Biografia: qui
Pubblicazioni: qui
Progetti in corso: Obscura Genesi | Libro Game Creator
Libri, giochi o film? Ecco il mio Archivio Recensioni
Argomenti principali del blog: Giochi | Cinema | Libri | World of Warcraft

giovedì 15 maggio 2008

Wrath of Gogg'ho

Tempo di cazzate, sarà l'estate, sarà che gli algoritmi di rimescolamento a blocchi di Libro Game Creator mi hanno annodato le sinapsi senza speranza, ma non riesco a scrivere nessun post degno di tale nome.
Nel nome delle cazzate inutili ecco quindi alcune armi per World of Warcraft forgiate solo per voi, direttamente dall'espansione The Call of Gogg'ho ecco alcuni nuovi pezzi dell'equip epico e leggendario che troverete disponibili, assieme alle mount a 4 posti.






L'oggetto è stato craftato solo per voi da Wow Item Creator!!




martedì 13 maggio 2008

Wish I Had An Angel

Così, come se nulla fosse, perché quella volta passavo e sono entrato e mica sapevo bene cosa cercavo e che mica è stata la prima né l'ultima volta che accade. E così che passi ed entri e vedi e senti e ascolti e capisci e cambi, no?
E' il mare sulla sabbia che non viene assorbito e ti chiedi "perché?".
E se ti dicessi che voglio un angelo, tu, penseresti a questo?

I wish I had an angel
For one moment of love
I wish I had your angel
tonight

Deep into a dying day
I took a step outside an innocent heart
Prepare to hate me fall when I may
This night will hurt you like never before

Old loves they die hard
Old lies they die harder

I wish I had an angel
For one moment of love
I wish I had your angel
Your Virgin Mary undone
I`m in love with my lust
Burning angel wings to dust
I wish I had your angel tonight

I'm going down so frail and cruel
Drunken disguise changes all the rules

Old loves they die hard
Old lies they die harder

[rit.]

Greatest thrill
Not to kill
But to have the prize of the night
Hypocrite
Wannabe friend
13th disciple who betrayed me for nothing!

Last dance, first kiss
Your touch, my bliss
Beauty always comes with dark thoughts

[rit.]

I wish I had an angel

- Nightwish (dis. di Luis Royo)

martedì 6 maggio 2008

Il sito ufficiale di Libro Game Creator

Pochissimo da dire, sicuramente qualcosa da vedere. Risultato del lavoro portato avanti in quest'anno sui libri game con il gruppo di Librogame's Land, ecco finalmente il sito ufficiale dell'editor per la narrativa interattiva, Libro Game Creator! Un sito a parte per questo progettino che si sta ancora sviluppando, con la dovuta calma, e che preannuncia quella che sarà la veste grafica della versione 1.1 di LGC, disponibile probabilmente già dalla prossima settimana.

L'indirizzo del sito è: http://lgc.altervista.org

Enjoy!

venerdì 2 maggio 2008

Iron Man

Questa recensione contiene spoiler sull'intricatissima trama del film. Lettore avvertito...

Ad iron mancava solo una cosa per essere perfetto, per brillare nell'olimpo della cinematografia mondiale. Purtroppo impegnato sul set di un altro film del medesimo spessore sociale e culturale (Superhero Movie) il mitico Leslie Nielsen non ha potuto cavalcare l'onda del successo Marvel apparendo in questa pellicola alla quale avrebbe aggiunto il fatidico tassello mancante. Perché, diciamocelo, Iron Man è davvero stupido. E' un uomo di latta e si vede, qui non c'è tungsteno rinforzato al kevlar, niente adamantio armato, qua siamo davanti al bambolotto di latta che ad ogni colpo si deforma.

Il miliardario Tony Stark, a capo di una società che costruisce armi, decide di testare alcuni suoi prodotti sul campo dell'attuale conflitto iracheno. Trovatosi in mezzo ad un attentato e ferito gravemente al cuore, causa una bomba e delle schegge di essa, viene rapito. La sua "missione" è quella di completare alcune armi del nemico entro un giorno. Nonostante ciò, grazie al suo genio, decide di costruirsi un'armatura per sopravvivere e, soprattutto, per fuggire. Tornato dai suoi colleghi e dai suoi amici, Tony non può fare a meno di pensare alla disavventura subita e capisce che dovrà schierarsi dalla parte del bene, divenendo Iron Man. Aggiornando sempre di più l'armatura, dedicherà la propria vita a combattere il crimine.

Ma torniamo indietro di qualche passo. Iron Man è tratto da un fumetto creato nel 1963 dall'onnipresente Stan Lee (che fa la sua bella comparsata sempre più contento e ricco) e Larry Lieber e disegnato ai tempi da Jack Kirby e Don Heck. Nei fumetti le vicende che trasformeranno l'orfano Tony Stark nell'eroe di metallo sono ambientate nel Vietnam dove una scheggia di granata ferisce al cuore il nostro eroe ed il signore della guerra Wong Chu lo costringe a costruirgli un arsenale. In segreto Stark riesce invece a realizzare una potente armatura che gli consente di sfuggire dalla sua prigionia.

Iron Man è stupido si diceva. E' stupido il signor Stark (Robert Downey Jr, Zodiac, Tropic Thunder) che da bravo genio non si accorge che le sue armi vengono vendute a buoni e cattivi dal suo presunto migliore amico El Drugo... scusate... Obadiah Stane (Jeff Bridges, K-Pax, Il grande Lebowsky). Sono stupidi i cattivi afghani ma talmente stupidi che fanno sorridere e ci dispiace quando li massacrano. Perché chiedono ad uno Stark prigioniero di costruirgli un missile Jericho e lo guardano alla telecamera mentre questi assembla dal nulla una armatura passando dalla microelettronica di precisione a forgiarsi le placche metalliche in perfetto stile "Ash, reparto ferramenta". E lo guardano e lasciano passare circa due mesi prima di affacciarsi e chiedergli cosa sta facendo mentre gli solleticano l'amico aiutante con un pezzo di ferro incandescente.
Iron Man è stupido, è il film "americano" quando la parola è usata nella sua accezione dispregiativa, nel tentativo finto e falso di costruire un ipotetico eroe sugli errori della guerra, stereotipando lo stereotipabile, dagli afghani cattivi cattivi ed ebeti ebeti fino all'amico traditore, è il film fumettoso nel senso più antico del termine, quello che ricorda il Batman televisivo con i suoi BANG, CRASH, PUM!

Iron Man è stupido ed è ovviamente divertente, se si riesce a staccare i propri organi interni (il solo cervello non basta) e riporli nell'apposito contenitore metallico (Mi Go docet) che ci viene consegnato all'ingresso del cinema col paccone mega giga di pop corn. E' divertente perché è carico di stimoli testosteronici come un Canadair prima dell'incendio, di effetti speciali realizzati con perizia e sostenuto da un ironico Robert Downey Jr., dalla regia di Jon Favreau (migliorato dai suoi precedenti incontri con supereroi, Batman Forever e Daredevil) e da un'adrenalinica colonna sonora. Ed alla fine il film coinvolge il piccolo nerd voglioso che è in noi (altrimenti andavamo a vedere Juno o qualche altro film) e che vorrebbe un auto come quella che guida Tony Stark, avere l'armatura di Iron Man in armadio, per volare quando si è in ritardo al lavoro (e magari far fuori il collega fastidioso al posteggio). E tra i più grandi chi non desidererebbe una segretaria come Virginia "Pepper" Potts (Gwyneth Paltrow, Sliding Doors, Bounce, Correndo con le forbici in mano) dallo sguardo perennemente inebetito di adorazione e desiderio pronta a divaricare le gambe come un compasso da marinaio sulla scrivania ingombra di elettronica lucettosa per farsi dare quello che davvero merita?
Il resto, a chi va a vedere Iron Man, davvero non interessa.

martedì 29 aprile 2008

La luce di Orione

Seguo le peripezie mistiche dell'inquisitore Eymerich da moltissimi anni, instradato come spesso accade da un amico e divenuto un appassionato lettore dei romanzi di Valerio Evangelisti. Il background storico curato ed affascinante si fonde in queste storie alle azioni di un protagonista particolare, freddo e determinato, controllato da regole ferree le cui azioni e le cui paure sono in grado di modellare la realtà in cui si trova come di ripercuotersi nel tempo e nello spazio (prendete nota di queste parole...).

Questa nona avventura dell'inquisitore esce alquanto voluta dai suoi lettori, dopo anni di attesa durante i quali Evangelisti ha partorito mattoni semi illegibili (mi sono cimentato solo con il Pantera di Antracite, davvero granitico) e articoli vari su Carmilla Online. Torna Evangelisti e torna l'inquisitore Eymerich ma senza il mordente delle prime storie e senza il coraggio di cercare nuovi modi di raccontare questo fantastico medioevo.

Ma veniamo alla storia partendo dalla quarta di copertina. Dopo anni di assenza torna Nicolas Eymerich, l'inquisitore duro e crudele creato da Valerio Evangelisti. Questa volta - corre l'anno 1366 - Eymerich deve lasciare il regno d'Aragona, dove è stato esonerato dalla carica, e recarsi a Padova, alla riunione del capitolo domenicano. Avrà un aspro scontro con Francesco Petrarca, ispiratore di un dipinto ambiguo e malefico. È però solo l'esordio di una traversia che porterà Eymerich, sulle navi dei crociati agli ordini di Amedeo di Savoia, fino a Costantinopoli, nel cuore di un impero bizantino in piena decadenza. Un'imperatrice sensibile e impaurita subisce la minaccia di mostri giganteschi che avanzano dal mare, e la chiave del pericolo pare essere un'assurda creatura alata, imprigionata in un pozzo. Il cuore di feti titanici pulsa in intrichi di gallerie, mentre il cielo è solcato da vene rossastre. Eymerich dovrà risolvere un doppio mistero. Quello dell'esistenza dei giganti, asserita dalla Bibbia, e quello, ancor più inquietante, del telaio compatto di un universo in cui ogni gesto ha risonanze nello spazio e nel tempo.

Probabilmente questa l'ha scritta lo stesso Evangelisti oppure chi ha letto il libro ed ha colto le parole che si ripetono in vari punti, tempi e piani dimensionali "nello spazio e nel tempo". E questo pezzo di frase fa parte di uno dei motivi che mi hanno spinto a criticare La luce di Orione e per farlo prenderò a prestito il modus operandi dei Gamberi Fantasy di cui apprezzo tantissimo le capacità analitiche in fatto di recensioni.


Mesi fa ho potuto assistere allo spettacolo e fu impressionante anche per un soldataccio come me. Precisamente come santa Irene che apparve in effige all'imperatore Basilio I per richiamarlo alla pietà, Maria sembra capace di dislocarsi nel tempo e nello spazio.


Dislocarsi nel tempo e nello spazio. E chi parla è tale Francesco Gattilusio, re di Lesbo, spesso ubriaco già la mattina e alla ricerca perpetua di prostitute con le quali sollazzarsi. Si definisce lui stesso un soldataccio però è capace di comprendere un tale concetto e di riferirlo asserendo con tranquillità che tale Maria si disloca nel tempo e nello spazio. Forse è un riferimento mistico, nel 1300 il potente influsso religioso poteva portare ad una accettazione di fenomeni del genere senza una base cognitiva?
La stessa frase, qui a libro inoltrato, la si ritrova in precedenza profferita da padre Eymerich il quale però ha già una certa dimistichezza con i piani dimensionali, viste le precedenti avventure. Eppure anche la sua accettazione passiva di un tale concetto fa sobbalzare sulla sedia il lettore che guarda la copertina per sapere se è Eymerich che parla o Stephen Hawkins.

Se da una parte la troppa facilità con cui si discute di tempi e spazi e allucinazioni cosmiche è uno dei primi difetti del libro l'eccessiva superficialità degli avvenimenti ne è il nucleo marcio e insapore. L'intero romanzo puzza di merce per appassionati, scritto per veleggiare sul successo che i precedenti lavori hanno avuto (con merito, sopratutto i primi) senza sforzarsi troppo né tentare approcci diversi e temibilmente avversi ai lettori. Non sto dicendo che ogni storia dell'inquisitore debba essere un Cherudek, ma qui si sfiora solo la superficie, mettendo assieme visioni misticheggianti già viste, motivazioni spesso davvero forzate (ciò che spinge Eymerich ad imbarcarsi con la crociata e dare inizio alla storia vera e propria, rimane fino alla fine davvero la parte più debole, quasi insensata).
Evangelisti, non contento di ritirare fuori un arsenale impolverato, sfodera anche il povero Frullifer, che rivive in poche parti tutte le sue vicende già viste, dall'incapacità di rapportarsi con le donne agli insuccessi scentifici dai disastrosi esiti.

Il libro ha sicuramente dalla sua la capacità di abbracciare i vecchi appassionati in una narrativa comoda e convincente, ma fa rimpiangere dopo poche pagine le storie dove l'inquisitore duettava con padre Corona e le torbide vicende dei folli nazisti della R.A.C.H.E., qui appena accennate.

domenica 27 aprile 2008

Una riga di Horror

Visto il grande successo riscosso dal precedente concorso, concluso a Gennaio, Fantascienza in una riga (ispirato ad un'idea della nota rivista Wired (qui il link) dove le parole utilizzabili erano solamente sei, come da un famoso commento di Hemingway), le Edizioni Scudo di Giorgio Sangiorgi e Luca Oleastri, hanno deciso di replicarne la formula ma stavolta a tema horror dando vita al concorso Horror in una riga. Una sola riga quindi per un brevissimo e super incisivo "racconto" di genere fantastico ma con necessarie contaminazioni horrorifiche.

Ogni autore potrà presentare un solo racconto, che andrà spedito usando i commenti al post Concorso a premi Horror in una riga sul blog di Short Stories, shortstoriesmag.splinder.com, entro il 1 giugno. Per poter postare è necessario essere iscritti a Splinder.

La partecipazione al concorso è gratuita ed aperta a tutti, il racconto presentato deve essere a tema horror, anche contaminato con altri generi (fantascienza, fantasy, thriller, etc.), deve essere non più lungo di una riga ed in lingua italiana. I racconti verranno giudicati insindacabilmente dalla redazione di Short Stories, il concorso si apre il 23 Aprile 2008 si chiuderà Lunedì 1 Giugno 2008 a mezzanotte in punto - farà fede l'orario di pubblicazione del commento.

I vincitori verranno comunicati Lunedì 15 Giugno 2008 in un post sul blog di Short Stories ed anche mediante la Newsletter di Short Stories. I racconti classificati tra i primi cinque verranno pubblicati sul blog della rivista Short Stories. Tutti i racconti presentati e validi per il concorso, verranno comunque pubblicati sul numero 6 di Short Stories - Rivista Illustrata di Letteratura Fantastica, che sarà dedicato all'horror. Verranno proclamati un Primo Classificato, un Secondo Classificato ed un Terzo Classificato, più altri tre racconti che verranno pubblicati sul blog di SHORT STORIES come "menzione speciale". Il primo classificato verrà premiato con una copia stampata del numero quattro di Shost Stories, al secondo classificato andrà una copia del numero tre, al terzo una maglietta di Weiland-Yutani Corp.

giovedì 24 aprile 2008

500 gocce di fantasia

Giro e rigiro e mi trovo un concorso che più di altri solletica i miei viziosi appetiti di fu-scrittore, concorso a cui partecipano racconti Fantasy, Dark-Fantasy o inerenti a tema fiabesco e fantastico in genere. Sto parlando di 500 gocce d'inchiostro, rigorosamente (come nell'edizione precendente) GRATUITO (grassetto e maiuscolo fanno capire che è una parola poco di moda nell'ambiente e per altro da EVIDENZIARE) dedicato alla letteratura fantastica breve e che quest'anno promette per i meritevoli addirittura la pubblicazione in una antologia della casa editrice Edizioni Domino. Unico vincolo per le opere la lunghezza massima di 500 parole, esclusi titolo ed il tema che deve rientrare in quelli specificati prima.

IMPORTANTE: la pubblicazione delle opere vincitrici prevede la stesura di un contratto a termine della durata di un anno, per l'acquisizione dei diritti di pubblicazione. I diritti d'autore s'intendono risolti come premio per la vincita del concorso. Alla scadenza, il contratto sarà rinnovato solo in accordo tra la casa editrice e gli autori delle opere.

Il periodo di invio delle composizioni va dal 20 aprile al 30 giugno 2008.
La giuria del concorso sarà composta da: Luca Azzolini (giornalista di FantasyMagazine), Chiara Guidarini (L’Ultima Profezia, Canto Proibito), Solange Mela (autrice, redattrice ed editor della Edizioni Domino), Antonia Romagnoli (Il Segreto dell'Alchimista, La Magica Terra di Slupp), Fabrizio Valenza (autore della saga fantasy Storia di Geshwa Olers).

I risultati del concorso saranno resi noti durante Bardica 2008 che si terrà a Soncino il 21 settembre 2008 presso la birreria fantasy (non so cosa sia ma è intrigante come luogo) La Tana del Drago Fumante.

Per il bardo bando completo visitate il sito ufficiale del concorso.

mercoledì 23 aprile 2008

Il momento della scelta

Dopo un lungo inverno passato a ciondolare sui sette volumi della saga di Harry Potter e chiuso quindi il mio rapporto con Voi Sapete Chi e le sue malefatte mi son dato un paio di settimane per esaurire la pila di fumetti che minacciava di crollarmi addosso durante la notte.
Ho gustato gli ultimi due numeri della riedizione di Sandman della Planeta De Agostini (bella edizione con un minimo di descrizione storica del fenomeno Sandman) ed una decisa serie di numeri due: il notevole secondo volume su Death, il grande momento della tua vita, il secondo numero della miniserie La neve se ne frega, sceneggiatura di Ligabue, il secondo volume della riedizione del manga Death Note di Tsugumi Ohba che per ora non mi dice granché.

Ed è quindi arrivato il momento di scegliere il prossimo libro e mai come ora la decisione è stata difficile. Nei mesi scorsi non sono riuscito a trattenermi dall'effettuare acquisti di ogni genere mentre leggevo di Hogwarts & C e mi ritrovo davanti una dozzina di volumi tra i quali:

Cell di Stephen King
Il quinto giorno di Schätzing Frank
La forma antica del Taiji Quan stile Chen di Flavio Daniele
La luce di Orione di Valerio Evangelisti
La lunga notte del dottor Galvan di Pennac
La quinta era - Trilogia completa di Jean Rabe
Nessun dove di Neil Gaiman

Ieri sera sono rimasto una buona mezz'ora a sfogliarli tutti ed ho deciso che la primavera avrà il sapore del medioevo mistico del mio inquisitore preferito, sperando che Evangelisti abbia recuperato parte almeno del mordente perso con Mater Terribilis. Ho visto che torna Frullifer con le sue teorie al limite tra fisica e magia e la sua ex collega dal mortale sex appeal Cynthia e tornano le battaglie nel futuro della terra, tra le mostruosità create da Euroforce e la neonazista RACHE. Speriamo bene!

Dopo sarà il turno (probabilmente) del Quinto Giorno, che mi incuriosisce parecchio, mentre recupererò le varie nuove edizioni dei libri che compongono la saga di Dragonlance che mi ha iniziato al fantasy vent'anni or sono, nei quali voglio affondare completamente, partendo dalle leggende (quanto mi mancano Flint, Raistlin e compagnia!) fino ad arrivare alla guerra delle anime...

Goresuckers

Ecco come passo il mio tempo libero ultimamente, mentre guardo Battlestar Galactica... perché World of Warcraft è bello, The Witcher incredibile, Gears of War fantastico, ma Bard's Tale III non lo batte proprio nessuno...

martedì 22 aprile 2008

Obscura Genesi: Rage Against the Rules

E venne il momento delle regole. Il momento di decidere non tanto cosa c'è da fare ma come farlo e dove lo si potrà fare e, in un gioco di guerra, con che cosa è meglio farlo. Interrogativi abissali che non hanno risposte univoche...

Quante armi si possono portare nel gioco? Se guardiamo un Doom o un Quake si finisce per immaginare questi poveri soldati stracarichi di 8/10 diversi tipi di fucili, mitragliatori, cannoni al plasma, BFG9000 e talvolta pure seghe elettriche e coltelli (sai mai che finite le munizioni al plasma gli taglio le unghie per farlo stare buono, allo Sgrull).

D'altra parte giochi più vicini alla "realtà" o che impegnano su versanti diversi del caricarsi come camion di armi e munizioni per poter urlare "è ora di distruzione" sono molto meno permissivi e restringono ad esempio alle quattro armi di Gears of War che non possono nemmeno essere del tipo qualsiasi ma due "grosse" e due "piccole".

Di quante abilità ha bisogno il giocatore medio per sentirsi soddisfatto? Basteranno Combattimento corpo a corpo e Abilità con armi da fuoco o l'aggiunta di chicche come Ultradifesa e Autorigenerazione saranno necessarie? E' corretto pensare che il numero di Punti Ferita possa influire sulla propria Velocità?

Qual'è il numero di regole massime in un libro interattivo prima che al lettore venga voglia di usare la carta da riciclo del volume per accendersi il caminetto di casa?
Quanti lettori hanno il caminetto?

Tutto questo e di più è ora in campo, mentre inizia la fase III dello sviluppo del libro, da una parte cinque abili e volenterosi correttori sono alle prese con la bozza del regolamento il sottoscritto si getterà nella prima vera partita, per cercare di capire se c'è un minimo di equilibrio nel gioco o si finisce morti appena girato l'angolo...