venerdì 31 luglio 2009

Damages (seconda serie)

damages seconda serie
Damages
Seconda serie

Damages, Patty Hewes / Glenn Close (The Shield) e Ellen Parson / Rose Byrne (Maria Antoniette, Sunshine, 28 settimane dopo) tornano con le loro intricate vicende fatte di complessi tradimenti e sanguinose vendette. In questa seconda serie i creatori di Damages, Todd A. Kessler, Glenn Kessler e Daniel Zelman hanno applicato la regola moltiplicativa dei sequel, sperando di riuscire a fare, se non meglio, almeno di più. Più intrighi, più morti, più tradimenti, tutto stratificato a più livelli.
Il secondo filone narrativo riprende esattamente da dove eravamo rimasti. Ellen, convinta che Patty abbia cercato di farla uccidere, è decisa a vendicarsi e per farlo decide di sfruttare l'FBI, che intende raccogliere prove su comportamenti fraudolenti della Hewes. Ellen diventa allora un informatore per l'agenzia governativa (ma nemmeno lì le cose non sono tutte come sembrano) e dovrà costringere Patty ad accettare un caso-trappola.
Ma se Ellen, tra il ruolo di informatrice vendicativa e le sessioni di terapia di gruppo, per curarsi dal trauma causato dall'omicidio del fidanzato, ha i suoi problemi, anche la sua nemica Patty ha una bella gatta da pelare, come si dice negli ambienti giuridici. L'amico, ex fiamma e tossicologo Daniel Purcell / William Hurt (L'incredibile Hulk, The Good Sheperd) ha subito una perdita dolorosissima, l'omicidio della moglie, che potrebbe però essere collegato a certi rapporti sulle produzioni chimiche dell'Ultima National Resources, per la quale Purcell lavorava.
E nel mezzo di questi nuovi complessi problemi agiscono figure nuove, come l'avvocato Marcia Gay Harden (The Mist, Into the Wild) e vecchie conoscenze, dal rinato Arthur Frobisher / Ted Danson all'immagine del defunto Ray Fiske / Zeljko Ivanek (True Blood).

Ecco quindi il poco della trama che si può raccontare senza dover mettere un grosso cartello SPOILER all'inizio del post. E dopo aver parlato del cosa, veniamo al come (il quando era all'inizio e il perché lo sapete voi che lo guardate).
Com'è questa seconda serie di Damages? Sicuramente non al livello della prima.
L'incastrarsi dei vari tradimenti, che ognuno in quel telefilm progetta, da Patty all'ultimo porta lettere dell'ufficio legale, rende ogni episodio complicato, tanto che sembra essere necessario prendere appunti per seguire le versioni che ognuno da dei fatti.
Perché tutti, in Damages, mentono. E quando tutti mentono, consapevolmente, per fini buoni, cattivi, per salvarsi le chiappe, per salvarle a qualcun altro, per vendicarsi, per paura della verità, la storia in pratica scompare. Gli eventi scompaiono. Le trame vengono diluite, e inframmezzate da flash forward e flash back, arricchiti sicuramente da una fotografia sopra la media, che però non riesce a togliere alla vicenda un non so ché di posticcio.
Gli stessi protagonisti sembrano molto meno reali che nella prima serie. Patty è sensibile a certi eventi mentre ad altri passa oltre senza batter ciglio, finché non sembra diventare utile allo svolgersi della sceneggiatura. Ellen è ormai una sorta di dark lady vendicativa, che però arretra quando deve soddisfare i propri bisogni, rimanendo alla fine la "buona", manipolata da tutto e da tutti, fino all'improbabile twist finale.

rose byrne damagesLa sensuale Rose Byrne

Molto della serie gira attorno agli scontri tra Patty ed Elen, composti però troppo spesso da lunghi silenzi e sguardi di sfida. Entrambe mentono, entrambe sanno che l'altra mente, si guardano per decine di secondi senza dirsi nulla. Poi la vicenda riprende.
Chi se la ride ed emerge, anche rispetto alla comunque buona prova di Glenn Close, sono Ted Danson e Zeljko Ivanek. Il primo ancora nei panni di Arthur Frobisher, vivo per miracolo, subisce una conversione letteralmente mistica, dandosi allo studio delle discipline orientali con tanto di maestro indiano e koan zen. Il secondo, che interpreta l'avvocato Ray Fiske ormai passato a miglior vita, tormenta Patty con le visioni della sua colpa, ammiccando viscidamente in un'altra sua buona interpretazione (Zeljko Ivanek è un ottimo caratterista visto recentemente in True Blood, ma anche in Heroes, Homicide, Dr. House, CSI e perfino Millennium e X-Files).

glenn close damagesGlenn Close, la perfida Patty Hewes


Davanti a tutto questo caos lo spettatore fa l'unica cosa che gli rimane. Si annoia, guarda, segue qualche bel dialogo, poi torna ad annoiarsi.
Le cose ovvie in Damages sono proprio come uno aveva capito che erano (ovvie) e non costituiranno colpi di scena.
Gli unici che colpiranno saranno talmente complicati da risultare ormai inutili.
Chi guardava starà già sonnecchiando.

giovedì 30 luglio 2009

L'uomo a rovescio di Fred Vargas

fred vargas uomo a rovescio
L'uomo a rovescio
Fred Vargas
Einaudi - Stile libero big, 2006
330 pag., brossura, 15.50€
ISBN 9788806156879

Nel giallo le angolature permesse al lettore sono sempre molteplici: si può stare alle spalle dell'assassino o nella mente dell'uomo o della donna che lo inseguono, sporcarsi nel sangue delle sue vittime oppure rimanere indifferenti sul ciglio della strada, osservando le conseguenze delle azioni di chi uccide e di chi insegue.
Fred Vargas mantiene un personale punto di vista, stretto come una coperta ai personaggi che dipinge, meticolosamente, su uno sfondo di montagne fredde, ovili lerci e leggende contadine. E per compiere questa disamina chirurgica, riuscendo a esporre le viscere emotive di protagonisti e comprimari, usa principalmente l'arma, affilata dall'esperienza, del dialogo.
Attraverso le lunghe chiacchierate, spesso confronti uno a uno, nei quali s'insinuano terze e quarte voci solo per porre freno a uno dei contendenti o calcare la mano su certi concetti, la scrittrice francese ci conduce nella loro anima, ci mostra le paure e le consunzioni, ma anche le capacità nascoste, la forza, e, spesso, l'innata simpatia di persone che sono semplicemente ciò che sono. Perché alla fine noi li conosciamo, sappiamo che il Guarda è di guardia e se noi possiamo dimenticarcene, perché la storia punta il suo sguardo altrove, lo facciamo con la sicurezza di chi sa di avere le spalle coperte. Come Soliman davanti ai giovinastri che lo vorrebbero picchiare, o come il commissario Adamsberg, che gliene deve una, al contadino silenzioso che gli salva la vita.

"Martedì ci furono quattro pecore sgozzate a Ventebrune, nelle Alpi. E giovedì nove a Pierrefort. I lupi, - disse un vecchio. - Scendono a valle."
Ma è davvero un lupo che uccide tra le montagne del Mercantour? Mentre le superstizioni e le leggende cominciano a girare, un sospetto si diffonde: non è una bestia, potrebbe essere un lupo mannaro. Quando Suzanne viene ritrovata sgozzata, il dubbio diviene certezza. Una nuova inchiesta per lo stralunato Adamsberg e il suo vice, il coltissimo e iperrazionalista Danglard.

Nella trama del romanzo c'è già un accenno della divisione che l'autrice fa della vicenda, evidenziando quello che è uno dei pochi difetti del libro. C'è un lungo, lento incipit, che mostra Camille e Lawrence, che presenta i lupi e il villaggio, le montagne e i suoi abitanti.
Poi, nel giro di poche pagine, la vicenda cambia registro, con lo strappo da quella realtà, l'ascendere alla cima della montagna. Diventa quindi chiaro che tutto il resto è rimasto inutile alle spalle, mentre il cuore della vicenda è il viaggio, la convivenza nel furgone per le pecore di Camille, il Guarda e Soliman.
Infine la comparsa sulla scena del commissario Adamsberg, protagonista ritardatario, che occhieggia la vicenda da lontano, finché non ne viene chiamato dentro e si rivela risolutorio, nell'ultima e conclusiva sezione del libro.

Il giallo della Vargas non è il percorso di chi colleziona indizi per svelare l'identità del colpevole, è una strana caccia all'uomo, dove i protagonisti rivelano se stessi più di quanto vorrebbero, trovandosi a dover convivere in spazi ristretti, che sono allo stesso tempo limite e rifugio. Soliman che vive nella montagna e s'inventa un'Africa tutta sua, e deve tornare presto (letteralmente) all'ovile, per ritrovare i paletti della propria vita. O Camille, che viaggia per bisogno, con il suo mestiere di compositrice e idraulico, con gli spartiti e il catalogo di materiale da ferramente, Camille che di fronte agli spazi aperti della pianura soffre.
Sono i personaggi il punto di forza del libro, dai protagonisti principali fino al cane Interlock, da quelli che durano per tutta la storia a quelli ai quali viene concessa solo qualche riga, che attraverso il linguaggio studiato con precisione, le interazioni realistiche e le peculiarità caratteriali, rimangono nella mente del lettore, che non li dimenticherà facilmente.

La parte invece più legata al giallo sembra esser stata inserita a forza, per ovviare alla banale alternativa di dar ragione ai sospetti di chi inseguiva il presunto licantropo, che ha i peli dentro ed è glabro esternamente, che bisogna squartare dalla gola alle palle, l'uomo a rovescio.
Per dare corpo alla ragioni dell'assassiono la Vargas intreccia un complesso velo di identità nascoste, che si spiega nell'affastellamento di indizi raccolti nel rapporto finale al commissario Adamsberg, caotico e fastidioso, in quanto interrompe la ormai familiare vita quotidiana di guardie e assassini, di commissari e contadini, di lupi e pecore, del viaggio al quale l'ultima pagina non pone una conclusione, ma solo un rinvio.

lunedì 27 luglio 2009

Lovecraft, oltre la Soglia

beyond_the_treshold

Oggi è il giorno di cambiare argomento.
Sì perché oggi ho richiuso la busta di byte che conteneva il mio piccolo saggio su Lovecraft, e l'ho spedita a chi di dovere.
Solo l'idea di aver scritto un saggio mi fa sentire più fiko.
– Cosa scrivi?
– Ma sì, niente di tale. Un saggio.
– Ma dai! Che fiko!
Sapeste le donne...

Comunque, finito il saggio mi dico, è tempo di tornare a scrivere narrativa!

Però... proprio quando sto lì con l'e-penna in mano e l'e-quaderno davanti, non ti vado a scoprire un giochino lovecraftiano che avevo poco considerato e che invece è scaricabile e completamente free?
E dico io: non lo vogliamo provare?

Scarico il ZIP.
30MB.
Ormai in 30MB non ci sta nemmeno un documento di Word penso, come può starci un intero videogioco?
Poi però vedo l'icona di Indiana Jones and the Fate of Atlantis a cui gioco a tempo perso sul netbook, e mi ricordo dei vecchi tempi.
Quando per giocare un gioco di ruolo bastavano dei dischetti.
Ormai c'è bisogno di un laser a luce blu e un televisore grande quanto la mia ex cameretta solo per vedere il trailer del prossimo Final Fantasy.

Cosa ci sta in 30 MB?
Presto detto, in tutti quei dati ci sta Beyond The Treashold, videogioco punta e clicca, che mi mette nei panni non del solito investigatore (troppo visto!), né di un giornalista in caccia di scoop (noia!) ma di Friedrich Wilhelm von Junzt!

Cioè, capite, von Junzt!

Von Junzt!

Chi è che scuote la testa lì in fondo e si alza e se ne va dal blog?
Non sai chi è von Junzt?
Non ti è mai capitata sotto mano, tra un libro sui vampiri e l'ultimo fantasy il suo Unaussprechlichen Kulten?
Non sai cosa ti sei perso.

Insomma io sono Friedrich Wilhelm von Junzt, celeberrimo autore del tomo maledetto conosciuto come i Culti Innominabili, rinchiuso in una casetta dopo che ho cercato di evocare un Grande Antico e ci sono riuscito. E ora sono mezzo pazzo, incarcerato nella mia fatiscente dimora, assediato da creature d'incubo.
Vedi tu a fare il Cultista...

Il gioco ha una grafica vecchiotta, punta e clicca su un sistema free chiamato Wintermute Engine, con il quale ho scoperto sono stati realizzati una valanga di videogiochi.
La visuale è il cosidetto 2.5D, cioè 3D proiettato sul 2D, la musica non è niente male, con un sottofondo di voci che inducono la follia.
Provare per credere.
Provo, e resisto dieci minuti. Trovo una chiave, una copia del libro, una cassaforte chiusa. Poi inizio a cliccare a cazzo ovunque e il gioco mi elenca una decina di "errore di script" e capisco che è meglio smetterla.

Clicco sulla X, clicco sulla cartella, CANC.

Non sono più Friedrich Wilhelm von Junzt, ed è meglio che torno a scrivere... magari un bel libro sui Cultisti...

I link utili se volete fare due passi oltre la Soglia

- Il link per scaricare Beyond the Treashold.
lovecraft commonplace book- Il sito che raccoglie Beyond the Treashold è Il sito Illuminated Lantern Publishing, dedicato alla interactive fiction. Ci sono vari altri giochi del genere, tra cui un paio ispirati alle opere di Lord Dunsany.
- La pagina di Wikipedia sui Culti Innominabili, fatevi una Cultura da Cultista, una Cultura, o almeno una Cultista!
- Il sito di Wintermute Engine.
- Elenco di giochi fatti con Wintermute Engine.

giovedì 23 luglio 2009

Pazuzu di Danilo Arona

pzuzu danilo arona delos
Pazuzu
di Yon Kasarai (trad. Danilo Arona)
Delos Books
92 pag., 5.90€
ISBN 9788895724188

Non è facile iniziare Pazuzu, l'impatto con lo stile di Yon Kasarai alias Danilo Arona disturba, ponendo il lettore davanti a un affresco misticheggiante, dominato da nomi difficilmente pronunciabili.
Ma leggiamo rapidi la trama e poi passiamo a parlare della storia e del modo in cui è scritta, punto saliente di questo romanzo.

In un tempo lontano, nel desertico regno di Hassan I Sabbah, domina lo spietato e inguardabile tiranno di Hakim, che terrorizza dall'alto del suo castello la pacifica gente delle dune. Un illusorio e precario equilibrio di paura e sottomissione, di colpo infranto dall'arrivo della Madre dell'Oscurità, la cui tenebra dilagante può significare la fine di ogni forma di vita: un potere smisurato e invincibile che l'ambizioso mago Hakim è in grado di sfruttare per i suoi occulti scopi. Ma contro tanta e perversa alleanza ecco levarsi la più impensabile delle alleanze: una giovane sciamana cieca, i minuscoli e timidi Figli delle Stelle e gli improvvisati guerrieri delle sabbie. Una tenzone senza storia fino a quando, dalle viscere della terra, non emerge la creatura più gigantesca e spaventosa dell'universo. L'immenso drago volante di cui nessuno osa pronunciare il nome...

Sicuramente questo romanzo breve non è rappresentativo della serie Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri della Delos.

I draghi sono più simili a simboli divini, creature sovrannaturali dalle forme bestiali, alle quali viene dato un nome leggendario ma riduttivo, sopratutto quando si tratta del drago dei draghi, l'enorme demone Pazuzu.

Non ci sono guerrieri, i componenti delle tribù di Coloro-che-camminano-tra-le-sabbie non percepiscono che una minima frazione di ciò che accade, si muovono in giro cerando di menare le spade contro mostruosità magiche, e alla fine non hanno nessun peso nella storia.

I maghi ci sono, anzi, c'è un mago, un unico essere che padroneggia un artefatto mistico, attraverso il quale manipola parte della stessa realtà.

Di questi presunti protagonisti solo l'immane Pazuzu ha un senso nella vicenda, attraverso il suo conflitto con la Madre dell'Oscurità il mondo stesso viene plasmato e i veri protagonisti si rivelano. La sciamana cieca, i piccoli figli delle stelle, le leggende del tempo passato.
Il libro di Arona non ha nulla a che fare col fantasy che ci si attende in una collana come questa, è un misto di fantascienza e teologia, tratta di poteri magici ed esseri stellari, intessendo una trama che va al di la dei possibili protagonisti umani.

Pazuzu non è di facile lettura, richiede attenzione, e l'editing terrificante della Delos, tra errori d'ortografia, sbagli di font, righe che escono dai bordi, non aiuta. Ma dopo qualche pagina si fa amicizia col ritmo e col vocabolario di quel nuovo mondo e diventa impossibile staccarsi, impossibile rimandare la scoperta di ciò che si cela nel Prisma, tra profezie e divinità demoniache, nello schiudersi di un futuro noto, ma non per questo meno terribile.

martedì 21 luglio 2009

Sconti e compulsività libraria

Dedicato a tutti quelli che vanno a comprarsi da vestire in città o al centro commerciale
e tornano invece con la borsa Feltrinelli o Giunti o FNAC che gratta l'asfalto,
dicendosi "tanto non ne avevo bisogno, è estate, bastano i sandali".

Da qualche settimana a questa parte sono entrato, per varie ragioni, nel regime monetario dell'essenziale, tutto ciò che non serve non si compra. Questo è, ovviamente, facile a dirsi ma molto, molto difficile a farsi, sopratutto quando appartieni alla razza dei book addicted e le copertine hanno su di te l'effetto che le Manolo Blahnik avevano su Carrie Bradshaw o le action figures di Buffy hanno su qualsiasi nerd (e sono pure nerd lo so... Buffy... action figures... le voglio!!!).
In questo stato di cose ieri ho ceduto alla malefica passeggiata al centro commerciale. Non si fa, lo so... ci sono librerie, edicole, negozi di roba elettronica dai quali enormi cartelloni con cosi colorati e pieni di lucine attraggono noi poveri geek, inducendoci a credere che se non abbiamo la nuova versione del tricorder in coordinato con il netbook non siamo nessuno.

E quindi... le librerie.
Succursali dell'inferno, dove pile di volumi freschi di stampa e profumati come brioche ancora calde attendono solo di essere sfogliati. E le copertine colorate (o scure e misteriose se andate pazzi per il dark/noir/gothic) e le tante, nuove storie da scoprire...

L'aspetto in genere meno invitante di questi luoghi - almeno a Trieste - sono le povere commesse, che potrebbero egualmente vendere frutta esotica geneticamente modificata o elementi di ceramica per apparati sanitari, tanto non sanno di cosa parlate, di cosa parlano e per ogni richiesta ricorrono al computer. Se il computer della libreria è guasto o occupato dalla collega che sta chattando su facebook allora qualsiasi libro chiediate vi rimandano allo scaffale laggiù.
Sì, quello dopo i saggi, a destra del reparto new age, ecco, passato il corridoio di fantasy young adults, scavalcate le casse di horror old young, laggiù.
Nessuno sa cosa ci sia veramente laggiù.
Molti clienti non sono mai tornati da quel luogo. Ma quei pochi che hanno rivisto la luce - e la commessa - ci hanno messo così tanto tempo a tornare che qualsiasi edizione cercassero è fuori stampa mi dispiace, provi a vedere tra qualche mese se lo ripubblicano.
Blink.
Sorriso.
Salve, ciao, arrivederci.

Nonostante tutti questi pericoli, essendo anche la libreria del Centro Commerciale Torri d'Europa a Trieste tra i primi negozi che s'incontra sulla propria strada (poco prima dell'Edicola Tentatrice e del Negozio di giochi per computer che non vorresti ma sono troppo belli) ci entro e non riesco mai a raggiungere gli altri negozi, vera meta del viaggio.
Passo davanti alla porta e la mano psichica del dio dei libri mi afferra e mi trascina dentro.

E chi sono io per oppormi?

Fossi un eroe del crepuscolo magari...

Invece...

E cosa è successo ieri? È successo che per lo meno ho deviato dai soliti titoli, dai soliti generi.
Quasi.
Per due terzi.
Sì sì, ho preso roba fantasy okay? Ma roba italiana di gente brava, che imparo che ci sono gli italiani che scrivono bene.
Giusto? Almeno per nemmeno 6€ rischio poco stavolta. E poi c'è Alan D. Altieri, che non ho mai letto.
E per colpa di un certo blogger gelido ho preso un libro di F. Vargas.

Ecco i titoli che mi accingerò a esplorare una volta finito Fragile Things di Gaiman:

More about Ultima luce
More about L'uomo a rovescio
More about Pazuzu

PS - gli sconti del titolo sono ovunque... edizioni TEA 25%, S&K 30%, due per tre, quattro per due, prendi uno paghi nessuno... ovunque!!!

domenica 19 luglio 2009

Damages (prima serie)

glenn close damages
Damages
Prima serie

Damages è una serie televisiva legal-thriller, trasmessa negli USA (dov'è in lavorazione la terza serie di 13 episodi) dal 2007 e dal 2008 anche in Italia, su SKY.
E quando pensi di averle viste tutte e di essere stufo di telefilm a sfondo giuridico, poliziesco e con donne bionde di potere, tirano fuori un gioiellino come Damages, e ti rendi conto di quanto materiale di qualità il serial tv americano riesca ancora a disporre. Non so se è un caso che le uniche serie di questo genere (o insieme di generi) che ritengo davvero interessanti siano appunto dominate da attrici brave, forti e bionde (Glenn Close in Damages, Kathryn Morris in Cold Case e Kyra Sedgwick in The Closer) ma ho visto Damages godendo di ogni singola puntata.

Bastano gli elementi raccolti nei primi minuti dell'episodio pilota per rimanere incollati alla poltrona: una donna sanguinante, che corre per le strade della città, i dialoghi taglienti di Glenn Close/Patty Hewes. E non ci si può più staccare, fino alla fine.
La costruzione della serie, attraverso pochi sapienti rimbalzi temporali con ciò che c'è stato e, più avanti, ciò che sarà, non è nuova nel genere, ma viene dosata con coscienza senza eccedere. Il caso giuridico che sembra far da sfondo a un serial episodico diventa la struttura sulla quale si regge l'intera vicenda, il perno attorno al quale ruotano molti personaggi. Tra avvocati disposti a tutto, poliziotti corrotti, famiglie instabili e rapporti amorosi ossessivi, la storia sarà costellata di cadaveri inaspettati ed è meglio non affezionarsi a nessuno di loro.
Se il personaggio di Patty Hewes rivela da subito molti dei suoi punti forti, tra i quali spiccano l'essere una delle migliori prove dell'attrice Glenn Close ed essere un'affascinante carogna senza alcuno scrupolo, gli altri personaggi invece si trasformano, mutano davanti allo spettatore. Alcuni rivelano la loro vera pelle, alcuni vengono sopraffatti dalla loro stessa misera esistenza, altri, invece, come la pallida alleata e vittima Rose Byrne/Ellen Parsons, sotto la pressione di un gioco tentacolare e spietato rivelano una natura che non sapevano di possedere.

Il fascino della serie si basa proprio su questi punti: poca o nessuna pietà per lo spettatore, che vede venir violentati, picchiati e in certi casi eliminati molti dei protagonisti, mentre a trionfare non è un'asettica e impossibile giustizia, ma una morale ambigua e scivolosa che, da qualsiasi lato la si guardi, riesce a nascondere più di quanto riesca a mostrare.

Il finale della serie è forse la puntata più interessante, dove i vari twist trovano degna conclusione e il ritmo ha un calo sensibile verso l'ultima parte. Ma, volontario o no che sia, quel calo è una discesa che serve a rendere ancora più palpabile l'insieme di rivelazioni finali, non inaspettato, anticipato da segnali distribuiti per l'intera serie, e proprio per questo capace di soddisfare l'appetito dell'osservatore. Chi, come me, già si chiedeva come abbiano fatto a realizzare una seconda serie che fosse degna della prima, e si sistemava comodo e poco speranzoso sulla poltrona, si sarà bloccato ascoltando quegli ultimi dialoghi, le rivelazioni e avrà sorriso a denti stretti a quell'ultima semplice battuta.

Ci vediamo lunedì.

giovedì 16 luglio 2009

Caravan #2


Caravan #2
Sergio Bonelli Editore
98 pp., 2,70€
Brossurato, bianco e nero
Testi: Michele Medda
Disegni: Roberto De Angelis
Copertina: Emiliano Mammucari

Dopo aver scritto la recensione del primo numero di questa nuova mini serie Bonelli, speravo tanto in un bel secondo capitolo. Sento la voce di qualcuno che sussurra che non c'era alcun segno in cielo e in terra che potesse far prevedere un tale cambiamento... ma io ci spero sempre... invece...
Invece quel che c'era di buono nel primo numero - e la voglia di continuare a seguire le vicende degli abitanti di Nest Point - sono stati spazzati via da una storia inutile, noiosa e fastidiosa.
La coralità che doveva essere un cardine della serie si è subito persa, in una narrazione incentrata praticamente sulla sola famiglia Donati e in particolare sul figlio (sì, quello che ha sbagliato clamorosamente l'ultimo tiro in porta della stagione, come nella peggior fiction nostrana). A lui si avvicina un biker drogato che gli rifila un'assurda storia sui retro scena di Easy Rider, rivelandosi alla fine per quello che realmente è, in un ironico parallelo col fumetto, un inutile sparapalle.
Insomma cliché su cliché, dialoghi che definire "già sentiti" è fargli i complimenti, un capitolo inutile che dimostra come già ora gli autori stiano iniziando ad allungare il brodo, per far durare la mini serie i suoi previsti 12 capitoli.

Magari un bell'elettroshock agli autori servirebbe...

martedì 14 luglio 2009

Concorso Send & Pray di Edizioni XII

age of conan barbarian woman

Fa un caldo bestiale.
Non so com'è lì, ma qua mi attacco alla scrivania e ogni spostamento del braccio provoca un plop fastidioso, come staccare una medusa affettuosa.
Nel mentre, nonostante i gabbiani che urlano e cagano sulla terrazza come fossero tutti preda di una misteriosa dissenteria pandemica, tentando di non pensare all'umidità in aumento esponenziale, cerco di districarmi e fare ordine tra le cose da fare, mandare gli ultimi corti a Ultracorti, fatto; chiudere l'editing della Guida del Narratore di Levity, fatto; i fantagrammi per domani, preparati, anche se da lunedì a venerdì le news di videogame fantasy & C sembrano moltiplicarsi, e dire che è quasi Agosto; gli splattergrammi per la settimana, qualcuno c'è, anche se l'horror inizia a scarseggiare (o sembra a me?); iniziare a sistemare il materiale su Lovecraft, cazzo ancora tutto da fare; finire il racconto lungo dark fantasy, da fare da fare, lo so che manca poco ma quell'ultima parte la trovo ostica; decidere cosa farò se mi licenzieranno tra un mese circa... da fare, decisamente da fare.

Insomma, in tutto questo io volevo parlare di Age of Conan, che spara una scommessa con i vecchi giocatori, donando due settimane gratuite per riprovarlo e vista che non so resistere ecco che sto scaricando giga su giga di patch per vedere se l'hanno migliorato, di Dungeons & Dragons Online, che da Agosto diventa gratuito, di EVE Online che è gratuito ma la gente fa le rapine in banca e rivende i soldi finti, di Champions Online, dove fai il super tipo e puoi pure menare altri super tipi, insomma di MMORPG, come il buon vecchio World of Warcraft dal quale sto lontano da circa 8 mesi (e ogni volta che lo dico mi sento uno di quelli al raduno di centro per la disintossicazione, mi manca solo la spilletta).
Ci sarebbe anche un articoletto da buttare giù su Caravan #2, ma tanto dovrei dare ragione a Elvezio e Simone e quindi anche se non riesco a scriverlo pazienza. E anche recensire La Guerra delle Anime, dicendo che è un polpettone ripetitivo, inutile, scontato e furbetto, è inchiostro informatico buttato.

Invece, mentre cerco informazioni e controllo il download delle patch, scopro che Edizioni XII, che adesso conosco meglio, dopo la mi(s)tica festa di Milano (della quale avrei voluto anche parlare ma il tempo è quel che è e ancora non riesco a dormire cinque ore a notte come qualcun'altro), la butta lì come niente fosse e apre un nuovo concorso.
Dico, un altro!
Ho finito oggi di soffrire per scrivere corti cortissimi, venerdì 17 aspetto con ansia la nuova (special) edizione di Minuti Contati e invece di rilassarmi, ZAC, come la mannaia del macellaio ecco che piove dall'alto una nuova competizione.
Dall'inquietante titolo Send & Pray. Che poi mi fa venire in mente Plug & Pray, la storpiatura del Plug & Play di di Windows, ma questo non centra nulla, ovviamente.
Vado a informarmi così vi dico di cosa si tratta...

Concorso a pagamento, testi di massimo 40.000 caratteri, di ogni genere e tipo, scadenza 30 settembre, bando completo qua.

Un altro massacro. Anche se non c'è Leo e non ci sono i gladiatori, già si sente l'odore del sangue. E quel limite, 40.000, sarebbe giusto giusto per Locundra.

Non ho scelta, disinstallo Age of Conan, cancello le bozze di post e mi metto a scrivere...

lunedì 13 luglio 2009

Levity - Guida del Narratore

levity guida del narratore

È disponibile la nuova versione della Guida del Narratore di Levity, il regolamento per Giochi di Ruolo di Roberto Grassi, in una nuova veste grafica, arricchita dalle illustrazioni di Luigi Gonnella, alla quale ho partecipato come curatore dell'editing.

Sul sito ufficiale di Levity è possibile scaricare le tre versioni della guida: puro testo, PDF a colori e PDF in bianco e nero, per ogni possibile esigenza dei Narratori.

Levity 3.0 - Guida del Narratore
Tutto quello che serve al Narratore per sovrapporre lo strato narrativo nelle sessioni di gioco di ruolo con Levity è contenuto in questo volume. Numerose tecniche di narrazione e di gestione del gioco sono spiegate in dettaglio e consentiranno al Narratore di poter gestire senza problemi una partita con la semplicità di gestione che consente Levity.

L'indice della Guida:

Introduzione
- Cosa manca nel manuale base
- Ringraziamenti
- Informazioni
- Dedica
Le essenze di Levity
- La Prima Essenza
- La Seconda Essenza
- La Terza Essenza
levity coverFondamenti di narrazione
- Il Plot
- I Personaggi
- L’ambientazione
- Tecniche di narrazione
- Limiti della narrazione statica
La Narrazione con Levity
- Il Potere di Narrazione
- Il Potere di Decisione
I Ruoli ed i Conflitti
- Il Ruolo del Narratore
- Il Ruolo dei Giocatori
- I Conflitti In-Game
- I Conflitti Out-Of-Game
La costruzione di una storia con Levity
- Costruire "campagne narrative"
- Conosci e gestisci i tuoi giocatori
Un caso di gioco

La guida è scaricabile gratuitamente qui.

martedì 7 luglio 2009

Delizie: pronto il libro di racconti erotici

È disponibile la raccolta di racconti erotici selezionata dalla giuria del concorso Delizie, indetto dal blog Zolfo&Mercurio con Edizioni XII.

Il libro contiene racconti di autori validissimi, destinati a compiere mirabolanti imprese narrative negli anni a venire. A parte la triade di vincitori c'è il sottoscritto, ad esempio, con un breve ma intenso racconto di sottile erotismo orientale, ci sono l'immarcescibile Raffaele Serafini, il buon Simone Corà e altri ancora.

Quindi direi che è ovvio per voi, Fedeli Lettori, l'acquisto del volume alla modica cifra di 8€ circa (che contribuiscono alla gestione del sito Z&M), mediante semplice click sul link di Lulu:



Se proprio non ce la fate a sborsare quella cifra potete sempre ricorrere al PDF gratuito (ma non è la stessa cosa, diciamocelo).

I racconti contenuti nell'antologia sono.

LA SINDROME DI STOCCOLMA - DOXY CLAR (I° clas.)
UN DURO LAVORO - MARCOS (II° clas.)
PROFESSIONISTA - PLUMMER (III° clas.)
MADAME - GIUSEPPE AGNOLETTI
LA MORTE È UNA SIGNORA CHE VA A BRACCETTO COL PREGIUDIZIO - MATTEO MANCINI
L'INSERZIONE - ORIETTA BRASILI
LA CREDENTE E L'ONDA - FABIO BUSIELLO
NUTRIMENTI - RAFFAELE SERAFINI
LA PRIMA - JAY DEMM
LA STORIA E LA CARNE - MATTEO POROPAT
DOLCE CREATURA - LUIGI BRASILI
VIRTÙ FEMMINILE - SIMONE CORÀ
RENDEZ-VOUS - DONA FLOR
OGNI STRAMALEDETTISSIMO GIORNO - RAFFAELE IORIO
LEI È SUA - ZOLFO
MAY LIN - MERCURIO

sabato 4 luglio 2009

Cambio al vertice

Arrivato a casa prima del previsto controllo le statistiche di accesso al blog, e scopro una cosa particolare. Al vertice della classifica di accessi c'è stato un cambio inaspettato, dopo quasi un anno di incessante dominio dei Licantropi.

Ebbene si, la scrittrice di fantasy più giovane del nostro stato, Chiara Strazzulla, ha colpito ancora e, a quanto pare, c'è molto fermento attorno al suo nuovo libro, se arrivano fino al mio piccolo blog per avere qualche informazione.
Il 31% degli accessi nei primi giorni del mese è dedicato a La strada che scende nell'ombra, del quale abbiamo iniziato a parlare qualche post fa.

Non mi rimane che iniziare a postare informazioni sui Licantropi di ogni tipo, sperando che le forze della notte possano sconfiggere le orde di fan scatenati...

Edito prima di partire per la festa di Milano, perché è impossibile non farlo.

1. c'è il primo capitolo del libro, online. Leggetelo e fate le vostre considerazioni.

2. c'è un lungo articolo su Repubblica (questo), che tesse le lodi del libro e dell'autrice. Leggerlo, con quella foto di lei accanto, mi ha dato l'idea di essere davanti a una rappresentazione teatrale, alla quale forse lei nemmeno partecipa. In fin dei conti a 17 anni se ti promettessero soldi e fama, quanti si tirerebbero indietro dicendo "mi rendo conto di non essere all'altezza, ci rivediamo quando miglioro"? Pochi, purtroppo, credo.
Chicche sulle quali soffermarsi a pensare:

[...]è facile per il lettore seguire e sostenere i portatori sani di virtù quali il coraggio, la perseveranza e la fedeltà nell'amicizia, insomma i buoni che saranno anche i vincenti, ne La strada che scende nell'ombra, libro-kolossal della diciottenne Chiara Strazzulla [...] comprendere per chi fare il tifo può provocare il mal di testa.


Si è data al fantasy ignorando playstation e manga (all'opposto di Licia Troisi, i cui libri si nutrono di suggestioni visive)[...]


[...]non stima il collega-ragazzino Christopher Paolini, l'autore di Eragon, "poco curato nella forma", e giudica Harry Potter "divertente ma non da includere nel canone dei grandi libri".[...]


Certo la scrittura, nelle opere della precoce Strazzulla, è levigata e matura,[...]


3. c'è anche che Davide e il Conte ci vanno giù pesante (come potete leggere nei rispettivi blog) e c'è che è difficile (impossibile?) dargli torto. Nessuno può ora tacciarli di essere "recensori preventivi", davanti a cotanto primo capitolo. Una volta, tra Duchi e Gamberette, Elvezi e via dicendo, credevo ci fosse davvero una punta eccessiva di sarcasmo, nel giudicare certi lavori. Poi ho letto Le guerre del mondo Emerso, poi ho letto libri come quello riportato più sotto.
Allora ho capito.

I resoconti erano ogni giorno più foschi.
L’ordine degli Stregoni Neri in Terra dei Demoni preso d’assedio
da creature senza nome che si aggiravano oltre i loro cerchi la notte,
lasciando strani segni di sangue che venivano ritrovati al mattino.
In Terra Gnoma, quindici sentinelle erano state uccise sul Muro
della Pianura, nella nebbia del crepuscolo, solo nell’ultimo
mese.
La Gilda Folletta faticava a trovare mercenari abbastanza valorosi
da scortare le carovane per le terre selvagge.
In Terra Goblin interi villaggi erano stati evacuati, quando il
tributo di vittime era diventato troppo alto, e la popolazione terrorizzata
riempiva le fortezze.


Siete riusciti ad andare oltre?



PS - il post è stato scritto in fretta e potrebbe essere più disastrato del solito. Facile ironizzare sul fatto che potrebbe essere (ecco una ripetizione, punto per me!) un buon primo passo per la pubblicazione...

In partenza per il party horror dell'anno!


Ebbene sì, alla fine mi hanno convinto. Ma era difficile resistere all'idea di partecipare a un evento di tale portata, dove confluiranno le promesse della narrativa fantastica italiana, i mitici delle Edizioni XII, il leader della Tela Nera, il mi(s)tico Elvezio Sciallis e tanti altri personaggi che per ora conosco solo con nick spesso impronunciabili.

Questa è sicuramente una delle cose affascinanti degli incontri tra netizen. Sentire Alessio Valsecchi che al telefono mi dice "...andremo a far aperitivi con gelostellato, silente, vampyr,..." e continua a snocciolare nickname da arresto immediato. E poi arrivare e scoprire chi sono e come sono fatti, stringendo mani e annuendo, cercando di riportare alla mente che cosa ci siamo detti online, che far coincidere i due mondi mica è tanto facile!

Di come andrà tutto questo parlerò una volta tornato, ora rimane solo da prendere il treno direzione Milano, un paio di tratte di metro e poi, a partire dalle ore 21 a Palazzo Granaio, a Settimo Milanese (MI)... chissà cosa ha preparato il malefico duo LTN & XII!

Io ci sarò... e voi?