giovedì 26 novembre 2009

[Science+Fiction 2009] European Fantastic Shorts, seconda giornata

danse macabreNon è facile. Due ore abbondanti di cortometraggi sono un mondo denso di immagini, musica, parole, nel quale non è facile immergersi e dal quale è anche più dura riemergere.
La mente, abituata al concetto di inizio e fine, sopratutto in un ambiente come il cinema, non è da subito pronta a questo susseguirsi di buio e luce, storie diverse, personaggi ai quali affezionarsi, da odiare, disgustosi e poetici, che scompaiono nel giro di qualche minuto per non tornare più.
La sala, infatti, si vuota progressivamente. Alcuni corti non sono facili da mandar giù, altri pura poesia, ma film dopo film restiamo forse la metà di quanti erano partiti a tentare la visione della seconda serata dei cortometraggi in concorso al S+F di quest'anno.
Difficile decidere quale sia "il migliore" di questo gruppo, troppo diversi i lavori, in quanto a stile, tema, lunghezza, impatto visivo, tecnologie utilizzate.
Embeddo per i miei affezionati lettori il trailer del cortometraggio che, se non è il migliore, sicuramente figura tra le visioni più affascinanti della serata, Danse Macabre.



Mauvasie Error
Sophie non ha più paura dei film horror, almeno fino a...
Trama inesistente, più uno scherzo che una vera storia, un aneddoto horror che ha introdotto la serata di proiezione dei corti, ma non lascia molto allo spettatore.

Danse Macabre
Per un lasso di tempo, anche se crediamo sia immobile, la carne senza vita reagisce, si muove e si contorce in un ultima danza macabre. Queste contrazioni sono soltanto dei movimenti imprevedibili oppure il riflesso delle numerose curve della vita passata?
Questo è sicuramente il lavoro che non dimenticherò facilmente. La morte, estesa nello spazio e nel tempo, resa affascinante nel suo momento peggiore, quando il disfacimento della carne ha avuto inizio. Eppure è proprio lì che l'anima si libera, e il Casta Diva della Callas riesce ad accompagnarci nella sua visione, rendendoci partecipi della liberazione dal corpo.
Regia, sceneggiatura, fotografia e montaggio, tutto quindi, a opera di un eccezionale Pedro Pires.

Else
A causa di un’assurda epidemia, la gente viene risucchiata nell’ambiente circostante, e una giovane coppia lotta per mantenere la loro identità mentre il mondo si mescola a loro.
Quando il cortometraggio inizia e una voce incorporea parla di una malattia che porta le persone a fondere la propria carne con cose inanimate, una voce in testa martella un nome solo "Cronenberg Cronenberg Cronenberg...". E tutta la messa in scena di questa storia d'amore è un intenso omaggio alle sue tematiche preferite. Un uomo e una donna, vittime di una misteriosa epidemia, destinati a diventare tutt'uno con gli oggetti, in un lento liquefacimento del proprio sé fisico. Il tutto sotto l'occhio mostruoso di un presunto vicino di casa, ormai già a uno stadio inoltrato della trasformazione, che li spia dagli spiragli tra le travi di legno dell'abitazione.
Regia e sceneggiatura di Thibault Emin con una fotografia dai toni perfetti a cura di Senda Bonnet.

Plague
Un solitario profugo di nome Vilhelmprova a sfuggire ad un oscuro passato di trafficante d’armi. La realtà che trova è un inferno, i morti sono risorti per consumare i vivi.
Unico lavoro inglese di questa serata, Plague ci mostra gli zombie e la lotta di un uomo al morbo, in un corto che a tratti sembra addirittura troppo lungo, per il messaggio che vuole trasmettere. Peccato perché alcuni dettagli, compreso il protagonista abbastanza convincente, potevano risaltare di più, operando alcuni tagli nella seconda parte.

In chambers
Vivono tutti in questo buio e malandato corridoio d’albergo. Uomini pallidi, donne e bambini vengono messi insieme, vivi o morti, dallo staff vestito di rosso e verde. Non c’è scampo per ciò che sta arrivando.
Una storia già sentita per una realizzazione convincente e spoglia da ogni eccesso. Nella sua semplicità riesce comunque a convincere la vicenda della donna che si risveglia in questo luogo d'incubo e non proferisce parola, ma subisce le storie del vicino di stanza, le richieste di una bambina e il suo tradimento, pur tentando, senza riuscirci, di ribellarsi al suo fato ultimo.

Ciclope
Un poliziotto soffre di orribili incubi e comincia a porsi dei dubbi sulla sua posizione nelle Forze di Polizia, il tutto a causa di uno sbaglio che rischia di perseguitarlo per il resto della sua vita.
Uno sprazzo fantascientifico dalla Spagna, di quelli che non ti aspetti, con un robot gigante (il Ciclope appunto) e una buona dose di scene adrenaliniche, per una trama però davvero esile e non chiarissima. Regia e sceneggiatura di Carlos Morett.

Konvex
Un operaio non ha nessun interesse per la ragazza dei suoi sogni, finché non sviluppa una curiosa ciste, una ciste che sembra riprodursi...
Opera svedese dai significati misteriosi, tra cisti viventi, operazioni chirurgiche e questa strana medicina, il Konvex-T, il tutto in un habitat sotterraneo e soffocante.

La Main des Maîtres
Nel pieno di una rivoluzione, due giovani operai cercano di reclamare le loro vite...
L'unico cortometraggio steampunk della serie, davvero troppo breve, per quanto intenso, per rappresentare un genere che all'estero sembra prendere sempre più piede. La vicenda dei due operai che cercano una strada per la libertà, combattendo una guerra della quale gli uomini sono ignari, riesce a comunicare appena qualcosa, che i pochi minuti di visione sono già terminati. E rimane negli occhi la macchina con le braccia che disegnano volantini, comandata dalla mente della ragazza.

Man Still Goes On The Moon
È il 2096 e la Guerra per la Luna è appena finita. Quando un Viaggiatorem della Luna torna a Sarajevo, i fantasmi dei suoi amici uccisi in guerra saranno lì ad incontrarlo.
Un cartone animato, nel senso antico del termine, con una bella colonna sonora, ma piuttosto difficile da digerire, sopratutto se immerso nelle visioni fluide dei corti cinematografici.

A Star Called Three
Un’antica profezia dice che nelle remote profondità dello spazio c’è una stella che ha portato sfortuna e disgrazie alla Serbia. Oggi, anno 2309, un’astronave serba è diretta verso questa stella maligna con la sacra missione di distruggerla.
Ogni anno c'è almeno un cortometraggio di ispirazione "spaziale", prodotto da paesi che ne rielaborano gli elementi in chiave ironica, politica o religiosa. Qui abbiamo un astronave serba, che però parla solo russo, il cui computer viene tradotto da un androide americano. I comandi manuali sono fatti come il timone di una nave, c'è un manuale di istruzioni in russo pesante un migliaio di pagine, un comandante che suona jazz davanti a un olovisore che mostra i prati e le capre del suo paese natio e una navetta nemica destinata a punire chi getta rifiuti nello spazio.
E questa è solo la prima puntata della serie...

Vespers
Un uomo è alla ricerca di sopravvissuti fra i resti dell’umanità.
Un'idea semplice con una realizzazione piuttosto sotto tono, che è difficile avvicinare ad altri cortometraggi evidentemente realizzati con materiale e capitali alle spalle.
Bella l'idea della voce narrante di lei, che accompagna la ricerca di superstiti da parte dell'uomo, la cui vicenda trova solo alla fine il suo senso.

Tutti i dati completi dei cortometraggi sono sul sito ufficiale della manifestazione Science + Fiction.

mercoledì 25 novembre 2009

Boopen e Obscura Genesi

E alla fine mi sono deciso... dopo un'altra Lucca e quasi due anni dall'inizio dei tentativi di pubblicazione del mio libro game, Obscura Genesi, opto per la via del print-on-demand. Suppongo che chiunque sia su questo blog sappia di cosa si tratta, e parecchi han storto il naso, per cui continuiamo a parlarne.

Su Obscura Genesi ho fatto tempo fa un post riassuntivo, ma ripropongo la trama che diventerà la quarta di copertina del libro.

Obscura Genesi libro gameTerra, il futuro.
La devastazione lasciata dagli insetti senzienti di Plutone.
Una fonte di energia alternativa, proveniente dalla misteriosa Intercapedine tra le dimensioni.
Entità disumane che filtrano nel nostro mondo.

Terra, un futuro dominato dalla tecnologia, dalle mutazioni.
Un destino che sembra inevitabile.
E un'unica possibilità, nelle mani di un uomo coraggioso e senza scrupoli, armato fino ai denti e pronto a dare filo da torcere alle creature che strisciano nei meandri dell'Assimilatore.

Quell'uomo sei tu!
Una matita e una gomma, non ti serve altro per tuffarti in questa avventura interattiva.
Il tuo compito non sarà semplice: assaporando lentamente il tuo ultimo sigaro dovrai sopravvivere agli orrori che ti attendono, sopprimere ogni forma di vita aliena, mutante o tecno organica che ti si parerà davanti e scoprire il vero, letale significato del progetto Genesis of Dharma.

In questo libro il protagonista sei tu. Sopravviverai abbastanza da poterlo raccontare?

Sono stato per un po' indeciso tra questa strada e quella del semplice ebook, ma ho scelto la prima semplicemente perché un libro interattivo lo considero impossibile da gestire a schermo, con i riferimenti a paragrafi numerati, le tabelle di combattimento e il resto del lato ludico.
Su MdB compariranno a tempo debito i documenti in PDF, da stampare per giocare più agevolmente (scheda del personaggio, tabelle di gioco,...).

Quello che rimaneva da decidere era come far stampare il libro...

La mia conoscenza dei siti di pod si è ampliata in questi giorni, cercando riferimenti alle varie proposte, finché mi son rimasti "in mano", Lulu e Boopen. Alla fine ho scelto il secondo, dopo aver letto il contratto di edizione, le clausole, ho chiesto informazioni a chi l'ha provato (come il gentilissimo Glauco) e fatto qualche prova sul sito.

Quali sono i vantaggi che mi hanno spinto a questa scelta?
Boopen è italiano e se ho capito bene della stessa gestione di Photocity, sito dal quale mi servo da anni per le stampe, con risultati ottimi e costi molto bassi. Costi e tempi di Boopen sono inferiori a quelli di Lulu, sulla qualità della carta vi saprò dire appena mi arriva la "copia di prova", che ora, a differenza di qualche anno fa, viene inviata gratuitamente, come gratuito è l'inserimento del codice ISBN, una volta completata la procedura di registrazione e conferma del contratto.

Per quanto riguarda la gestione del prodotto il sito ha poche opzioni e non è così articolato come quello di Lulu, ma il supporto è davvero rapido a rispondere e di una gentilezza disumana. La copertina, molto scarna ma spero comunque accettabile, ho provato a inviarla in formato TIFF ma non l'accettava, così ho ripiegato su un JPG ad alta risoluzione. Vedremo il risultato.

Sul contratto mi è sembrato tutto a posto. Per la pubblicazione è necessario firmarlo e spedirlo via fax, cosa che farò a tempo debito. L'editore trattiene il 10% del guadagno (meno di quanto trattenga Lulu) e la differenza tra costo, percentuale di Boopen e prezzo di copertina va all'autore.
Non che con un libro game horror fantascientifico speri di comprarmi l'auto nuova, ma non si sa mai... magari una coca cola... piccola eh...

Ora non resta che attendere questa fantastica prima copia, e poi dare inizio all'invasione...

martedì 24 novembre 2009

Il mio salame è su internet

salame naturalmente lavarianoCioè scusate ma 'sto titolo mi ronzava in testa da quando mi hanno comunicato la notizia e alla fine ho ceduto, l'ho scritto.
Ora potete pure cancellarmi dai vostri blogrollers e menate varie.
Come dite?
L'avevate già fatto ai tempi di Lamù nuda?
Brutti ghey che non siete altro... allora non saprete mai com'è finito il mio salame sul web, peggio per voi.

Per chi avesse retto la monnezza introduttiva, la notizia tratta solo di una mia foto, scelta per rappresentare i sapori italiani sul sito della S.Pellegrino. Insomma io per un po' ho pure cercato di fare il fotografo (fun)cool (Gelo, 3, 12-14) quindi vai giù di primi piani fighi, paesaggi accadierre, dettagli e tanto contrasto che mi andava a fuoco il monitor... e vengo scelto per il salame!!!

Insomma, un insegnamento dietro a tutto ciò ci deve essere, ma per ora non lo trovo, magari lo vedete voi...

La foto del salame è quella a fianco, che avete già visto anche in qualche post fa, ed è rintracciabile su www.sanpellegrino.com cliccare su truly italian poi read more ed eccolo la, il mio salame, tra tanti altri... che a guardarli, 'na fettina di pane... ci starebbe ora, in una bella osteria de Trieste, no?

lunedì 23 novembre 2009

[Science+Fiction 2009] Roger Corman e X: The Man with the X-Ray Eyes

Roger Corman X Ray Eyes
X: The Man with the X-Ray Eyes
Regia: Roger Corman
Cast: Ray Milland, Diana Van der Vlis,
Harold J. Stone, John Hoyt
Anno: 1963
Ieri pomeriggio è iniziato il festival della fantascienza, Science+Fiction, edizione 2009. Nel piccolo teatro Miela si è tenuta una conferenza stampa con ospite il regista Roger Corman, alla quale è seguita la proiezione di un suo celebre film, X (X: The Man with the X-Ray Eyes), che aprì lo stesso festival a Trieste (ai tempi era solo "Festival della Fantascienza"), 45 anni fa.

Nonostante la devastazione post-parigina sono riuscito a infilarmi tra gli spettatori per assistere all'evento, primo di una bella serie che riempirà questa settimana (incontri con Bruce Sterling e Christopher Lee, la selezione di corti internazionali, i film in anteprima).

La presentazione di Corman è stata piuttosto sottotono, almeno secondo me. Domande del tutto fuori luogo visto il poco tempo a disposizione (la solita analisi della scena horror, la relazione dei suoi lavori con Freud e Poe), l'inglese improprio dei nostri ospiti (Lippi si salvava, l'altro, non so chi fosse, no) le cui domande, in varie occasioni, il regista chiedeva di ripetere, questioni che dimostravano scarsa conoscenza del soggetto ("Lei avrà avuto modo all'università di studiare Freud e leggere Poe comunque" gli dicono, e Corman "A dire la verità io ho studiato ingegneria, e non avevo tempo per Freud e Poe", segue risata generale) e un pubblico che si andava progressivamente distraendo (anche se certe tirate di Corman, come il paragone tra horror, commedia e sesso, ridestavano l'interesse).

Finita la conferenza, che verrà ripetuta con la partecipazione anche del pubblico questa sera, al multisala Torri d'Europa, assieme al conferimento del premio alla carriera Urania d'Argento, c'è stata la proiezione del film X.
Ora, capisco che trovare una copia in inglese possa esser stato difficile, e che i problemi nel gestire questo tipo di manifestazioni sono tanti etc etc... ma era il caso di proiettarlo con sottotitoli in spagnolo e ancora più sotto quelli italiani, ovviamente desincronizzati con gli altri, in un tripudio di scritte? Davvero non si poteva scegliere un'altra pellicola o trovarne una versione diversa?

Il film immagino lo conoscano, per averlo visto o sentito raccontare, anche i muri (almeno i muri appassionati di fantascienza, horror e/o del lavoro di Roger Corman). Riassumendo, la trama tratta di uno scienziato, il dottor Xavier, che prova su di sé un siero per potenziare le capacità visive (l'idea originale, racconta il regista, vedeva un jazzista che usava una qualche droga e otteneva gli stessi effetti), arrivando a vedere attraverso gli oggetti. Questo potere non farà altro che danneggiarlo, anche perché il dottore, interpretato da un antipatico Ray Milland, ha un bel bagaglio di tare psicologiche, poco approfondite ma evidenti. L'arroganza scientifica, la sua morale che viene meno tra visioni erotiche (la scena alla festa dove vede tutti nudi oltre i vestiti è mitica), la fame di denaro e l'(apparente?) assenza di rimorso per l'omicidio accidentale dell'amico e collega. Divertente assistere alla messa in scena della scienza del tempo, con i dottori che fumano e si passano le cicche sopra i vetrini da laboratorio, scimmie usate per cavie che crepano senza tanti problemi e rapide allusioni sessuali in corsia.
Nonostante il budget risicato e le sole tre settimane di riprese il film riesce, con artifici visivi di ogni genere, a rendere la progressiva degenerazione del senso della vista del protagonista, spesso attraverso riprese in soggettiva filtrate e colorate (parecchio acide in certi punti).

Affascinante il possibile parallelo con alcuni lavori di Lovecraft, del quale la pellicola mi ha riportato alla mente From Beyond, per l'insistenza dello scienziato nel voler vedere oltre "il normale" e per la visione finale di Xavier, che menziona oceani di tenebra al centro del quale giacerebbe l'occhio inumano che tutto vede.

Il sito ufficiale della manifestazione: http://www.scienceplusfiction.org

La fiera di Parigi

Per essere esatti si è trattato del Milipol, la fiera mondiale della sicurezza, dove ho lavorato la settimana passata.
Ecco qualche foto per farvi capire almeno in parte cosa c'era esposto.
Purtroppo sono riuscito a girarla pochissimo, perdendomi alcune cose interessanti, tra mimetiche super corazzate, fucili d'assalto, bombe a mano e fumogeni, attrezzature subacquee, visori notturni, microspie, intere camionette per la guerriglia, mezzi di soccorso, elicotteri spia e altro ancora...

Guns, lot of guns...





Mimetiche & C




Mezzi corazzati





Robot telecomandati

domenica 15 novembre 2009

Forget Paris

Nuovo post di saluti!

Oggi parto per ben una settimana. Stavolta a tenermi lontano dalla scrittura e dal blog c'è una fiera sulla sicurezza a Parigi, dove mi reco ovviamente per lavoro. Farò in pratica lo standista, ingiacchettato e incravattato (sigh, sob), cercando di usare il mio scarso inglese per spiegare di cosa si occupa l'azienda per la quale lavoro.

Uniche compagnie saranno Malarazza, di Samuel Marolla, uscito da poco nelle edicole (ma che ve lo dico a fare? con tutta la pubblicità fatta dalla gang di XII che Samuel lo conosce bene sarebbe strano non ne aveste già ALMENO una copia a portata di mano, come consiglia il Gelo nazionale e che trovate già recensito dall'emogiappolover Silente) e il fido block notes, nel caso avessi qualche nuova idea per il romanzo. Pure il netbook credo... che c'è il Wai Fai e magari lo uso per tenermi in contatto col mondo reale...

Come ogni attento lettore avrà notato il numero di post pubblicati è diminuito notevolmente nelle ultime settimane, e credo che la cosa sia destinata a continuare. Il lavoro mi sta consumando tempo e forza creativa, non riesco a concentrarmi sugli argomenti dei quali vorrei parlare, con sommo dispiacere.
Faccio proprio fatica fisica solo a pensare allo scrivere, anche quando vorrei riuscire a buttare giù una semplice recensione o idea e se provo viene fuori qualche immonda accozzaglia di frasi, che è stupido pubblicare, quindi cercherò di crearmi tempi migliori (come Baolian insegna "Se i tempi non chiedono la tua parte migliore, inventa altri tempi").

Comunque sia... ora devo buttarmi a ricontrollare le valigie... rileggermi le schede dei prodotti e poi via verso l'aeroporto!

Buona settimana a tutti!

sabato 14 novembre 2009

Bran Mak Morn di Robert E. Howard

epix howard bran mak morn
Bran Mak Morn
di Robert E. Howard
Mondadori - Epix
2009, 255 pag.
4,90€
Uomini, leggende, eroi. Fuochi, acque scure e senza fondo, costruzioni più antiche dell'uomo, colline coperte dall'erica e incoronate da tramonti infuocati.
Il metallo.
L'odore del cuoio, delle vesti sporche di terra, delle pelli di lupo.
Il cozzare di spade, il preciso e mortale soffio delle asce, l'immane tuonare degli scudi rinforzati.
Eserciti, soldati, briganti.
Un condottiero, un uomo, un sovrano immortale.
Bran Mak Morn.

Come ogni amante del lavoro di H.P.Lovecraft sa, è impossibile, vivendo queste passioni, non venire a contatto con le creazioni di autori come Clark Ashton Smith e Robert E. Howard, i quali, all'inizio del '900, crearono i mondi incantati e decadenti di Averoigne, Zotique e le lande protostoriche di Hyboria e Cimmeria.
Non conoscendo però molto del lavoro di Howard questo Bran Mak Morn, uscito a ottobre nella collana Epix di Mondadori, disponibile a nemmeno 5€ in tutte le edicole, era un'occasione imperdibile di approfondire la narrativa di questo autore, noto ovunque per il suo personaggio più celebre, Conan il barbaro.

Tra i lettori che passano per questa mia piccola depandance mentale, quanti non sanno nulla di chi sia Robert E. Howard?
Bene, voi che avete alzato la mano uscite e andatevi a leggere uno qualsiasi dei libri che raccolgono i suoi racconti e troverete sicuramente almeno un accenno di biografia, dalla quale iniziare.
Brevemente vi basti sapere che visse dal 1906 al 1936, anno nel quale si tolse la vita, incapace di accettare la malattia incurabile della madre. Scrisse per dodici anni, durante i quali produsse decine di racconti e romanzi, che spaziano dall'heroic fantasy all'orrore, molti dei quali comparvero sulla celebre rivista Weird Tales. Creò una lunga serie di storie, raccolte in cicli, che ruotano attorno a figure emblematiche rimaste nell'immaginario collettivo e divenute più famose del loro stesso creatore, prime tra tutte il nerboruto barbaro Conan (ma anche il Kull di Valusia e l'avventuriero Solomon Kane).

E ora torniamo a Bran Mak Morn.

Un tempo, erano padroni delle terre d'Europa. Un tempo, erano dominatori di un impero immane. Ma quel tempo è stato molto tempo fa. Ora, dei Pitti, orgoglioso popolo di conquistatori e guerrieri, rimangono solamente sparse tribù di reietti ripiombati nelle tenebre della barbarie. Eppure, uno di loro rifiuta di cedere. È Bran Mak Morn, il condottiero nelle cui vene scorre ancora il sangue degli avi. Così, all'incombere della minaccia dei celti, al sorgere della potenza del nuovo impero, quello di Roma, Bran Mak Morn e’ pronto ad accettare sfida dell’acciaio, ed e’ deciso a riportare il suo popolo sulla strada della gloria.

La domanda che uno si può porre, giunto alla fine di questo volume, è la seguente: quanto una traduzione imprecisa può incidere sulla qualità di un racconto?
Quando ho chiuso il Bran Mak Morn della collana Mondadori ho chiesto in giro a chi ne sa (molto) più di me. Da tutti ho ricevuto lo stesso parere, cioè che questa traduzione è stata poco curata. Refusi, ripetizioni, termini che lasciano interdetto il lettore bloccando completamente il flusso narrativo e facendo spuntare interrogativi sulla qualità dello scritto in sé e impoverendo la qualità di un'antologia dedicata a un grandissimo autore della vera heroic fantasy.
Inoltre, altro piccolo appunto, se in questo volume c'è per fortuna una nota biografica, mancano i titoli originali delle opere. Mi rendo conto che può sembrare una piccolezza, ma da lettore affamato di informazioni, interessato alle edizioni inglesi, a saggi e quant'altro, ho bisogno di quell'informazione, e credo che qualche decina di caratteri in più, sotto il titolo o in fondo al racconto, non avrebbero ammazzato nessuno.

Nonostante la maldestra traduzione non aiuti l'empatia tra il lettore e storia, la capacità di Robert Ervin Howard di far vivere una oscura incarnazione del sword & sorcery, è innegabile, e ancora una volta funge da ponte tra il nostro mondo e un passato oscuro, composto dagli elementi citati all'inizio.
I racconti più belli si trovano raggruppati nella prima metà dell'antologia, con Bran protagonista in carne e ossa, che compie ogni possibile passo per condurre il suo popolo, finalmente riunito, alla gloria. Affiancato da un bieco stregone, Gonar, e da schiere di guerrieri di altri popoli, vacui alleati che serviranno ai suoi scopi, contatterà le oscure forze che si muovono sotto terra e si farà affiancare dall'eco onirica del grande Kull di Valusia, pur di portare a termine il suo compito.
Gonar, interrogato su come sia possibile che Kull sia arrivato fin lì dal passato del mondo, dà una risposta perfetta per descrivere la magia della stessa narrativa (quel legame tra autore e lettore che Stephen King dice essere esempio della telepatia): "Lui [Kull] ha parlato con il mio [spettro]? Sono andato indietro io di centomila anni o è avanzato lui di altrettanti? Se è venuto a me dal passato, non sono stato io a parlare con un morto, ma è stato lui a parlare con un uomo non ancora nato. Per il saggio, passato, presente e futuro sono una cosa sola. Ho parlato con [il primo] Gonar, ed eravamo vivi entrambi. Ci siamo incontrati in una terra al di fuori del tempo e dello spazio e mi ha detto molte cose."
E questo è anche l'effetto delle storie fantastiche di Robert E. Howard. Avventure che ci permettono di percorrere all'indietro migliaia di anni, fino a raggiungere un tempo e uno spazio al di fuori del nostro, dove vicende di magia e sangue si intrecciano per definire il ruolo di un popolo che sta scomparendo, i pitti.

Il consiglio, dato a me e che rimbalzo ai lettori, è di trovare questi racconti in un'edizione più curata, dal punto di vista della traduzione, e che racchiuda tutto il cosiddetto ciclo celtico o di Bran Mak Morn (qui riportato in parte, con l'aggiunta di alcuni lavori appartenenti ad altri cicli come quello di James Allison).

venerdì 13 novembre 2009

Vibrazioni narrative

La parte più difficile per i post della saga narratrash iniziata qui (rinominata narramorfosi come il mio blog omonimo, che fa più cool), è trovare un'immagine adeguata. Oggi poi si parla di ferite e vibratori, e recuperare qualcosa su un dildo insanguinato, magari con la punta ricoperta di lamette da barba, sarebbe stato perfetto, ma inspiegabilmente non ne ho trovate...
(scrub scrub, rumore di ricerca frenetica)
E invece... cliccando sull'immagine intitolata "donna che urla fino a slogarsi la mascella" scoprirete le gioie di Killer Dildo!

E dopo questa introduzione... invasiva... vi siete puliti dal sangue e dagli altri liquidi organici?
Siete a prova di Luminol?
Proseguiamo...

Come la volta precedente vi trovate di fronte a un raccontino brevissimo, tentativo non riuscito di accedere ai Corti di XII, categoria pesi medi (900 caratteri).

Le affondai nell'orifizio slabbrato quel vibratore che tanto aveva desiderato.
Il suo cuore spezzato e sanguinante non aveva mai tremato così per me, prima d’ora.
Ridendo (di cuore, se posso dirlo) pensai che non ero sicuro che stavolta stesse venendo.
Ma di certo se ne stava andando.

Vi ha lasciato l'amore l'amaro in bocca?
Il sapore metallico del sangue che schizzava dalla ferita inferta col dildo assassino?
Allora niente di meglio che un po' di musica e un bicchiere, per rilassarsi!
Saltiamo dal cosiddetto pal alla cosiddetta frasca...
Whiskey In The Jar?
E non fate quella faccia, so che la conoscete.
Io, che non sono esperto come voi, la sapevo canzone dei Metallica.



Invece, documentandomi e acculturandomi, ho scoperto che è una cover ripresa come spesso accade da numerosi gruppi nel corso degli anni.
Che ne dite ad esempio della versione dei Dubliners?



E cerca che ti cerca cosa scopro?
Che è una canzone tradizionale irlandese (ecco perché quel titolo ganzo con gente che beve da una giara, sti imbriagoni ciò) realizzata con varianti della storia "di base" (un bandito tradito dalla propria donna) da decine di gruppi di ogni genere musicale.

Sicuro di avervi fatto cosa gradita, torno a preparare i bagagli... tra qualche giorno vi dico dove vado...

giovedì 12 novembre 2009

La Saga della Spada di Ghiaccio

topolino trilogia della spada di ghiaccio
Trilogia della Spada di Ghiaccio
Scritto da Massimo De Vita e
Fabio Michelini
Disegni di Massimo De Vita
The Walt Disney Company Italia
1ª edizione
dicembre 1982 – gennaio 1993
Collana 1ª ed.
Topolino nn. 1411-1937
Tutto ebbe inizio in un'aula scolastica di Trieste, quando la maestra decise che ognuno avrebbe portato un libro e ce li saremmo scambiati durante l'anno per leggere un po' quello che piaceva ai nostri compagni.
I volumi furono infilati in una striminzita libreria in laminato finto finto legno, assieme a quaderni sgualciti, penne e matite colorate.
Io, avvolto nel raggio di luce che indica uno di quei momenti che ti segnano per sempre, sfilai Le pietre magiche di Shannara, edizione Euroclub.
Qualche giorno dopo nacque la mia passione per il fantasy.

Nella stessa estate recuperai alcuni numeri di Topolino e scoprii con stupore il primo capitolo della Trilogia della Spada di Ghiaccio (alla quale sarebbe stata aggiunta una quarta parte, che non sono mai riuscito a trovare), e ne rimasi completamente conquistato. Tanto che anni dopo trovai gli altri capitoli e il volume unico che raccoglieva le prime tre parti, con la sfolgorante copertina dorata.

Per chi non ha mai avuto la fortuna di leggerla, questa è una "storia multi dimensionale". Protagonista assoluto non (il noiosetto) Topolino del titolo, ma un funambolico Pippo, che si fa passare per una sorta di eroe semi divino, arrivato in vece del più famoso Alf, del quale si spaccia per cugino.
Anche oggi, dopo che tanti libri e fumetti sono passati sotto i ponti, questa saga rimane un'avventura indimenticabile, infarcita di gesta eroiche, riferimenti letterari (Shannara, Tolkien, la mitologia scandinava) e cinematografici (Guerre Stellari) e piena di personaggi deliziosi (Gunni Helm, Boz, il Vecchio della Montaga e come non citare il terribile Drago Zibibbo!).

Topolino e la Spada di Ghiaccio
La trama del primo capitolo vede il Cugino di Alf intraprendere la ricerca della mitica spada di ghiaccio nella magica regione dell'Argaar. La spada è l'unico talismano capace, una volta inserito nell'apposita feritoia, di sconfiggere il malvagio Principe delle Nebbie, che indossa una speciale maschera (qualcuno ha detto Lord Vader?) e abita in un tetro castello nella Valle d'Ombra.
Una trama migliore di molti fantasy attuali, direi!

Topolino e il torneo dell'Argaar
Fantascientifico secondo capitolo, dove il Cugino di Alf assieme a Topolino torna nell'Argaar, dove il tempo, che passa più rapido che nella nostra dimensione, ha permesso alla città di svilupparsi in una tentacolare metropoli di metallo.
Per evitare una catastrofe di proporzioni bibliche (cosa intendo per bibliche? be' dovreste saperlo, santa cunegonda!) i nostri eroi vengono coinvolti nel torneo dell'Argaar per conquistare una magica pietra che ha il potere di rimettere tutto a posto.

Topolino e il ritorno del Principe delle Nebbie
Questa è la conclusione della trilogia "base" della Spada di Ghiaccio, quella che trovate nel volume dorato.
Tutto inizia perché Pluto è finito nelle terre dell'Argaar, speditoci da una curiosa Minni che niente di meglio aveva da fare che non attivare il vettore dimensionale (un piatto da centrotavola che apre il portale sbattendoci su con un cucchiaino).
Come sempre tocca ai veri uomini porre rimedio ai danni delle femmine e così ecco che Topolino, perso il vettore, comunica con il mago Yor e attraversa la porta del mondo dei sogni (un enorme ziggurat immersa nel nulla, immagine curiosamente lovecraftiana) arrivando nell'Argaar. Ad aspettarlo ci sarà già Pippo, che vivendo sempre nel mondo dei sogni non ha avuto difficoltà a varcare il confine onirico.
Ma ritrovare Pluto non sarà così facile, dovranno visitare gli Elfi, procurarsi un talismano (grazie all'astuzia di Pippo nel superare le tre prove del Vecchio della Montagna!), attraversare una regione ricaduta sotto il dominio del Principe delle Nebbie, che sconfiggeranno disattivando la maschera (basta togliere il fusibile!).

Topolino e la bella addormentata nel cosmo
Questo quarto capitolo, dal titolo sinceramente penoso rispetto la trilogia originaria, fu aggiunto solo più tardi (come sempre i sequel non bastano mai).
Ancora una volta il Cugino di Alf e Topolino dovranno sconfiggere il potere della maschera del Principe delle Nebbie, finita nel Niflheim (la terra delle nebbie della mitologia norrena), grazie alla figlia aliena della cometa Miranda (sigh).

Per sapere tutto sulla saga c'è la pagina di Wikipedia!

domenica 8 novembre 2009

Dollhouse: "Belonging" sarà l'ultimo episodio?

eliza dushku dollhouse
Eliza Dushku, protagonista di Dollhouse
E così ci siamo. E questa volta non ci saranno sommosse popolari, probabilmente, a salvare il salvabile. Anche se per ora non sembra definitiva, la messa in pausa della nuova serie di Joss Whedon promette un futuro molto simile a quello della fantascientifica Firefly. Per quaranta giorni Dollhouse se ne torna nel dimenticatoio, sostituita dalla FOX da repliche di altre serie, per poi tornare a dicembre con due episodi a sera.

Non credo che ci saranno abbastanza fans a ricordarla o addirittura tentare di salvarla (come fatto recentemente con Jericho), ed è un peccato, sopratutto se si è visto questo quarto episodio, Belonging, che fa a gara con Epitaph One per il titolo di migliore delle due stagioni.

Il ritmo è lento e ci sono sicuramente parti della serie che andrebbero migliorate. Tra queste emerge la recitazione di Eliza Dushku. Già in Epitaph One, tredicesimo ispiratissimo episodio della prima serie, che ci proietta nel futuro apocalittico dove gli impianti si fanno via wireless, l'assenza di Eliza non era affatto pesata, anzi. La brava Felicia Day, "protagonista per un giorno" in Epitaph One, se l'era cavata egregiamente con meno spocchia e più professionalità della collega.

Quindi ci siamo, dicevo. La FOX dopo aver costretto Whedon a riscrivere la serie e modificare il plot, taglia le trasmissioni dopo una puntata che finalmente sviluppa le potenzialità della serie, che mette da parte Echo/Eliza, relegandola a un ruolo minimale, e punta tutto sulla figura di Sierra. Di questa sviluppa l'interessante personaggio, attraverso flashback del reale passato della ragazza, quando si chiamava Priya, pittrice violentata e torturata da un medico, Nolan, personaggio fondamentale nell'ossatura della ditta che gestisce la stessa Dollhouse.

sierra dollhouse
Sierra/Priya
Attraverso tale premessa l'episodio mostra quali sono i limiti etici di questa tecnologia, che permette di piallare la mente umana e ricostruirla a piacimento, e come possano essere completamente infranti quando la Dollhouse diventa totale strumento nelle mano di chi detiene il vero potere.
Il personaggio di Priya scopre tutte le debolezze del sistema; lei che non ha firmato alcun contratto per concedere l'uso del suo corpo, che è stata torturata e imbottita di psicofarmaci da un Nolan rifiutato, per poi essere affidata alla Dollhouse, che l'ha resa una bambola, rimasterizzandone la mente e, sporadicamente, affittandola proprio allo stesso Nolan, che la vuole innamorata e devota, con un imprinting permanente.

Il fascino dell'episodio sta proprio nel crollo successivo di tutti quei piccoli limiti che la Dollhouse si era imposta, cosa che non fa che rendere ancora più evidenti le colpe di chi usa questa tecnologia, e cerca di spacciarla come qualcosa di giusto e buono.
Ottimo l'apice raggiunto dall'evoluzione del personaggio di Topher, che da ironico e gelido scienziato, egocentrico e completamente mancante di una morale (motivo per il quale è stato scelto per quel lavoro), ne sviluppa lentamente una, fino a fare la scelta definitiva per il futuro della stessa Priya/Sierra.

Rimane ora da capire se la FOX concluderà questa stagione, magari garantendo a Whedon quella libertà necessaria per un finale che soddisfi gli appassionati, anche se è praticamente sicuro che non vedremo i legami della situazione attuale con il futuro dipinto in Epitaph One.
Non vedremo il mondo scivolare nell'apocalisse dell'imprinting mentale fatto via cavo prima e wireless poi. Non seguiremo l'umanità, trasformata in una massa di corpi le cui menti sono pronte per essere usate da chi detiene la tecnologia. Non sapremo chi impianterà decine di copie di sé stesso, garantendosi l'immortalità.

Sono convinto che le serie di Whedon, come tematiche e stile, siano uniche nel panorama televisivo, che si poggino sulla rivisitazione dell'horror classico come in Buffy, sulla fantascienza spaziale in stile western di Firefly, o quella etica e sociale che stava nelle potenzialità di Dollhouse.
Speriamo che dopo questo ennesimo smacco Joss continui a insistere e proporci lavori come Serenity o il fantastico Dr. Horrible's Sing-Alone Blog, al quale si vocifera potrebbe dare un seguito.