il samurai si avviava con passo greve verso il limitare della foresta...»
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