domenica 27 dicembre 2009

The Box


The Box
Regia: Richard Kelly
Cast: Cameron Diaz, James Marsden,
Frank Langella
Anno: 2009
Non dev'essere bello abitare nella testa di Richard Kelly. È uno di quei luoghi dove il modo più breve per arrivare da un punto A a un punto B è passare per tutte le lettere di almeno un paio di alfabeti conosciuti. Ed è un peccato, principalmente per noi spettatori che ancora ci crediamo, ma sicuramente per lui che, insistendo a metter mano alla sceneggiatura, riesce a distruggere soggetti di ogni tipo. Così ha fatto in Southland Tales e così ha ri-fatto in The Box.

Però voi vorrete sapere di cosa parla il film. Giusto. Prima vi dico che è tratto da un racconto di Richard Matheson, adattato negli anni '80 per la serie Ai confini della realtà, nell'episodio Button, button (che embeddo in fondo al post, in due spezzoni da YouTube).
Racconto e puntata della twilight zone condividono trama e personaggi. Marito e moglie ricevono una misteriosa scatola con un pulsante e la visita di un inquietante figuro. Questi gli propone un curioso accordo: se nelle ventiquattr'ore successive il pulsante verrà premuto una persona che non conoscono morirà e loro riceveranno una ingente somma di denaro (se non vado errato 200.000$ nel racconto e 1.000.000$ nel film, l'inflazione, si sa, galoppa).
Dopo concitate discussioni la moglie (che dei due è evidentemente quella che in famiglia porta i pantaloni) premerà il pulsante. Riceveranno la visita dell'uomo, a conoscenza di quanto accaduto, che consegnerà loro il denaro. Andandosene dirà che ora il congegno verrà riprogrammato e consegnato ad altre persone. Persone che, sicuramente, loro non conoscono. Primo piano dell'occhio della donna che ha capito in cosa si sono veramente ficcati, musica inquietante, fine dell'episodio e del racconto.
Venti minuti. Una storia semplice e che fa pensare, quando la tv è spenta o il libro chiuso.

Una donna bellissima scende da un'astronave e vi propone una notte di sesso senza che vostra moglie lo sappia, poi ripartirà per Antares. [1]
Accettereste?
Qualcuno che non conoscete morirà e vi danno abbastanza soldi da cambiare vita.
Accettereste?
Il punto interessante della storia originale è il confronto tra le motivazioni di marito e moglie: il primo non intende farlo, uccidere è sempre uccidere. Lei invece inizia a tirar su un muro di giustificazioni (se muore qualcuno malato terminale ad esempio, che differenza fa?). E la natura umana, davanti alla possibilità di un guadagno così facile, lasciando le mani (e la coscienza?) pulite, segue il suo corso più naturale. Uccidere per possedere.
Tralasciando ogni analisi della situazione di partenza (quanti aprirebbero e farebbero entrare oggi in casa uno sconosciuto vestito come uno dell'FBI e gli crederebbe davanti a uno scambio del genere?) la storia lascia ogni quesito aperto, chiudendo con un accenno finale e ormai tardivo di punizione. Occhio per occhio. Chi la fa, l'aspetti. Voi l'avete fatto e qualcuno lo farà a voi.

E cosa fa Richard Kelly, a questo punto? Aggiunge ai venti minuti un'altra ora e mezza di film, infarcendo la storia come un tacchino a Natale, senza riuscire a usare qualche ingrediente davvero saporito.
Cospirazioni tra militari e alieni.
Visioni e vaneggiamenti mistici.
Personaggi quest che danno ai protagonisti dei suggerimenti, per il solo motivo che... qualcuno doveva farlo!
E, immancabile, arriva il liquido tremolante, che morpheggiava in Donnie Darko, nella forma di un serpente di energia quantica mentre qui si solidifica in porte dimensionali. Delle quali due portano alla dannazione e una... alla dannazione comunque, visto come finisce il tutto per moglie e marito.

La cosa peggiore è che il racconto viene preso e inscatolato pure lui, in qualcosa di più grande, un inutile pacco regalo, fatto di cospirazioni e manovre di uno sfigurato Frank Langella (l'uomo della scatola), resuscitato dalle entità che governano il fulmine, per porre alla razza umana una serie di test, dall'esito dei quali può dipendere la nostra esistenza. E tutte queste aggiunte sono dilatate su tempi davvero troppo lunghi; lo sbadiglio sarà il vostro miglior amico per la maggior parte del film, assieme a dubbi che nessuno saprà dipanare.

Ah dimenticavo, Cameron Diaz ha un piede mutilato da un incidente e la stessa espressione della locandina, per tutti i 115 minuti.

Link per approfondire il tema del racconto originale (Button, button) di Richard Matheson.

"Button, button" nella versione della serie Ai confini della realtà.





[1] la citazione è da una celebre commedia con Billy Crystal! Chi la indovina?

5 commenti:

Alex McNab ha detto...

Ecco, ora non so se ho più tanta voglia di vederlo. Per quando la Diaz... :-(

Matteo Poropat ha detto...

Tu guardalo e fammi sapere! Per me è stata la prima visione in inglese senza sottotitoli e un po' di difficoltà l'ho fatta.
Kelly come regista ha le sue doti, però deve farsi scrivere le sceneggiature da altri o almeno collaborare con uno bravo, un psicologo intendo ;)

simone corà ha detto...

Kelly si sta rovinando una carriera strepitosa con le proprie mani...

Resta il fatto che The box lo guarderò sicuramente, ma munisco di digestivo (cosa che invece non avevo fatto, povero me, con Southland Tales).

CyberLuke ha detto...

Uh... ma è uscito in home video in Italia?

Matteo Poropat ha detto...

No no, visto in versione originale dal mulo!